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MEMORIE: Giovanni Roccotelli





Nell'arricchire e irrobustire la rosa che nel 1986/87 vinse splendidamente il campionato di C2, il presidente Rubattu fece una campagna acquisti soprattutto di giocatori di "categoria", portando a Sassari elementi dalla grande esperienza. Tra questi Giovanni Roccotelli, ala destra vecchia maniera che arriva a carriera oramai finita e che non incide tantissimo nella storia rossoblu ma che nell'unico anno a Sassari fece spellare le mani al pubblico per una giocata di rara bellezza, che da lui veniva eseguita sempre in maniera esemplare. Stiamo parlando del gesto tecnico chiamato "Rabona", ovvero "l'incrociata" che consisteva nel crossare dal fondo incrociando le gambe. Roccotelli è stato, se non il primo al mondo, uno dei primissimi giocatori ad eseguirla, anticipando Pelè e Maradona, e gli attuali Baggio, Ronaldo e Ronaldinho. Lo stesso Pelè in una intervista dichiarò che si ricordava di un calciatore italiano che lo faceva prima di lui, proprio Roccotelli. Il calciatore agli esordi veniva sopranominaro "Rocco" ma nella sua esperienza nel Torino in serie A nel 1975 decise lui stesso di trasformarlo in "Coccò" rifacendosi al Brasile bicampione del mondo, tra le cui fila militavano Vavà, Didì e Pelè, dal quale traeva spunti per il suo bagaglio tecnico. Coccò riusci ad emergere grazie al gesto che non rimaneva mai una giocata fine a se stessa ma molte volte veniva conclusa in rete dai suoi compagni di squadra. Con questa magia Roccotelli riuscì a segnare addirittura una doppietta in una nazionale giovanile guidata da Bearzot; tra l'altro in carriera vanta anche una marcatura su punizione battuta naturalmente incrociando le gambe. La carriera di Roccotelli si svolge tra il Barletta, Avellino, Torino, Bari, Cagliari, Taranto, Casertana e infine la Torres dove concluse la carriera all'età di 39 anni. Con i rossoblu il baffuto barese mette a segno 25 presenze, come già detto precedentemente deliziando il pubblico con il suo gesto che anche a Sassari trovava la sua efficacia oltre che nello splendido spettacolo anche ai fini del gioco. A dimostrazione di questo in un Torres – Foggia del 1987, Roccotelli, entrato nel secondo tempo in sostituzione di Bardi, in una sua azione sulla fascia riuscì a scodellare al centro con una splendida incrociata una palla invitante che Zola calcia sul palo, complice una deviazione dell’estremo difensore foggiano, arrivando a Galli che nell’azione era terminato a terra ma che comunque in rovesciata riusciva a realizzare, l’esplosione dell’Acquedotto fu una testimonianza della splendida giocata di Roccotelli oltre che del gol. Roccotelli arriva a Sassari proprio alla vigilia del campionato, trova il suo esordio alla prima all’Acquedotto contro la Salernitana, anche se per pochi minuti, mentre si presenta realmente al suo nuovo pubblico 15 giorni dopo nella gara contro il Campobasso, dove (nonostante il passo non sia più quello di una volta) mette in mostra qualità tecniche non indifferenti. Un campionato positivo per la matricola Torres, che si toglie parecchie soddisfazioni come i pareggi con i cugini del Cagliari e che termina al 7° posto assoluto arrivando anche prima dello stesso Cagliari; Roccotelli riesce ad entrare nelle simpatie di una piazza che ogni qual volta vedeva il vecchietto baffuto involarsi sulla fascia e puntare il fondo, chiedeva ad alta voce la celebre sua giocata che ancora tutti ricordiamo. Alla fine in una squadra che presentava il futuro campione Zola, la classe e l’intelligenza calcistica di Mario Piga e le azioni in area di una delle punte più forti viste a Sassari come Bardi, Roccotelli si ritaglia il suo spazio importante (nonostante le sue presenze dall’inizio alla fine sono solo una decina) per esperienza, applicazione e duttilità, dribbling e giocate strappa applausi, come la mitica incrociata.

INTERVISTE E ARTICOLI

Cocò, il 'brasiliano' del Picchio dalla 'rabona' originale - (dal Messaggero)


Ha tagliato il traguardo dei 50 anni ma non li dimostra e non se li sente addosso. Giovanni "Cocò" Roccotelli, una istituzione per la tifoseria bianconera... meno giovane, non ha perso il vizio di tirare calci al pallone. Anzi.
"Ho smesso di giocare a 39 anni, con la Torres. Con me c'era Zola. Adesso dirigo una scuola calcio qui a Cagliari -racconta Roccotelli- si chiama Is Arenas e ci sono 180 ragazzi a cui cerco di insegnare qualcosa. In pratica gioco tutta la settimana. Faccio anche parte di una squadra di ex del Cagliari che disputa partite di beneficenza. Abbiamo affrontato anche i Mundial '82. Ho vissuto venti anni di professionismo: se avessi avuto allora l'esperienza di adesso, oggi sarei miliardario".

Roccotelli, due stagioni in bianconero dal '77 al '79. Grandi ricordi?
"Eh sì, dal presidente Rozzi all'anno dei record. Eravamo uno squadrone e vincemmo il campionato con 14 punti di vantaggio quando le vittorie valevano ancora solo due punti. E poi il pubblico. Ad Ascoli mi sono trovato benissimo, i tifosi mi incitavano sempre e mi sentivo molto considerato. Avevo già vinto uno scudetto col Torino, ma lì è stato completamente diverso, più coinvolgente. Mi è dispiaciuto andarmene ma ci fu un po' di maretta per il contratto. Sono molto contento che la mia vecchia squadra sia tornata in B".

E' rimasto famoso per la sua specialità: il cross a gambe incrociate...
"In ogni partita i tifosi me lo chiedevano, lo aspettavano. Per me era una cosa naturale. Iniziai a crossare così da piccolino. Con una selezione nazionale formata da Bearzot mi ricordo che in Campania feci anche due gol in quel modo. Almeno una cosa l'ho fatta prima degli altri... adesso questo gesto lo chiamano 'rabona' perchè l'ha fatto Ronaldo ma lo stesso Pelè in un'intervista ha detto che si ricordava di un italiano che lo faceva prima di lui: ero io".

Ad Ascoli ha messo a segno anche sei gol. Quale ricorda meglio?
"Ne feci uno bello al Taranto, il gol dell'ex. Ma quello che ricordo con più affetto è quello al Palermo: saltai due avversari e centrai l'angolino. Stavamo perdendo e per noi andare in svantaggio era una cosa strana. Alla fine, comunque, vincemmo anche quella partita".

Roccotelli, detto Cocò. Quando è nato questo soprannome?
"Me lo sono dato da solo, ai tempi del Torino. In Brasile c'erano stati i grandi Didì, Vavà e Pelè. Cocò suonava bene: mi serviva per non farmi chiamare Rocco che non mi piaceva".

E' più tornato ad Ascoli?
"Purtroppo no. Sono stato invitato anni fa a una partita fra vecchie glorie ma non riuscii a venire perchè ero in partenza per l'Australia. Ma se ne organizzano un'altra sono prontissimo. Vengo di corsa..."



(da AVVENIRE ON LINE)


E il tacco di casa nostra? Chi più di noi italiani può capirlo, quando è insito nella morfologia della nostra terra. Uno dei tacchi più estrosi viene proprio dal tacco d'Italia, la Puglia. Ma ve lo ricordate Giovanni Roccotelli? Fin dai suoi esordi nel Barletta, Roccotelli fu il precursore del "cross di tacco". Quello che vedemmo fare a Diego Armando Maradona, Roccotelli lo aveva inventato 10 anni prima, ma in un'epoca senza controcampi le sue, sono opere d'arte andate smarrite. Del nostro passato restano i tacchi d'autore: quello di Roberto Bettega, con lo storico "toc" con cui annichilì il Milan a San Siro. Uscendo dalla tradizione, ci sono poi i "tacchi folkloristici". Quello del vecchio portiere Ballotta, 40 anni e ancora in campo con il Modena, che una volta smarcò un attaccante con un raffinatissimo "tacchetto". Ma il più geniale di tutti fu il funambolico numero 1 colombiano, Higuita, che a Wembley si permise di brevettare la "mossa dello scorpione": tiro da fuori area di Gascoigne e respinta di tacco a rilanciare. Ma qui siamo già entrati nella metafisica.


La rabona - il lessico calcistico - "RABONA"


Quello che dà il titolo alla rubrica è uno dei gesti tecnicamente più difficili e più spettacolari del calcio. Viene, tuttavia, spesso confuso con altri gesti più…plebei. La "rabona" d.o.c. è il gesto seguente : calciare in corsa con il piede sinistro (destro) facendo passare il piede che calcia dietro l'altra gamba che fa da stampella. Il gesto, molto spettacolare, ha una sua utilità tecnica indiscutibile per quei calciatori molto dotati con un solo piede e per il fatto che il gesto inganna sempre l'avversario che difende perché di solito è portato a coprire il piede esterno, quello normalmente deputato al cross. Fra i migliori esecutori della 'rabona' va ricordato Diego Armando Maradona che un anno, credo contro Torino, fece segnare Careca con un cross pennellato dalla destra battuto di sinistro con la palla colpita mentre era appunto dietro al piede destro. Fra gli italiani ricordo una spettacolare esecuzione di Roberto Baggio che tirò in porta (!), ma il primo italiano cui l'ho vista fare fu uno sconosciuto degli anni settanta : tale Roccotelli che fu del Torino e di molti altri.









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Pubblicato su: 2006-02-11 (6755 letture)

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