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anticalcio (volutamente minuscolo)
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Autore Messaggio
Zagor
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MessaggioInviato: Lun Apr 09, 2012 9:35 pm    Oggetto: Rispondi citando

Da poco ho parlato casualmente con un ragazzo che all'epoca lavorava in un locale ad Alghero. Mi ha detto che durante la settimana del famoso big match, si ritrovò tra i tavoli dei clienti inaspettati: c'erano quasi tutti i giocatori che discutevano con Auriemma sulla cifra che pretendevano come premio partita. La cosa che lo aveva colpito maggiormente era che il più accanito fosse un giocatore locale: Marco Sanna.
Probabilmente non si saprà mai se quella era una partita venduta o meno, però si è sempre saputo che giocatori e staff erano un insieme di merde, perchè non esiste fare richieste simili sapendo che la società stava fallendo e che l'unica speranza per salvarla era vincere quei cazzo di play off. Non c'era un citto in cassa e questi volevano anche i premi. Quali premi poi? Erano già pagati, quello era il loro mestiere e dovevano farlo sino in fondo senza pretendere lo zuccherino.
Ho sempre schifato questa cosa e mi sono sempre detto che, in quel momento in cui la società era debole (ed allo sbando), a prendere per le palle i giocatori dovevano essere il DS e l'allenatore, personaggi che in primis invece appoggiavano la richiesta di soldi come premio per la vittoria.
Ha ragione Cipistrello, se penso a quelle nottate insonni mi sale la rabbia e il vomito.
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callisto
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MessaggioInviato: Mar Apr 10, 2012 8:17 am    Oggetto: Rispondi citando

Non mi faccio illusioni per il futuro. Qualsiasi calciatore professionista da 3-4 anni conosce centinaia di colleghi in squadre di tutte le serie. Con alcuni dei quali c'è complicità o amicizia e si scambiano dritte di ogni tipo. Quasi tutti scommettono, tramite amici o parenti e il brutto è che vanno sul sicuro. E' una malattia endemica e si è saputa solo una infinitesima parte della verità. E' come il doping nel ciclismo: c'è sempre stato ma si viene a sapere solo quando beccano qualcuno.
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stejkd80
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MessaggioInviato: Mar Apr 10, 2012 8:54 am    Oggetto: Rispondi citando

callisto ha scritto:
Non mi faccio illusioni per il futuro. Qualsiasi calciatore professionista da 3-4 anni conosce centinaia di colleghi in squadre di tutte le serie. Con alcuni dei quali c'è complicità o amicizia e si scambiano dritte di ogni tipo. Quasi tutti scommettono, tramite amici o parenti e il brutto è che vanno sul sicuro. E' una malattia endemica e si è saputa solo una infinitesima parte della verità. E' come il doping nel ciclismo: c'è sempre stato ma si viene a sapere solo quando beccano qualcuno.


Sarebbe bello se tutti i tifosi di tutte le squadre del mondo non seguissero più il calcio, per il bene del calcio! crollerebbe tutto...un sogno
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seton_lr
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MessaggioInviato: Mar Apr 10, 2012 8:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

Scommesse: Mantova, class action tifosi

(ANSA) - ROMA - Il legale dei tifosi del Mantova, Dionigi Biancardi, ha presentato in Procura a Cremona la richiesta di costituzione di parte civile contro gli ex giocatori biancorossi coinvolti nello scandalo del calcioscommesse. La class action intentata da 153 tifosi e' contro gli ex biancorossi accusati di aver venduto le partite del Mantova quando era in Serie B. Si tratta di Carlo Gervasoni, Riccardo Fissore, Allessandro Pellicori, Gianluca Nicco, Dario Passoni e dell'ex ds Giuseppe Magalini.
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seton_lr
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MessaggioInviato: Lun Apr 16, 2012 8:51 am    Oggetto: Rispondi citando

maniaco ha scritto:
Visto che di nuovo si parla di scandali e calcioscommesse, colgo l'occasione per risuggerire, come già in passato avevano fatto Canessa e Bar Abbondio in un'altra discussione, il libro di Carlo Petrini "Nel fango del Dio pallone" (Kaos edizioni). Oltre al doping e all'evasione fiscale, è ben descritta la compravendita delle partite ed il totonero che portarono allo scandalo del 1980. Trovarlo in libreria non è semplicissimo, ma magari visto che sta tornando d'attualità, qualche libraio sveglio ne avrà ordinato qualche copia!
Ne hanno tratto anche un documentario, Centravanti nato, che però non sono mai riuscito a vedere, e di cui su youtube c'è solo qualche spezzone.
Inoltre, credo che nei prossimi giorni (magari già stasera), alle Iene dovrebbe esserci un'intervista a Petrini su un Bologna-Juventus combinato dalle due società.
Questo video invece è un altro reportage televisivo su Petrini ed il suo libro:
http://www.youtube.com/watch?v=wjuWRGRtz48


Calcio, morto Carlo Petrini
Noto per accuse su doping e scommesse

09:40 - E' morto questa mattina nell'ospedale di Lucca Carlo Petrini, ex attaccante della Roma. Aveva 64 anni. Cresciuto nelle giovanili del Genoa, ha vestito anche la maglia del Milan e del Torino. Negli ultimi anni era diventato celebre per le pesanti accuse mosse al mondo del calcio in merito a doping, calcioscommesse e scandali vari.
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maniaco
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MessaggioInviato: Lun Apr 16, 2012 9:26 am    Oggetto: Rispondi citando

seton_lr ha scritto:
maniaco ha scritto:
Visto che di nuovo si parla di scandali e calcioscommesse, colgo l'occasione per risuggerire, come già in passato avevano fatto Canessa e Bar Abbondio in un'altra discussione, il libro di Carlo Petrini "Nel fango del Dio pallone" (Kaos edizioni). Oltre al doping e all'evasione fiscale, è ben descritta la compravendita delle partite ed il totonero che portarono allo scandalo del 1980. Trovarlo in libreria non è semplicissimo, ma magari visto che sta tornando d'attualità, qualche libraio sveglio ne avrà ordinato qualche copia!
Ne hanno tratto anche un documentario, Centravanti nato, che però non sono mai riuscito a vedere, e di cui su youtube c'è solo qualche spezzone.
Inoltre, credo che nei prossimi giorni (magari già stasera), alle Iene dovrebbe esserci un'intervista a Petrini su un Bologna-Juventus combinato dalle due società.
Questo video invece è un altro reportage televisivo su Petrini ed il suo libro:
http://www.youtube.com/watch?v=wjuWRGRtz48


Calcio, morto Carlo Petrini
Noto per accuse su doping e scommesse

09:40 - E' morto questa mattina nell'ospedale di Lucca Carlo Petrini, ex attaccante della Roma. Aveva 64 anni. Cresciuto nelle giovanili del Genoa, ha vestito anche la maglia del Milan e del Torino. Negli ultimi anni era diventato celebre per le pesanti accuse mosse al mondo del calcio in merito a doping, calcioscommesse e scandali vari.

Come uomo ci sarebbe tanto da dire, ha raggiunto livelli di bassezza umana (soprattutto nella vicenda della morte del figlio) veramente infimi, ma poi, pentito, ha cercato un riscatto personale raccontando tutto il marcio del calcio come mai nessuno prima, tra scandali e misteri come la morte di Denis Bergamini. E' abbastanza facile intuire come le cause di tutti i suoi mali fisici siano state quelle sostanza che gli propinavano quando giocava.

Personalmente, mi dispiace parecchio. Ma so che non tutti la penseranno come me.
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Canessa
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MessaggioInviato: Lun Apr 16, 2012 1:19 pm    Oggetto: Rispondi citando

seton_lr ha scritto:
Calcio, morto Carlo Petrini
Noto per accuse su doping e scommesse
09:40 - E' morto questa mattina nell'ospedale di Lucca Carlo Petrini, ex attaccante della Roma. Aveva 64 anni. Cresciuto nelle giovanili del Genoa, ha vestito anche la maglia del Milan e del Torino. Negli ultimi anni era diventato celebre per le pesanti accuse mosse al mondo del calcio in merito a doping, calcioscommesse e scandali vari.

Nella vita privata non sarà stato un esempio da seguire ma gli va dato atto di aver avuto le palle di trattare argomenti scottanti nei suoi libri. Ovviamente non gli è mai stato dato lo spazio che meritava, perchè per molti è scomodo che si raccontino dei retroscena che infangano il mondo del calcio. Nessuno lo ospitava in studio, nessuno lo intervistava, era evidente che la sua presenza non era gradita a chi voleva che si mostrasse che in questo sport fosse tutto rose e fiori. Troppi interessi dietro al pallone, troppa omertà per nascondere le schifezze legate a doping e calcioscommesse. I suoi libri sul calcio restano tra i migliori che ho letto e, come dice "maniaco", gli va dato atto di aver raccontato cos'ha veramente portato alla morte di Bergamini. Se la magistratura, dopo anni, ha deciso di riaprire il caso, lo si deve alla tenacia del padre di Denis ed al libro di Petrini.
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maniaco
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MessaggioInviato: Lun Apr 16, 2012 4:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

Carlo Petrini, una vita in attacco

Le scommesse. Il doping. La cocaina. L'impunità. Il marcio nel pallone. Ecco l'intervista inedita che ci aveva rilasciato nel 2004 Carlo Petrini, l'ex calciatore appena morto a Lucca.

Carlo Petrini, ex calciatore tra l'altro di Bologna, Roma e Milan, è morto a Lucca all'età di 64 anni, dopo una lunga malattia. Condannato per lo scandalo delle scommesse del 1980, Petrini è stato il primo a rilevare il marcio nel calcio italiano, nella sua esplosiva autobiografia 'Nel fango di dio pallone', pubblicata nel 2000 da Kaos edizioni. Anche negli anni successivi Petrini ha continuato la sua battaglia, sia con altri libri-inchiesta sia attraverso confronti pubblici e nelle scuole. Pubblichiamo qui di seguito l'intervista che aveva rilasciato al nostro giornalista Alessandro Gilioli nell'estate del 2004. L'intervista - inedita - è stata realizzata per il 'numero zero' di una testata che poi non è stata pubblicata.

Petrini, di cosa soffre il calcio italiano?
«Della sua presunzione. Delle sue bugie. Del suo senso di onnipotenza. Il calcio si è crogiolato così tanto nella propria boria e nella propria impunità da trovarsi ora nudo e straccione».

Vale a dire?
«Per tanti anni il mondo del pallone si è permesso di tutto. Doping, fondi neri, scommesse, partite combinate, falsi in bilancio, accordi sottobanco. Di tutto. Nella convinzione che tanto nessuno l'avrebbe mai toccato. Erano, eravamo tutti convinti di essere al di sopra delle regole».

E poi cos'è successo?
«Poi si è cominciato a esagerare. L'arrivo degli sponsor e delle tv ha gonfiato i giri di danaro. Le irregolarità sono diventate l'abitudine. Si sono falsificati passaporti, si sono costruite fideiussioni bancarie fasulle con il bianchetto. E poi il doping: anziché diminuire è aumentato, perché si gioca molto di più e bisogna essere sempre in forma. Insomma, ogni anno se ne sono fatte di più dell'anno prima. Finché a un certo punto la bolla è scoppiata. O sta scoppiando. Un po' come Tangentopoli: quando si è esagerato nella corruzione, il sistema è scoppiato. Anche nelle porcherie, in realtà, ci vuole misura, ma il calcio è talmente convinto della sua intoccabilità da non averne tenuto conto».

Quando giocava lei quindi il sistema funzionava?
«Non era ancora esploso, ma faceva già schifo. Prendiamo il doping: a noi facevano dei punturoni per farci correre di cui neppure i medici sapevano le conseguenze. Quando finiva l'effetto dopante dormivi anche per terra da quanto eri stanco. Poi ci facevano infiltrazioni di cortisone per farci giocare anche quando eravamo rotti. Beh, se qualcuno si fosse ribellato allora, forse non saremmo al punto in cui siamo adesso»,

Perché nessuno l'ha fatto?
«Tutto il mondo del calcio ha fatto e continua a fare muro: 'Il doping non esiste', dicono in coro. E poi: 'I controlli ci sono, chi viene preso è una pecora nera, gli altri sono puliti'. Quello del calcio è un universo chiuso, in cui tutti i protagonisti conoscono la verità ma tacciono, perché sanno che se parlassero il castello di carte crollerebbe, e quindi perderebbero gli infiniti privilegi che hanno: soldi, status, fama, donne, macchine... E questo ormai vale per tutti: giocatori, dirigenti, procuratori, giornalisti, papaveri della Figc e della Lega. Si va avanti così, a mentire tutti insieme, sapendo di mentire. Sputando addosso ai pochissimi che osano dire la verità».

Qual è la situazione oggi?
«Nei campi di calcio si vedono dei giocatori paurosi, con gambe grosse come tronchi d'albero, che fanno 80 partite a stagione giocando due o tre volte la settimana. Non hanno nemmeno più il tempo di allenarsi eppure hanno cosce che non stanno dentro i pantaloni. Lo dico senza problema: oggi ci si dopa il doppio di vent'anni fa. C'è di tutto nelle farmacie dei club».

E come si evitano i controlli?
«I metodi sono infiniti, lo sanno tutti, dai giocatori di serie D ai vertici del Coni. Intanto i medici sociali sono capaci di dosare i farmaci molto bene, in modo da ridurre il rischio che i valori siano alti il giorno della partita. Poi, se qualcuno non è sicuro di essere al di sopra e per scalogna viene sorteggiato, se la può sempre cavare. Magari con un po' di urina pulita tenuta in una peretta nella tasca dell'accappatoio. Oppure si dice al medico che la pipì non viene e si apre il rubinetto per indurre lo stimolo, poi di nascosto si aggiunge un po' d'acqua all'urina per diluirla e abbassare i valori. E così via: devo ancora vedere un medico che sta 30-35 minuti con gli occhi puntati sui genitali di un calciatore, dopo la partita, per controllare che non aggiunga niente. Senza dire che ormai nelle farmacie dei club si sono specializzati nel fornire sostanze che coprono quelle dopanti, facendoti risultare negativo anche se ti sei pompato. In questo contesto, quello che stupisce, semmai, è che a volte qualcuno venga beccato. Ma per uno che ne prendono, centinaia sfuggono. E poi per forza si arriva alla cocaina».[

Che cosa c'entra la cocaina?
«Diverse sostanze eccitanti e stimolanti, che moltiplicano le energie in campo, danno assuefazione. E, piano piano, a volte si arriva alla coca. Quando un giocatore diventa cocainomane di solito è già un dopato. Ma nessuno se ne preoccupa. Perché l'unica cosa che importa a quelli che stanno lì è che il circo continui a macinare denaro e fama. Guardi le filastrocche che i giocatori della Juventus hanno detto al processo di Torino, quello di Guariniello: 'Non abbiamo preso niente, solo integratori naturali'. Sanno benissimo la verità, ma gli hanno insegnato che per continuare a godere dei loro privilegi non devono dirla. Le stesse cose che avevano messo in testa a me: si fa questo ma 'fuori' non si dice, lo sappiamo noi ma 'fuori' non deve trapelare niente... E questa omertà, questo senso di impunità è il filo rosso che lega il doping con i fondi neri e i bilanci truccati».

Perché? Qual è il collegamento?
«Alla base c'è la stessa cultura dell'illegalità e lo stesso senso di onnipotenza e d'indifferenza alle regole che porta dirigenti, calciatori e procuratori a violare le norme, da quelle calcistiche a quelle dell'economia.Bilanci falsi, fondi neri e partite combinate sono assolutamente una realtà. Il calcio è questo»

Lei, a iniziare dal suo libro, ha raccontato tutto. Lo faranno anche altri?
«Può darsi, ma la regola non scritta è che si arriva alla verità solo su episodi del passato perché uno, finché è in attività, non parla. Vive in un mondo dorato, non vuole perdere tutto. Quei pochissimi che l'hanno fatto sono stati mandati via o marginalizzati. Al massimo qualcuno parlerà del doping, ma solo se inizia ad avere paura per la propria salute».

E' davvero questo il pallone?
«E' anche peggio. E' un mondo dove la verità è proibita, l'omertà è un obbligo, l'ipocrisia è una necessità».

Alessandro Gilioli - L'Espresso
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/carlo-petrini-una-vita-in-attacco/2178610//0
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nganglona
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MessaggioInviato: Mer Apr 18, 2012 6:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

Zagor ha scritto:
Da poco ho parlato casualmente con un ragazzo che all'epoca lavorava in un locale ad Alghero. Mi ha detto che durante la settimana del famoso big match, si ritrovò tra i tavoli dei clienti inaspettati: c'erano quasi tutti i giocatori che discutevano con Auriemma sulla cifra che pretendevano come premio partita. La cosa che lo aveva colpito maggiormente era che il più accanito fosse un giocatore locale: Marco Sanna.
Probabilmente non si saprà mai se quella era una partita venduta o meno, però si è sempre saputo che giocatori e staff erano un insieme di merde, perchè non esiste fare richieste simili sapendo che la società stava fallendo e che l'unica speranza per salvarla era vincere quei cazzo di play off. Non c'era un citto in cassa e questi volevano anche i premi. Quali premi poi? Erano già pagati, quello era il loro mestiere e dovevano farlo sino in fondo senza pretendere lo zuccherino.
Ho sempre schifato questa cosa e mi sono sempre detto che, in quel momento in cui la società era debole (ed allo sbando), a prendere per le palle i giocatori dovevano essere il DS e l'allenatore, personaggi che in primis invece appoggiavano la richiesta di soldi come premio per la vittoria.
Ha ragione Cipistrello, se penso a quelle nottate insonni mi sale la rabbia e il vomito.


Io di quella partita ricordo tutto quello che e' stato riportato da altri qui e culminato nel famoso rigore. Ma ricordo anche un'altra cosa che mi brucia e parecchio anche a distanza di anni. Sara' perche' quella fu una delle ultime partite che vidi prima di dover emigrare e allontanarmi dalla mia squadra del cuore e da una Curva meravigliosa. Ovvero che il 90% degli spettatori che erano li a godersi lo spettacolo e a fare i "tifosi accesi" della Torres erano a fare in culo per la prima partita di campionato da retrocessi.
Scusate se ho tirafto fuori questo in mezzo a scommesse e partite vendute.
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maniaco
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MessaggioInviato: Ven Apr 20, 2012 5:54 pm    Oggetto: Calciomercato, procuratori ed evasione fiscale Rispondi citando

"Evasione fiscale milionaria sugli ingaggi dei calciatori"

Indagato il gotha dei procuratori. Da Moggi Jr a Pasqualin, in 21 indagati dalla procura di Picenza. I loro compensi iscritti nei bilanci delle società in modo da non pagare l'Iva.

PIACENZA - Dopo Calciopoli e il calcioscommesse, un altro scandalo si abbatte sul calcio italiano. Stavolta quello che succede in campo non c'entra niente, stavolta c'entra quello che succede negli uffici dei club. E cioè una gigantesca evasione fiscale messa in atto dai procuratori dei calciatori e dalle società calcistiche. I truffati, stavolta, non sono solo i tifosi, ma tutti i cittadini. Un numero preciso per quantificare questa evasione, per il momento, non c'è. "Decine di milioni di euro" dicono, ad occhio, gli investigatori che indagano su questo caso solamente da fine novembre. L'unico numero in grado di rendere l'idea del giro è quello dei procuratori indagati che sono 21 e, soprattutto, sono tutti "big". Gente dal nome importante - si va da Moggi jr a Pasqualin - i cui carnet di assistiti sembrano estratti dagli album delle figurine Panini.

Come capita spesso con le storie di grandi dimensioni, anche questa prende spunto da una vicenda minuscola. Il 21 aprile scorso, il nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Piacenza comincia una verifica a campione nei confronti della squadra locale, tra l'altro in grossa difficoltà economica (oggi è fallita) perché travolta tra le altre cose dalla vicenda calcioscommesse. "Nel corso dell'attività ispettiva è stato rilevato che il Piacenza - si legge nell'informativa mandata alla procura della Repubblica - ha iscritto i costi sostenuti derivanti dalle prestazioni professionali rese dagli agenti dei calciatori nella voce dei "Diritti pluriennali dei calciatori professionisti"". Che cosa significa? "Che ai fini del pagamento dell'Iva la società ha detratto l'imposta indicata in fattura". Quindi, non ha pagato l'imposta sul valore aggiunto e sui redditi. Secondo la Finanza in maniera assolutamente illegale, essendo l'intermediazione di un procuratore un tipo di prestazione "da ritenere indetraibile".

"In questo modo - si legge nell'informativa - è stato così implementato un sistema fittizio attraverso il quale i corrispettivi dovuti agli agenti per le attività svolte per conto dei calciatori vengono, nella sostanza, traslati direttamente in capo alla società calcistica attraverso il conferimento di un incarico all'agente del calciatore stesso". Per fare in modo che però il sistema funzionasse i procuratori hanno emesso fatture false alla società, fatture che "facevano riferimento a prestazioni di servizi inesistenti", perché nessuno dei procuratori aveva lavorato per il Piacenza calcio ma al massimo per i calciatori. In questa maniera facendo risparmiare tasse alla società e risparmiando anche loro stessi.

Insomma un pasticcio che ha permesso "una importante evasione fiscale" e che con ogni probabilità è stato replicato in altre realtà anche molto più grandi. Per questo il pubblico ministero della procura di Piacenza Antonio Colonna ha iscritto al registro degli indagati oltre all'allora amministratore delegato del Piacenza, la creme dei procuratori sportivi italiani: tra gli altri, i più noti sono Claudio Pasqualin Alessandro Moggi, Silvano Martina, Giovanni Branchini, Matteo Roggi, Tullio Tinti, Andrea Pastorello, Marcello e Giuseppe Bonetto. A tutti è contestato un articolo del decreto del 2000 sull'evasione fiscale che punisce "chiunque utilizzi fatture per operazioni inesistenti al fine di evadere le imposte". Si rischia da uno a tre anni di carcere. Oppure una maxi multa.

L'inchiesta è ancora nelle fasi delle indagini preliminari e Finanza e procura di Piacenza stanno valutando come e quanto allargare un'indagine che estesa ai club più importanti potrebbe portare nelle casse del fisco milioni di tasse evase illegalmente in questi anni. L'iniziativa della procura di Piacenza prende in contropiede procuratori e società che, consapevoli dell'anomalia della loro prassi (e di essere stati scoperti dalla finanza), nei mesi scorsi avevano chiesto a Equitalia di avviare un tavolo per valutare una possibile via d'uscita "morbida". Che però non potrà riguardare l'aspetto penale della vicenda.

Giuliano Foschini e Marco Mensurati

Fonte: http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/04/20/news/procuratori_calciatori_evasori-33612980/?ref=HREC2-10
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Canessa
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MessaggioInviato: Ven Apr 20, 2012 9:58 pm    Oggetto: Rispondi citando

Scandali...ma anche tante belle immagini:
http://www.youtube.com/watch?v=G5EBSE_YV_0&
http://www.youtube.com/watch?v=HV7okUPpEjk&feature=channel&list=ULfeature=related
http://www.youtube.com/watch?v=DGkCoMXzBp8&feature=channel&list=UL
http://www.youtube.com/watch?v=6xE9uUnTR3c&feature=channel&list=UL
http://www.youtube.com/watch?v=2dAFdNLb0Wg&feature=channel&list=UL
http://www.youtube.com/watch?v=8WdXKltmhQ8&feature=channel&list=UL
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Canessa
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MessaggioInviato: Mar Apr 24, 2012 8:05 pm    Oggetto: Rispondi citando

In Lega Pro al momento solo 51 su 77 le società in regola
Secondo il principio di responsabilità sociale previsto dal nuovo Codice Etico della Lega Pro, i club calcistici devono adottare “condotte economiche che assicurino una esemplare gestione finanziaria, tale da garantire la continuità societaria nel contesto territoriale”. Più che una regola è un’utopia: la situazione in Lega Pro è drammatica, anche peggiore rispetto a un anno fa quando a saltare furono 15 club. Fonti vicine alla Covisoc rivelano che ad oggi appena 51 società su 77 avrebbero le carte in regola per iscriversi al prossimo campionato. In 26 rischiano di scomparire: altre 6 presentano una situazione delicata ma risolvibile, monitorata con grande attenzione dalle squadre di serie D interessate ad aventuali ripescaggi.
IL QUADRO – Oltre un terzo dei club di Lega Pro versano in condizioni critiche. C’è chi è già fallito, come il Savona che, grazie all’esercizio provvisorio e all’ingresso di nuovi imprenditori, ha potuto salvaguardare società e categoria. Non è il caso del Piacenza, fallito sotto debiti per 1,5 milioni e ora in cerca di acquirenti. Anche la Triestina è stata fallita, ma qui ci sono cordate pronte ad intervenire. Procedure concorsuali imminenti per la Spal. A Taranto tutte le speranze di salvezza sono riposte nella promozione in B, così come a Siracusa. Drammatiche le condizioni di Barletta, Andria, Como, Pergocrema (l’ex dorico Briganti sta vendendo le quote…) e Monza (il milanista Seedorf, che gestisce il club, lascerà). In Seconda, Aquila, Montichiari e Campobasso sono a un passo dal baratro.
LA RIFORMA – Le ipotesi sono due: o la Lega Pro fa una sanatoria oppure, confermando le regole, sarà un bagno di sangue. Stando alle previsioni sarà dura anche arrivare a quota 60, quella auspicata da Macalli. Tuttavia, le carte federali dicono che per la riforma integrale (serie C unica con tre gironi da 20) bisognerà aspettare il 2013/14. Se così fosse, come organizzare la prossima stagione? La Lega ci sta lavorando. L’idea di massima è mantenere ben netta la distinzione tra Prima e Seconda Divisione, dove l’ex serie C2 potrebbe prevedere un girone unico da 24 squadre. Ma ha senso? E chi potrà sobbarcarsi un campionato così lungo e costoso? E allora potrebbero essere formulati due gironi da 16, contribuendo a ridurre da 77 a 68 il numero delle squadre in Lega Pro. E per chi come Ancona, la Sambeneettese, Civitanovese, Ischia, Brindisi ecc. confida nel ripescaggio, questa sarebbe l’ipotesi migliore.
CRITERI DI RIPESCAGGIO – A maggio verranno emanati i criteri per eventuali ripescaggi. I playoff sono importanti perché i primi due posti nella graduatoria di merito sono riservati alle finaliste. Ma il risultato sul campo conterà per un 50% perché altri fattori contribuiranno a fare punteggio, come la storia del club e la media spettatori degli ultimi 5 anni, oltre al volume dell’riattività giovanile e a motivi disciplinari (l’anno scorso c’erano penalità per le squalifiche del campo, già comminate ad Ancona e Samb). In tutto ciò, s’innesta un discorso politico ed economico: per il ripescaggio bisognerà farsi sentire e servirà una fideiussione da 300mila euro. La differenza la farà chi potrà permettersela…
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MessaggioInviato: Ven Apr 27, 2012 12:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

http://www.sardies.org/index.php?option=com_content&view=article&id=11685%3Afacciamo-giocare-il-cagliari-al-vanni-sanna-&catid=13%3Asassari&Itemid=16

o coglioneeeeeeee, segnatevi questo nome e sta faccia di cazzo!
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MessaggioInviato: Ven Apr 27, 2012 1:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ignorante. Fuori dal mondo. Su Marte.
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MessaggioInviato: Ven Apr 27, 2012 1:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

Che gran coglione !
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