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Accadeva 18 anni fa

La Torres conquista la Coppa Italia della serie D
19 marzo 1992. Sono passati oramai diciotto anni da quel mercoledì che per tanti rimane una data qualunque ma, per chi ha i colori rossoblu nel cuore, è invece ben scolpita nella memoria. Quel giorno la gloriosa Torres sollevò al cielo la Coppa Italia di Serie D, trofeo non certo equiparabile a coppe di ben altra importanza, ma riuscire ad annoverare questo titolo nell’Albo d’oro rossoblu è pur sempre una soddisfazione.
La stagione 1991/92 non fu certo memorabile per la compagine sassarese e quella vittoria fu l’unica parentesi positiva in un campionato iniziato male e finito peggio. Già dagli albori di quell’annata si capì che sarebbe stato un inferno, infatti la Torres, fresca di retrocessione sul campo dalla C1 alla C2, il 2 agosto 1990 venne cancellata dal panorama del calcio professionistico per le oramai storiche difficoltà economiche. Il sodalizio rossoblù venne declassato in Interregionale (denominazione di allora del torneo di serie D) da dove mancava da dieci stagioni, si passò così dal sogno della serie B al fango dei campetti di periferia nel breve volgere di soli due anni.
Il presidente Agostinangelo Marras e l’amministratore Angelo Babini furono i protagonisti di questa inattesa radiazione che arrivò come un fulmine a ciel sereno. Fu lo stesso famoso avvocato sassarese a muovere i primi passi per l’iscrizione del club in Interregionale, prima di cedere la poltrona di comando a Corrado Sanna. Il duro colpo venne assorbito comunque con grande professionalità da quasi tutta la rosa a disposizione del riconfermato mister Antonio Valentin Angelillo che, sino a pochi mesi prima, aveva cercato di salvare la Torres dalla retrocessione sul campo con una pregevole serie di risultati positivi che purtroppo non bastarono per evitare il declassamento. La maggior parte dei giocatori cha avevano deciso di rimanere in C2 e che si ritrovavano liberi, perché il contratto veniva a decadere essendo la squadra passata allo status dilettantistico, accettarono di giocare anche in serie D con l’intento di risalire immediatamente la china nel giro di una sola stagione. Tra le poche eccezioni ci fu quella di Massimiliano Pani (che la stagione precedente aveva con i suoi gol contribuito all’effimero sogno salvezza) e quella dell’allora giovanissimo Stefano Udassi, bomber appena approdato a Sassari, proveniente dal La Palma Cagliari. A disposizione dell’allenatore meglio noto come uno degli “Angeli dalla faccia sporca” (insieme agli altri due italoargentini Maschio e Sivori) la rosa era composta dai riconfermati Franco Cariola, Fabio Chessa, Fabio Donati, Sergio Dossena, Moreno Mancini, Lorenzo Mossini, Giovannino Oggiano, Michele Tamponi, Antonio Talevi. I nuovi arrivi si chiamavano invece: Michele Pintauro (dall’Empoli con cui esordì in serie A), Antonio Podda (dall’Olbia, con un passato in B a Palermo), Marco Salis (ex Rondinella Marzocco Firenze), Battistino Gallu (anch’esso dall’Olbia) ed un manipolo di giovani tra cui spiccavano l’attaccante Roberto Manca ed il prodotto del vivaio Massimo Demartis. La squadra, vista anche l’instabilità societaria, si pensava potesse avere un inizio con dei limiti, anche se veniva comunque data come la grande favorita del girone F, un torneo nel quale le avversarie più accreditate come L’Aquila, Viterbese ed Acilia erano decisamente una spanna sotto ai rossoblu, così come le numerose compagini sarde presenti nel raggruppamento: Nuorese, Tharros, Selargius, Calangianus ed Alghero. Proprio con queste ultime due, la squadra rossoblu venne inserita nel primo triangolare eliminatorio della Coppa Italia di categoria.
La prima partita ufficiale di questa nuova stagione si giocò al Signora Chiara di Calangianus contro la locale compagine giallorosa che, nella gara di esordio, aveva impattato con l’Alghero. I sassaresi si presentarono al gran completo di fronte a circa 800 spettatori e soffrirono non poco l’agonismo dei locali che, nelle loro fila, potevano vantare ottimi giocatori come l’ex Tonio Trudu e la punta Di Laura. Il maggior tasso tecnico si fece vedere nella ripresa quando i torresini passarono in vantaggio con due dei giovani reduci dal campionato precedente: Fabio Chessa (che sbloccò il risultato al 28°) e Giovannino Oggiano che chiuse i conti undici minuti dopo.
A questo punto ai ragazzi di Angelillo per passare il turno bastava anche un pareggio contro l’Alghero, avversario che sulla carta era chiaramente inferiore ai rossoblu. I sassaresi scesero in campo in formazione tipo, con i soli assenti Dossena e Mossini sostituiti dai giovani Decherchi e Marcello Satta. Prima dell’inizio della gara venne osservato un minuto di raccoglimento in memoria di Gianuario Pinna, noto “Bagassedda”, legato alla storia rossoblù perché era stato commissario straordinario della Torres negli anni ’70. Di fronte a 600 spettatori curiosi di vedere la “prima” in casa, i rossoblu manifestarono una netta superiorità e già dopo 9 minuti passarono in vantaggio col solito Giovanino Oggiano che deviò in rete un preciso cross di Battistino Gallu. I sassaresi collezionarono corner (ben 11 a fine gara) ed ebbero l’occasione di chiudere la pratica al 41° quando Manca, steso in aria dal portiere catalano Angioi, si guadagnò un rigore che il quasi infallibile Talevi sbagliò colpendo in pieno la traversa. La ripresa scorse via senza ulteriori sussulti, nonostante gli ospiti rimasero in dieci. Finì così con uno striminzito 1-0 che valse comunque la qualificazione al turno successivo con gara ad eliminazione diretta contro il Selargius.
Proprio i selargini furono ospiti dei sassaresi all’esordio in campionato all’Acquedotto (2-0 con doppietta di Oggiano). La sfida di Coppa si giocò in un turno infrasettimanale con la Torres reduce dal primo inaspettato ko stagionale maturato a Roma contro la Spes Montesacro nella seconda giornata. Angelillo comunque ci teneva a ben figurare sul campo dei biancorossi e schierò la miglior formazione possibile tenendo a riposo i soli Oggiano, Talevi e Mossini. Tanto bastò per aver ragione dei padroni di casa, fu Marco Salis a decidere la sfida con un pregevole pallonetto da 25 metri che beffò Picasso, portiere locale, colpevolmente fuori dai pali. Il ritorno fu una formalità e nonostante la domenica si doveva giocare una gara parecchio dura in quel di Ladispoli, il mister sassarese mandò in campo quasi tutte le sue migliori carte a disposizione, eccezion fatta per Mossini in non perfette condizioni fisiche. La partita fu un monologo rossoblu che sotto un acquazzone e di fronte a 200 affezionati (il classico pubblico di Coppa) si imposero per 3-1, con i gol di Donati su assist di Salis, che poi firmò una doppietta personale con un beffardo pallonetto di testa su cross di Gallu e con un tap-in su ribattuta del palo dopo una conclusione del giovane Luca Decherchi.
L’abbinamento per i sedicesimi di finale è col Ladispoli, ostica formazione laziale che appena due settimane prima aveva dato la seconda delusione stagionale ai rossoblu in campionato (sconfitta nel Lazio per 1-0). La Torres arrivò all’incontro in piena crisi infatti, dopo la sconfitta appena citata, ne arrivò un’altra, stavolta in casa contro il modesto Anziolavinio. La gara di Coppa era decisiva per la panchina di Angelillo che ovviamente era vicinissimo all’esonero visti gli scarsi risultati ottenuti in campionato. I giocatori sassaresi si strinsero intorno al mister e sfoderarono una prestazione maiuscola andando quattro volte a segno, con Manca (che sul filo del fuorigioco batté l’incolpevole portiere ospite Massiminiani), Talevi (che realizzò con un bellissimo tiro al volo su assist di Manca), Salis (col classico gol di rapina) ed infine il solito Oggiano (con un tiro secco dal limite dell’area). Per gli ospiti,verso il termine, c’è spazio solo per il gol della bandiera che valse il 4-1 finale. La gara di ritorno fu poco più che una formalità, nonostante la supremazia dei padroni di casa (10-1 per loro i corner) il risultato si chiuse sullo 0-0 e qualificò agli ottavi i sassaresi che vennero abbinati ai piemontesi del Bra, squadra d’alta classifica del girone D che lottava con l’Oltrepò ed il Savona per la vittoria del proprio girone.
La sfida di andata si giocò al “Madonna dei Fiori” di Bra il 6 novembre, alla vigilia della decisiva sfida di campionato con la Viterbese. Angelillo preservò i soli Talevi e Oggiano, oltre al nuovo acquisto Stefano Paraluppi, attaccante proveniente dal Siena. La partita partì subito nel segno della Torres che dopo appena 30 secondi passò in vantaggio: calcio di avvio da centrocampo di Podda per Salis che si involò verso l’area di rigore servendo al centro per l’accorrente Manca che fece secco il portiere di casa Moretti, tre tocchi di palla ed 1-0. I sassaresi non riuscirono a chiudere la gara e dopo un palo colpito da Podda subirono il pari dei locali con l’attaccante dei giallorossi De Santis, bravo a sfruttare un’indecisione tra Gallu e Cariola per poi presentarsi solo davanti a Pintauro e fulminarlo con un preciso tocco sul quale nulla poté l’estremo sassarese. Prima della gara di ritorno però, la squadra incappò in altre due sconfitte contro Viterbese e L’Aquila, compromettendo definitivamente la corsa per la promozione in C2. Intanto i sempre più deludenti risultati indussero la società alla dura decisione di congelare gli stipendi ai giocatori e ad esonerare Angelillo al cui posto venne chiamato il sempreverde Vanni Sanna. La gara di Coppa servì così al neo mister per conoscere i giocatori e trovare nuove soluzioni da sfruttare in campionato ed infatti arrivò l’esordio stagionale dal primo minuto dell’allora giovanissimo Massimo Demartis. La gara col Bra fu da subito molto combattuta ma fu la Torres a spezzare l’equilibrio dopo 13 minuti, con Decherchi che ribadì in rete dopo che il portiere gli aveva respinto sui piedi il primo tiro. La gara si fece nervosa ed i piemontesi rimasero in dieci dopo appena 28 minuti ma, nonostante l’inferiorità numerica, pervennero al pareggio con Ballauri lasciato inspiegabilmente da solo in piena area di rigore. Nella ripresa, sassaresi di nuovo in vantaggio al 21° con Paraluppi che di testa appoggiò in rete dopo che il numero uno ospite aveva bucato la presa su un innocuo cross di Gallu. Dopo due soli minuti però, l’arbitro concesse un rigore per un dubbio contatto tra Demartis e il marcatore dell’andata De Santis, dal dischetto Fava realizzò il 2-2. La stanchezza per l’inferiorità numerica si faceva sentire nelle gambe degli ospiti che al 34° capitolarono nuovamente e definitivamente grazie a Mossini che insaccò un perfetto assist di Tamponi per il 3-2 finale che valse la qualificazione ai quarti di finale.
Per il terzultimo turno della manifestazione la Torres venne abbinata ai liguri della Sammargheritese, squadra militante come il Bra nel girone D dell’interregionale, in cui occupava una tranquilla posizione di centro classifica. Dopo un mese e mezzo in cui la manifestazione andò in soffitta e con la squadra sassarese che pareva riprendersi in campionato dove inanellò quattro vittorie di fila ed un pareggio, la partita di Coppa veniva vista come un peso, si pensava maggiormente alla rincorsa alla prima posizione occupata dalla Viterbese che aveva otto punti di vantaggio alla fine del girone di andata. Ma a far cambiare idea all’ambiente arrivò la sconfitta in quel di Selargius proprio alla vigilia della trasferta a Santa Margherita Ligure, infatti il contemporaneo successo della capolista fece precipitare il divario dalla vetta ad un irrecuperabile -10. Così la competizione minore divenne l’unico obbiettivo concretamente realizzabile e mister Sanna schierò per la gara di andata in terra ligure, al campo sportivo “Broccardi”, la migliore formazione possibile da opporre agli arancioni di casa. La partita terminò 1-1, al vantaggio rossoblu di Chessa allo scoccar dell’ora di gioco, per i locali rispose dopo appena 5 minuti Biancato. Nella gara di ritorno che si disputò quindici giorni dopo a Sassari, Sanna fu costretto a rivoluzionare l’attacco a causa degli infortuni contemporanei di Talevi ed Oggiano, rimediati nella gara di campionato sul campo dell’Ostia Mare. Al loro posto il mister sassarese diede spazio alla coppia Paraluppi-Salis e proprio l’ex senese risultò decisivo nella vittoria dei rossoblu. La partita cominciò nel migliore dei modi per Pintauro e compagni, visto che arrivò un gol lampo dopo un solo minuto. Fu Podda a portare in vantaggio la Torres ribadendo in rete una doppia conclusione di Gallu respinta in entrambi i casi dal portiere ospite Boschi. Proprio sul finale del tempo però la Sammargheritese (ora militante in prima categoria) pervenne al pareggio grazie ad un tocco vincente di Antonaccio che depositò in rete una respinta corta di Pintauro sulla punizione dello specialista Righetti. Il pari scosse la Torres che partì a spron battuto alla ripresa del gioco e, dopo undici minuti, passò nuovamente in vantaggio con Gallu che spedì in rete da pochi passi una respinta corta del portiere che aveva miracolosamente evitato il gol su un preciso colpo di testa di Stefano Paraluppi. Quest’ultimo, dopo pochi minuti trovò gloria personale nella terza marcatura, sfruttando perfettamente un cross di Manca e realizzando così il gol del definitivo 3-1 che spalancò le porte della semifinale.
I rossoblu si trovarono quindi di fronte l’Eurobuilding Crevalcore, ricca società emiliana dominatrice del proprio girone di serie D. La gara di andata si disputò a Sassari il 5 febbraio, con gli ospiti al gran completo col solo Schwoch (autore di 18 reti in campionato) che partì dalla panchina per scelta tecnica. Dalla parte opposta Sanna, al cui posto in panchina sedeva per l‘occasione Lungheu, oltre a Talevi e Tamponi dovette rinunciare dall’inizio ad Oggiano, ancora in fase di recupero dopo un mese di stop per infortunio. La gara fu subito molto dura e furono inizialmente gli emiliani, ben più organizzati, a macinare gioco. Dopo un tempo di studio fu però la Torres a passare in vantaggio a sorpresa: l’esordiente Salvatore Cannoni fu il più lesto ad avventarsi su una punizione di Salis ribattuta dalla barriera, l’ex Fulgor fu poi bravo a servire Dossena che a due passi dalla porta non ebbe difficoltà ad appoggiare in rete. I biancoazzurri non accusarono il colpo e sfoderarono una reazione ancor più veemente andando vicinissimi al pareggio al 42° quando Granata colpì in pieno il palo. Nonostante il finale arrembante degli ospiti, il risultato non cambiò e finì così per 1-0. Il buon momento dei sassaresi proseguì anche in campionato dove intanto arrivano due successi di fila contro Anzio e Nuorese, portando il morale a mille alla vigilia della trasferta di ritorno che poteva spalancare le porte ad una inaspettata finale di Coppa. La gara si disputò al “Cesare Biavati” di Crevalcore il 19 febbraio e ad attendere i rossoblu ci furono sugli spalti un migliaio di spettatori per spingere i padroni di casa verso la finale. Sanna schierò la miglior formazione possibile, col rientrante Talevi ancora in precarie condizioni fisiche, dietro alle punte Manca e Paraluppi. Nonostante il tridente, la Torres apparve da subito rinunciataria, i bolognesi dominarono costantemente creando almeno sei nitide occasioni da rete, ma un grandissimo Michele Pintauro in versione Lev Jascin salvò letteralmente il risultato, compiendo una serie di miracoli che inchiodarono il risultato sullo 0-0 valevole per l’accesso in finale dove i rossoblu si trovarono opposti al Sora, capolista indiscusso del girone H.
Per la finalissima, la Lega Dilettanti propese per una scelta di campo neutro anziché la classica sfida di andata e ritorno e scelse come sede il Flaminio di Roma, decisione che privilegiò la formazione della cittadina ciociara distante dalla capitale poco più di un’ora e mezza di auto. La data prefissata è mercoledì 19 marzo 1992. I rossoblu si presentarono all’appuntamento col solo Tamponi infortunato e Vanni Sanna diede fiducia dal primo minuto a Cannoni per sostituirlo, mentre davanti il recuperato Oggiano affiancò Talevi e Paraluppi. Di Pucchio, mister dei bianconeri, schierò la formazione titolare che in campionato stracciò tutta la concorrenza, potendo contare tra le sue fila anche del temutissimo bomber Luiso (attuale allenatore della compagine bianconera militante anch’essa in Eccellenza), noto anche come il “Toro di Sora”, che da lì a due anni vestì la casacca del Torino in serie A. A spingere i bianconeri sulle tribune del fortunato (per i nostri colori) stadio Flaminio, erano presenti oltre 6.000 sorani giunti a Roma sicuri di vedere la propria squadra primeggiare contro una Torres che in campionato continuava a latitare a centro classifica. Da Sassari, complice il turno infrasettimanale, si presentarono una trentina di temerari, anche a causa dei media locali (dalla carta stampata, alla radio, alla tv) che snobbarono un avvenimento che non era di certo di primissimo piano anche se pur sempre di una finale si trattava. La partita fu da subito tiratissima ma avara di occasioni da rete. Luiso fu ben controllato dal duo Cariola-Demartis e furono i laziali a rendersi pericolosi per primi al 15° con Coraggio che dai 25 metri impegnò Pintauro, comunque ben piazzato. Al 36° corner per la Torres (alla fine se ne contarono appena due per i sassaresi contro gli undici calciati dai sorani), batté corto Talevi per Gallu che di prima intenzione crossò a centro area dove Oggiano, ben liberatosi dei centrali difensivi del Sora, di testa spedì in rete alle spalle di Costantini, numero uno ciociaro. I laziali accusarono il colpo e si andò così negli spogliatoi con l’inaspettato vantaggio della Torres, ma i 6.000 confidavano che la ripresa sarebbe stata di ben altro tenore. Infatti, Di Pucchio mandò in campo il più offensivo Capozzi al posto del mediano Palone e proprio dai piedi del nuovo entrato partì al 12° un pericoloso cross al centro dell’area dove Zappacosta, di testa, indirizzò verso la porta ma anziché centrare il bersaglio colpì clamorosamente l’arbitro (Fausti di Milano) che indicò il dischetto per un presunto contatto tra Cariola e D’Ambra, contatto che vide solo lui. I giocatori rossoblu protestano ma niente fece cambiare l’idea all’arbitro che evidentemente ce l’aveva per qualche astruso motivo con la Torres. Sempre egli, infatti, a distanza di anni (esattamente nel 1998) condannò la società sassarese ai play out, regalando (con la Torres in vantaggio per 2-1) il solito inesistente rigore, stavolta all’Iperzola, addirittura dopo 7 minuti di ingiustificato recupero, tanto da essere ribattezzato dai giornali dell’epoca come l’arbitro “In…Fausti di Milano”. Comunque, ritornando alla finale di Coppa, dal dischetto lo specialista Promutico non fece sconti e battendo Pintauro permise di agguantare il pareggio. Il Sora, galvanizzato dalla rete, cercò di far sua la partita, ma la Torres ribatté colpo su colpo pur coprendosi maggiormente con l’ingresso di Podda per Paraluppi. Il mister sorano voleva evitare i supplementari e spinse all’attacco i suoi, lasciando l’arma del contropiede ai rossoblu. Proprio in una classica azione di ripartenza, al 43°, arriva il goal che decise l’incontro: il sempre magistrale Talevi recuperò palla a metacampo involandosi verso l’area di rigore dei bianconeri, scambiò con Podda che imbeccò alla perfezione l’accorrente Oggiano, pronto a insaccare di testa il match ball. Doppietta per il bomber sassarese e successo per la Torres Infatti, pur operando un ulteriore cambio, il Sora (che nel frattempo era rimasto in dieci per l’espulsione del frustrato D’Ambra) non ebbe il tempo per reagire, cedendo l’onore delle armi all’undici sassarese che conquistò così partita e Coppa. Un trionfo magari di secondo piano, ma pur sempre un trofeo da aggiungere alla lunga bacheca dei ricordi della storia della nostra amata Torres.


Coppa Italia Serie D 1991/92
I TABELLINI:
1° turno fase eliminatoria, girone a 3 con Calangianus ed Alghero
22/08/1991 1a giornata
Calangianus (SS) - Campo sportivo “Signora Chiara”
Calangianus – Torres 0–2
Calangianus: Iacomino, Pittorru, Inzaina, Nicolai, Pisano, Zuncheddu, Trudu, Spanu, Marras, Casu, Acuna T. (dal 21°st Di Laura). A disp.: Ena, Marini, Soggiu, Sotgia. All.: Enrico Hanset
Torres: Pintauro, Donati, Satta (dal 1°st Decherchi), Chessa, Mancini, Pinna, Podda, Gallu, Salis (dal 12°st Manca), Talevi, Oggiano. A disp: Sechi, Demartis, Muresu. All.: Antonio Valentin Angelillo.
Arbitro: Sasso di Oristano
Reti: nel st: al 28° Chessa, al 39° Oggiano
Note: Angoli 8-3 per il Calangianus, ammoniti Acuna (C), e Satta (T). Spettatori 800 circa.

25/08/1991 2a giornata
Sassari – Stadio “Acquedotto”
Torres – Alghero 1–0
Torres: Pintauro, Donati, Gallu, Chessa, Mancini, Pinna, Podda (dal 23°st Satta), Decherchi, Manca (dal 1°st Salis), Talevi, Oggiano. A disp.: Sechi, Muresu . All.: Angelillo
Alghero: Angioi, Sanna, Mariani, Farci, Martinelli, Scanu, Chessa, Frau, Deriu (dal 1°st Campus), Giorico, Cossu. All.: Scala.
Arbitro: Urbano di Carbonia
Rete: nel pt: al 9°Oggiano
Note: espulso Farci (A) al 18°st; calci d’angolo 11-1 per la Torres; Spettatori 600 circa
2° turno fase eliminatoria, gara ad eliminazione diretta col Selargius
11/09/1991 - Andata
Selargius (Ca) – Campo Comunale
Selargius – Torres 0–1
Selargius: Picasso, Cogoni, Carta, Salis, Zaccheddu, Medda, Farci, Garbino, Piras, Vangelotti, Ruggeri (dal 1°st Cabras). All.: Mario Tiddia.
Torres; Pintauro, Donati, Gallu, Chessa, Cariola, Pinna, Podda, Tamponi, Salis, Dossena (dal 44°st Decherchi), Manca. All.: A.V. Angelillo.
Arbitro: Ortu di Cagliari
Rete: nel st: al 33° Salis
Note: corner 3 per parte; spettatori 500 circa

26/09/1991 - Ritorno
Sassari – Stadio “Acquedotto”
Torres – Selargius 3–1
Torres: Pintauro, Donati, Gallu, Chessa, Cariola, Dossena, Decherchi, Tamponi, Salis (dal 20°st Muresu), Talevi, Manca (dal 24°st Oggiano). A disp: Sechi, Mossini, Satta. All. Angelillo
Selargius: Picasso, Carta, Medda, Salis, Murgiolu (dal10°st Zaccheddu), Garbarino, Farci, Agabio (dal 10°st Garbino), Cabras, De Meglio, Ruggeri. A disp.: Corda, Cocco, Vangelotti. All.: Tiddia
Arbitro: Borrelli di Roma
Reti: nel pt: al 35° Donati, al 42° Salis; nel st: al 9° Salis, al 39° Ruggeri (S)

Sedicesimi di finale, gara ad eliminazione diretta col Ladispoli.
09/10/1991 - Andata
Sassari – Stadio “Acquedotto”
Torres – Ladispoli 4–1
Torres: Pintauro, Donati (dal 34°st Demartis), Gallu, Chessa, Cariola, Mancini, Decherchi, Dossena, Manca (dal 24°st Oggiano), Talevi, Salis. A disp.: Sechi, Satta, Pinna. All.: Angelillo
Ladispoli: Massiminiani, Ferri, Galli, De Angelis (al 13°st Fabietti), Morosini, Lucci, Sergenti (dal 1°st Marinucci), Staffa, Petricone, Fasciano, Campisano. A disp.: Palombi, Tomei, Bosco. All. Fronti
Arbitro: Gregoroni di Napoli
Reti: nel pt: al 10°Manca, al 41° Talevi; nel st: al 6° Salis, al 24° Oggiano, al 42° Staffa (L)
Note: La Torres gioca gli ultimi 10 minuti in 10 uomini per l’infortunio occorso a Chessa a sostituzioni già avvenute. Corner 4 per parte. Spettatori 200 circa.

23/10/1991 - Ritorno
Ladispoli – Stadio “Marescotti”
Ladispoli – Torres 0–0
Ladispoli: Fillippi, Ferri, Morosini, Carucci, Galli, Lucci, Bosco, Staffa, Petricone, Fasciano (dal 8°st Sergenti), De Angelis (dal 42°st Fronti). All.: Fronti.
Torres: Pintauro, Donati, Gallu, Chessa, Cariola, Pinna, Tamponi, Salis (dal 18°st Oggiano), Decherchi, Manca. A disp.: Sechi, Mancini, Dossena Talevi. All.: Angelillo.
Arbitro: Bianchi
Note: espulso Petricone al 38°st, angoli 10-1 per il Ladispoli. Spettatori 200 circa.

Ottavi di finale, gara ad eliminazione diretta col Bra
06/11/1991 - Andata
Bra (Cn) – Stadio “Madonna dei Fiori”
Bra – Torres 1–1
Bra: Moretti, Peirone, Amarotti, Ballauri, Berti, Dellagaren, Ruffinato, De Santis, Daidola, Fava, Ragona (dal 1° st Romeo).
Torres: Pintauro, Cariola, Tamponi, Chessa (dal 22° Gallu), Mancini, Pinna, Podda, Mossini, Salis, Dossena, Manca. All.: Angelillo.
Arbitro: Grazioli di Modena
Reti: nel pt: 30’’ Manca (T); nel st al 23° De Santis (B).
Note: espulso Ruffinato al 21° per fallo su Chessa; angoli 7-0 per il Bra.

20/11/1991 - Ritorno
Sassari – Stadio “Acquedotto”
Torres – Bra 3–2
Torres: Pintauro, Mancini, Demartis, Mossini, Dossena, Gallu, Chessa (dal 17°st Pinna), Tamponi, Oggiano, Decherchi, Paraluppi. All.: Vanni Sanna.
Bra: Moretti, Peirone, Amarotti, Restivo, Berti, Dellagaren L., Ballauri (34°st Dellagaren C.), Fava, Daidola (2°st Ragona), Moreo, De Santis.
Arbitro: Castelli di Roma.
Reti: nel pt: al 13° Decherchi (T), al 36° Ballauri (B); nel st: al 21°Paraluppi (T), al 23° Fava (rigore B), al 34° Mossini (T)
Note: Al 28° espulso Moreo per fallo di reazione su Oggiano. Angoli 7-0 per la Torres. Spettatori 200 circa.

Quarti di finale, gara ad eliminazione diretta con la Sammargheritese
08/01/1992 - Andata
Santa Margherita Ligure (Ge) – Campo Sportivo “Broccardi”
Sammargheritese – Torres 1–1
Sammargheritese: Perola, Terrera, Mosca, Pastine, Podestà, Tovani, Biancato, Paganelli, Righetti, D’Agostino (dal 39°st Gualco), Di Somma. All.: Casazza
Torres: Pintauro, Cariola, Donati, Mossini (dal 36°st Podda), Dossena, Gallu, Chessa, Tamponi, Manca, Talevi, Oggiano. All.: V.Sanna.
Arbitro: Pizzini di Verona
Reti: nel st: al 14° Chessa, al 19° Biancato (S)

22/01/1992 - Ritorno
Sassari – Stadio “Acquedotto”
Torres – Sammargheritese 3–1
Torres: Pintauro, Cariola, Donati, Pinna, Satta, Gallu, Mossini, Podda, Salis (dal 1°st Manca), Dossena, Paraluppi. All. V.Sanna
Sammargheritese: Boschi, Terrera, Podestà, Pastine (dal 70° Gualco), Tovani, Merlo, Biancato, Ruvo, Righetti, D’Agostino, Maggio (dal 27° Antonaccio). All. Casazza
Arbitro: Apricena di Firenze
Reti: nel pt: al 1° Podda, al 45° Antonaccio (S); nel st: al 11° Gallu, al 22° Paraluppi
Semifinale, gara ad eliminazione diretta con il Crevalcore
05/02/1992 - Andata
Sassari – Stadio “Acquedotto”
Torres – Crevalcore 1–0
Torres: Pintauro, Donati, Satta, Dossena, Mancini, Pinna, Podda, Chessa, Manca (dal 36°st Oggiano), Mossini (dal 16°st Cannoni), Salis. All. V.Sanna, in panchina Lungheu.
Crevalcore: Lorenzini, Perazzini, Bersanetti, Cossarini, Granata, Pedersoli, Buriani, Balacich (dal 21°st Canova), Zuntini (dal 1°st Schwoch), Casoni, Juliano. All. Cresci.
Arbitro: Biasiuto di Vicenza.
Rete: nel st al 19° Dossena.
Note: Corner 2-6 per il Crevalcore, spettatori 200 circa.

19/02/1992 - Ritorno
Crevalcore (Bo) – Stadio “Cesare Biavati”
Crevalcore – Torres 0–0
Crevalcore: Lorenzini, Cossarini, Bersanetti, Ponti (dal 28° Casoni). Granata, Pederzoli, Buriani, Balacich, Zuntini, Canova Juliani (dal 1°st Schwoch). All. Cresci
Torres: Pintauro, Demartis, Gallu, Chessa, Manca, Dossena, Cannoni, Mossini, Manca (dal 18°st Salis, dal 37°st Donati), Talevi, Paraluppi. All.: V. Sanna
Arbitro: Toniolo di Schio
Note: corner 10-2 per il Crevalcore. Spettatori un migliaio circa.
Finale, gara unica in campo neutro contro il Sora
19/03/1992 – Finale unica
Roma – Stadio “Flaminio”
Sora – Torres 1–2
Sora: Costantini, Pecoraio, Iannicola, Palone (dal 1° st Capozzi), Promutico, Coraggio, Inches, Ronchetti, D’Ambra, Zappacosta (dal 44°st Bencivenga), Luiso. A disp.: Scenna, Loffreda, Benedetti. All. Di Pucchio
Torres: Pintauro, Cariola, Gallu, Chessa, Demartis, Pinna, Cannoni, Mossini, Oggiano (dal 45°st Salis), Talevi, Paraluppi (dal 15°st Podda). A disp. Sechi, Satta, Mancini. All.:V.Sanna
Arbitro: Fausti di Milano
Reti: nel pt: al 36°Oggiano (T); nel st: al 12° Promutico (rigore, S.), al 43°st Oggiano (T)
Note: espulso nel finale di gara D’Ambra. Angoli 11-2 per il Sora. Spettatori 6.000 circa di cui una trentina provenienti da Sassari.

Bruno Pala e la Coppa Italia
Copyright © by Torres1903.com Tutti i diritti riservati. Pubblicato su: 2010-03-18 (1169 letture) [ Indietro ] |
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