Torres1903.com

  Menu
· Home
· Archivio notizie
· Articoli
· Campionato
· Forums
· Links
· Memorie rossoblù
· Meteore
· Profilo Utente
  Utenti online
Nickname
Password

Registrati

Iscrizione:
Ultimo: INDIANS1968
Nuovi oggi: 0
Nuovi ieri: 0
Complessivo: 966

Online:
Visitatori: 59
Iscritti: 0
Totale: 59
  Le prossime
Nessun calendario delle partite

Personalizza
Intervista a Mario Di Pasquale
Un indimenticabile ex




E’ uno dei portieri che hanno fatto la storia della Torres, uno di quei giocatori che difficilmente vengono rimossi dalla mente dei tifosi torresini. Mario Di Pasquale, nato a Roma il 12/10/1956, è stato legato alla società rossoblu per ben cinque stagioni (dall’80/1 all’84/5), collezionando 133 presenze in campionato. Arrivò dal Latina ed indossò subito la maglia da titolare in quella che sarebbe stata l’annata della promozione dalla serie D alla C2. A lui sono legati quei bei ricordi, ma anche altri episodi che hanno fatto epoca; basta ricordare l’incredibile gol che prese a Sassari da un rinvio del portiere del Banco Roma (tale Jankole) o l’assurda vicenda col Frosinone dove venne squalificato per sei giornate per simulazione. Attualmente l’ex numero uno rossoblu è il preparatore dei portieri della Juve Stabia, abbiamo quindi deciso di contattarlo per rispolverare l’album dei ricordi e per chiedergli un parere alla vigilia dell’incontro che vede protagoniste la sua squadra ed il suo vecchio amore, la Torres.

Andiamo per ordine, iniziamo dal passato. Come arrivasti a Sassari?
Arrivai nell’80 su segnalazione di un conoscente di Vanni Sanna che allora era l’allenatore della Torres. Mi trovai subito benissimo anche perché in quella stagione riuscimmo a centrare quella promozione che in città si attendeva da tempo.

Cosa ricordi di quella stagione?
Beh, il ricordo più bello è quello dell’ultima giornata che per noi significò la promozione, in città c’era la Cavalcata ma l’interesse dei sassaresi era tutto per noi. L’Acquedotto tre ore prima della partita era già stracolmo.

La Torres dove giocavi tu è quella che, unitamente a quella dell’epoca Zola, continua a restare impressa nelle memorie dei tifosi, come mai?
Forse perché era ricca di ottimi giocatori. Il più carismatico era sicuramente Rotili, soprannominato “Il professore”, era lui il vero capo spogliatoio. Poi c’era Trudu che spiccava per personalità, Demarcus per il suo fascino barbaricino e la fantastica coppia d’attacco Gasbarra-Canessa.

Ti senti ancora con qualcuno di loro?
Si, certo. Con Gasbarra mi sono sentito anche ieri, mentre sono rimasto in ottimi rapporti con Francesco Sanna che sta ad Arezzo, lo vedo spesso dato che vivo a Siena.

Vivi a Siena? E come sei finito a Castellammare di Stabia?
A Castellammare sono arrivato grazie a mister Vullo che mi ha voluto portare con se dato che lavoravo con lui già a Siena come preparatore dei portieri. La mia famiglia ora sta in Toscana, anche se il feeling con la Sardegna c’è sempre, pensa che mia moglie è sarda e mie figlie sono nate nella vostra splendida isola.

Torniamo al passato, ci racconti qual'è l’episodio più spiacevole che ti è capitato con la Torres?
Aspetta, so già dove vuoi arrivare. Stai parlando del rocambolesco gol che subii in un Torres-Banco Roma dal mio collega Jankole. A Sassari tutti ricordano quel fatto, fu una mia leggerezza è vero, però nessuno si ricorda di un mio record qualche anno successivo quando passai al Sorso. Nell’arco di una stagione, tra campionato e Coppa Italia parai 14 rigori su 18 che ci vennero concessi contro.

E del fattaccio col Frosinone che ricordo hai?
Ecco vedi, quella è veramente la cosa più brutta che mi sia capitata nella carriera.

Raccontaci cosa accadde realmente quel 10 gennaio 1982.
Avevamo appena subito la seconda rete, la tifoseria laziale scaglio un sasso che mi colpì. Mi accasciai a terra, ero un po’ frastornato e poi sai come succede in questi casi….

Si, si, chiaro. Il Napoli per un episodio simile ha vinto uno scudetto!
Ecco appunto. Mentre ero a terra sentii l’arbitro che diceva “Ho visto tutto, chiamate l’ambulanza”. Venni portato via e la Torres presentò reclamo per ottenere la vittoria a tavolino. La Commissione Disciplinare invece ci recapitò una spiacevole notizia: il direttore di gara nel referto scrisse che avevo raccolto una pietra da terra e che me l’avevo tirata in testa io stesso! Oltre il danno la beffa, mi punirono con una squalifica di sei giornate facendomi passare per un attore che aveva organizzato una messa in scena.

Dopo la Torres hai avuto altre esperienze in Sardegna?
Oltre ad aver fatto l’allenatore dell’Ardara, ricordo volentieri la chiamata di Angelino Fiori che mi richiese insistentemente per giocare nel Sorso quando avevo già 40 anni…non lo delusi assolutamente disputando una buona stagione. Ho fatto anche esperienze extra sportive lavorando per una società del Gruppo Enichem.

Nonostante la lontananza segui sempre le vicende della tua ex squadra?
Certo! Grazie alla parabola vedo sempre i servizi tramite le vostre emittenti regionali. Sono molto affezionato alla Sardegna e porto sempre la Torres nel cuore.

Cosa ne pensi dell’attuale formazione rossoblu?
E’ un’ottima squadra, dispone di tutti gli ingredienti per poter disputare un buon campionato: esperienza, tecnica, personalità. Penso possa giocarsela con tutte dato che è un girone abbastanza livellato, se escludiamo il Napoli non ci sono altri squadroni. Prendi ad esempio il Perugia, nonostante il blasone non sta rispettando le aspettative. Dei giocatori attuali conosco personalmente Frau dato che ho una casa a Porto Torres e lui abita di fronte.

E la tua Juve Stabia?
Abbiamo iniziato molto bene, poi per una serie di episodi sfortunati ci siamo complicati la vita ed abbiamo iniziato una serie negativa. Ora ci stiamo riprendendo, il risultato positivo con la Lucchese ne è la prova. A Sassari arriverà una squadra molto motivata, io purtroppo non sarò presente perché dovrò andare a visionare un altro incontro, peccato.

Da come parli sembra quasi abbia nostalgia della nostra terra, se la Torres ti contattasse per venire a fare l’allenatore dei portieri cosa risponderesti?
Non ci penserei due volte, verrei di corsa!

Ti ringraziamo per l’intervista concessa, vuoi aggiungere qualcosa per chiudere?
Mi ha fatto molto piacere ricordare con voi i più bei anni della mia carriera. Vorrei mandare un saluto a tutti gli amici che ho lasciato a Sassari.

Redazione Torres1903.com









Copyright © by Torres1903.com Tutti i diritti riservati.

Pubblicato su: 2005-11-25 (4597 letture)

[ Indietro ]




Engine PHP-Nuke - Powered by WL-Nuke
Generazione pagina: 0.05 Secondi