Un Paese che scorda è una comunità senza memoria. Un popolo che dimentica è una nazione incosciente, insensibile agli eventi. Ogni giorno accadono cose che in uno Stato di Diritto non dovrebbero mai succedere: troppe volte è negato anche il più elementare ma inviolabile principio dell'uomo: la vita. E qualcuno fa finta di niente, credendo che la cronaca non debba scalfirlo, soprattutto se un efferato delitto l'ha compiuto un individuo preposto ad evitarlo. L'indifferenza lambisce l'apatia, mettendo a repentaglio il futuro della collettività, col rischio che per complicità, omissioni, stereotipi o depistaggi possano riaffiorare gli errori del passato. E che la tragedia che ieri ha strappato agli affetti un ragazzo, domani possa rigenerarsi a danno di un altro uomo. Non si può far finta di niente. Non si può dimenticare. E c'è solo un modo per farlo: ricordare, preservando la memoria con dignità, cuore e solidarietà, senza alimentare inutili strumentalizzazioni, scevri da condizionamenti, animati da senso civico e sete di verità e giustizia. Perché al posto di Gabriele poteva esserci chiunque, nessuno escluso: noi, nostra madre, nostro padre, nostro fratello, nostra sorella, un amico, un conoscente o anche un'altra persona a noi sconosciuta.
La petizione popolare “Una firma per Gabriele” è una condivisione partecipata e libera, finalizzata ad un unico obiettivo: i cittadini firmatari vogliono sensibilizzare gli organi preposti ed apporre una targa in memoria di Gabriele Sandri. Una targa nella stazione di servizio di Badia Al Pino Est, in provincia di Arezzo, proprio dove il povero Gabbo venne sciaguratamente ucciso l'11 Novembre 2007.
A 3 anni di distanza, quel luogo è ancora meta di un silenzioso e composto pellegrinaggio: uomini, donne, cittadini di ogni età, credo e appartenenza sociale, si fermano in quel punto dell'Autostrada del Sole per depositare spontaneamente un messaggio, un oggetto, un fiore, una traccia del loro transito consapevole. Puntualmente però, questi segni di memoria vengono rimossi senza un motivo plausibile: qualcuno vorrebbe gettarsi dietro le spalle una delle giornate più buie della recente storia della Repubblica italiana. Ecco perché l'idea di una targa sull'A1. Una targa con poche parole, contenute in poche righe, semplici ma significative, dove ognuno può ritrovare quegli oggetti materialmente rimossi, ma eternamente presenti proprio perché spontanei e sinceri: “Nel ricordo di Gabriele Sandri, cittadino italiano”. Un gesto simbolico, un atto d'amore. Altruismo allo stato puro.
LA TUA FIRMA PER GABRIELE
SERVE A NON DIMENTICARE!
“Per una generazione intera, dall'11 Novembre 2007 Gabriele Sandri è diventato involontariamente una bandiera da garrire al vento. Oggi Gabriele è assunto da molti giovani ad icona di libertà, allegoria di un urlo straziante che grida giustizia. Per come è morto e per come è stata fatta passare la sua morte, Gabriele è diventato lo slogan contro ogni sopruso, un manifesto contro l'ingiustizia, per la garanzia del diritto e l'affermazione della dignità umana. Ecco perché in fondo in fondo... un po' di Gabriele vive in tutti quanti noi. Si, perché dall'11 Novembre 2007 in poi... anche noi siamo tutti Gabriele Sandri”.
Comitato Mai Più 11 Novembre
www.gabrielesandri.it
Si può firmare anche on-line sul sito www.petizionionline.it
Perquisizioni in case tifosi ultras Atalanta: trovati fumogenidiApcomRoma, 28 ago. (Apcom) -
Erano premeditati gli episodi di violenza avvenuti ad Alzano Lombardo il 25 agosto scorso nel corso della manifestazione "Berghem Fest", organizzata dalla Lega Nord, dove degli ultras dell'Atalanta hanno contestato il ministro dell'Interno Roberto Maroni lanciando petardi e fumogeni. La Digos della Questura di Bergamo ha effettuato alcune perquisizioni nelle abitazioni di noti appartenenti alla tifoseria ultras atalantina, già riconosciuti come partecipanti al corteo non autorizzato. Nelle case sono stati trovati e sequestrati alcuni artifizi fumogeni. Le indagini hanno portato alla esatta identificazione di altri 37 appartenenti alla tifoseria ultras atalantina che il 25 agosto hanno manifestato ad Alzano Lombardo. Sono state quindi segnalate alla locale procura 44 persone indagate per il reato di adunata sediziosa e manifestazione non autorizzata. Gli accertamenti svolti, spiega la Digos, "hanno evidenziato la premeditazione degli episodi di violenza, considerata oltretutto la disponibilità del Ministro dell'Interno Maroni a ricevere una delegazione di tifosi per ascoltare le ragioni della contestazione, opportunità rifiutata dal leader della tifoseria ultras atalantina". Nei confronti dei denunciati verrà adottato il Daspo, mentre proseguono le indagini in collaborazione con i funzionari ed il personale dell'Ucigos del dipartimento della pubblica sicurezza con specifiche competenze in ordine all'attività di contrasto al fenomeno della violenza negli stadi.
Addirittura dei fumogeni in casaaa??? Questi criminali, bisognava fermarli...
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