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Raccolta di espressioni Sassaresi! Una chicca....
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markino78
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MessaggioInviato: Mar Ott 24, 2006 7:23 pm    Oggetto: Raccolta di espressioni Sassaresi! Una chicca.... Rispondi citando

VOCABOLARIO "in cionfra"
La raccolta di "espressioni colorite" tipiche del "Sassarese DOC" procede a gonfie vele !!!

E NOI CONTINUIAMO AD AGGIORNARE L'ARCHIVIO di "DIZIMMU IN SASSARI"

"Chi tocca la puppa diventa padrino"
chi conosce un vizio,difficilmente lo molla...

"In camminu s'acconza ru barriu"
ho fatto una cazzata. Ma andando avanti le cose s'aggiusteranno...

"Ga no codda parenti no codda nienti"
Chi non conclude in famiglia non lo fa neanche al di fuori...
ovvero:
Diffidate dall' intraprendere operazioni commerciali con parenti

"Chi ti vegghiani oggi si e dumani no" (augurio)
che ti vedano oggi e non nei giorni futuri...

"Zi vidimmu alla Torres!"
ci vediamo presto!

"Ha pigliaddu cazzi pà frusci di trenu"
Si è confuso (versione sassarede di "lucciole per lanterne")

"L'occi che l'arenga e lu cabbu pendura pendura"
(in seguito ad un rutto del proprio interlocutore)
che ti possano diventare gli occhi a forma di aringa e la testa a penzoloni.

"La magnazzona a curu e ri mani che la cazzoffa": (augurio)
che possa soffrire di un irrefrenabile prurito al deretano e le mani
a forma di carciofo così da non poterti grattare.

"Masthiga brodu"
Uomo intelligentissimo, masticatore di liquidi.

"Farazzira finza all'isthazioni"
Tenace, molto tenace, troppo tenace

"Crabbaggiu"
Uomo fine o quasi.

"Tontu chi cazzu d'Ainu"
Persona un po dura di comprendonio

"Alla cazzu di ghani"
cosa fatta "non proprio in maniera idonea"

"Tontu che la nappa"
persona poco furba

"A chi no t'innanndi a Rizzeddu"
esoratazione normalmente rivolta a persone "stravaganti"

"Ti si fozziani l'occi chi l'eba viscì" (augurio)
la tua vista sia lunga quanto il durare di una bollicina d'acqua frizzante...

" Farazzi li vasi "
Abbr. vai a cagher, Portare giù il vaso da notte e svuotarlo nottetempo per la via.

"Zimboina di Santa Maria"
Es. Và li titti chi la z..
Cosa enorme di forma di cupola.

"Curu di marassentu"
Persona che non sta mai ferma. Rompiballe.
Es. Sei un c..

"Ancu ti pissighia l'eba di lu Vajont"
E' l'augurio, a volte affettuoso, di chi si augura che tu possa essere perseguitato da catastrofi, non necessariamente naturali

"Ancu ti pissighia la pallottola di Kennedy" (intonazione sussinca d'obbligo)
Augurio di buona fortuna ...

"Chi ti vegghiani currendi da un'incrocio all'althru a Saraievo"
Augurio di buona fortuna ...

"Chi ti vegghiani currendi curu triccia triccia"
Fuga con umidità nelle terga

“Assè Curruddu e affusthiggaddu”
Ritrovarsi oltre che cornuto, fustigato

"M'hai fattu dui cuglioni cummenti li mirinzani di Logulentu"
Caro amico: sono lieto di ascoltare i tuoi racconti, ma si è fatto tardi ......

"Già no ti sei punti l'occi ……"
espressione usata per indicare una persona che ha scelte raffinate

"a paracqua apertha e culu triccia triccia"
Sei talmente messo male che anche con l'ombrello ti bagni

"Bai, chi vai fiaggu di mogano..."
detto a persona che tramite le sue azioni si è messa nei pasticci, tanto da avere l'odore tipico del legno con cui sono fatte le bare.

"Vai chi li dinà, di manu in manu".
Cortese augurio di buon viaggio recita

“A chi non ti soni in mezzu all'anchi di mamma doja...in chibi ja vinn'è di traffiggu”
Nel traffico, a qualcuno che esagera col clacson:

“Attaccati a lu croccu”
Attacarsi al crocco. Antico strumento metallico incernierato di forma triangolare che chiudeva l'anta senza serratura dei portoni d'ingresso. Utile da appendersi e favorire l'evaquazione di materia solida. Da fare sempre in casa d'altri.

“Lu pani a ga no ha denti”
Chi ha soldi non li sa spendere sicuramente come faresti tu.

“A pagà vè sempri tempu”
Debito che non verrà mai saldato

“Curri curri, già ti pissighi la penna”
Motto di “paperino” buonanima

“Succia muccu"
Uomo infantile

“E gos'hai lu rizzu in busciaccara?"
tipica espressione che indica una persona tirchia...

“và innòrabona”
Augurio sincero

“Và innòrammara”
Sentita Maledizione

“li mani chi la chisgina”
Mani di cenere, mani di incapace, scarsa manualità

"La brèssa di Maria Musina ti si ponghia ……"
"La brèssa di lu bronto soccorso"
Entrambe "augurano" alla persona affrettata una buona fine...(per chi non conosce Maria Musina, è stata titolare di una delle piu grosse agenzie funebri di Sassari negli anni passati...)

“Pidocciu azzaddu"
persona nata povera e, una volta diventata ricca, si dà eccessivamente arie dimenticandosi del suo passato.

"V'hai l'occi più mannu di la ventri"
quando ti servi a tavola, sei solito esagerare con le porzioni, non riuscendo puntualmente a terminare il cibo.

“Ancu ti passia Elena* innantu
* Nome dato affettuosamente alla bitumatrice

" e già ti l’hai posthu lu vinu in freschu!"
Tu si che ti sei sistemato !!

"Ammanteniddi la vronti...non sia chi t'innesciani l'occi!!"
apponi le tue mani sulla tua fronte, al fine di evitare l'espulsione dei globi oculari (causa vibrazioni); rivolto a persona che ha appena emesso, non senza un certo godimento, un vigoroso rutto

"Chi ti tocchiani tutti ri mani di ru mondu!"
che ti tocchino tutte le mani del mondo

"Si ti pongu manu mancu mamma doia ti gunnosci!"
se ti "metto mano" non ti riconoscerà neanche la tua mamma

"Mincia mia a lei!"
che il mio pene possa "arrivare" a lei!

"Ti vozzu ru guru a tana di grillo"
ti faccio il deretano a tana di grillo

"Si ti pigliu ti dronchu!"
se riesco a prenderti ti tronco (la schiena o più genericamente le ossa)

"Ancu ti ni varia un raiu!"
che tu possa essere investito da un fulmine

"Ancu ti ni varia un pisthoni"

"Bedda pacciocciona!"
lett. bella e grande vulva! famil. gran bella ragazza!

"Chissa v'ha dui titti che parini dui cabbi di pizzini!"
quella (ragazza) ha due seni che sembrano due teste di bambini

"Acchì non ti soni lu flauto in pelle?!"
perché non ti suoni il flauto in pelle (pene)? - rivolto a qualcuno che fischia o suona maldestramente e continuativamente il clackson o strumenti musicali (tipico la "chitterra")

"Acchi' non soni in mezzu all'anchi di tua muglieri, chi v'e' più traffiggu?"
perché non suoni in mezzo alle gambe di tua moglie che c'è più traffico - Rivolto a: 1.vigile urbano che fischia ripetutamente; 2.arbitro che durante un partita fischia ripetutamente contro la Dorrese (Torres) 3. automobilista che suona continuamente l'avvisatore acustico


" E lu guru a lu boi?
tipica espressione per far notare ad una persona che sta esagerando con le richieste...

"A piglià pà lu curu v'è sempri tempu, a punilla in curu ch'è un attimu!!"
Detto di chi si fa gioco altrui comodamente, ma ci vuole poco per assestare il colpo!!!

"Faraddi li Candareri, a fora li brasceri"
Come per dire.....adesso che abbiamo finito la festa, rimbocchiamoci le maniche.....
Ovvero …
"L'estate è finita. Lu tempu si farà maru .... Tutti a trabaglià"
Interpretazione meteorologica: detto utilizzato spesso a fine agosto per giustifiacre il tempo di merda ai turisti continentali incazzati.

"Ca si pécca mari si senti ..."
"Se ti offendi, vuol dire che hai una coda di paglia da qui a Porthu Torra"

"E gosa v'hai, l'osso in panza?"
detta a qualcuno molto pigro che non ha voglia di far nulla (soprattutto azioni manuali).

"Li mani chi lu milesu"
Ti si secchino le mani. Dal famoso ambulante di frutta degli anni '60 (Lu Milesu) che essendo focomelico contava i soldi con i piedi

“ha frazzaddu più mince che tacchi di botta”
detto di donna di facili costumi

“a m'innesci da curu ?“
Lett.: “a te ne sposti da vicino a me ?”; "smettila di darmi fastidio"; "lasciami stare"; "forse è il caso che tu vada a farti un giro"; "vaffanculo"

“e can'dè chi mi li torri chissi dinà?”
Domanda impertinente che si solito ottine come risposta: “..e achì un induvinu soggu?!?”

“E gosa hai fattu da culu a nasu?”
Simpatica espressione colorita usata nel momento in cui si sente nell'aria un certo non so che.; La prima gallina che canta ha fatto l'uovo-

“Oh, apri la finesthra chì z'esci la balla!”
Certo che ci credo ………………

"Chi ti vegghiani posthu foggu e isthuddaddu a benzina"
Augurio;forse di origine sussinca

"V'hai più corri in cabbu tu di un paggiolu di ciogga minudda"
Tutto bene con tua moglie ????

“chi ti si magnani li caimani” / “Ti si magnani li cucciucci”
Beneaugurate. Lett. "Che tu finisca sbranato/a dai caimani/cuccioli di cane"

"Arrombaddi alla janna di ru caramasciu" (caramasciu = camposanto dalla località in cui si trova il medesimo)
Rivolto a qualcuno che, colto da un evidente attacco di improvvisa stanchezza, si appoggia in luoghi non consoni (es. la tua macchina nuova, il portone di casa, al muro in una strada stretta).

Ad una ziminata: “e l'acqua non l’avete portata ???”.
Risposte dello ziminere a chiarire che l’acqua non è di casa ……:
"Perché? Le mani sporche c'hai?"
"Non è ora di lavare la macchina"
"No, che il fuoco ci occorre ancora"
"E mica abbiamo detto che facevamo la pasta!"

“Beato l'uomo che arriva si siede e mangia, non paga e dice ciao ciao.”
Constatazione dello Zimiere dopo aver considerato che cucinare lo Zimino è una gran rottura di palle. “Un'ora girendi e rigirendi, lu fummu e lu foggu chi si isthuda”


"Azz compà....e gga si lu magna tuttu chistu pani?" (Tormentone tipico da ziminata)
Declamazione delle immortali parole del bardo da parte dell'arguto di turno, alla vista di un panino (o una spianata solitaria) vicino a 15-20 boccioni di vino.

Alla visione di una bella e prosperosa (dezi chili in pettu …) figliola, il sassarese al mare domanda:
"Mascì ma tutte tue sono ?"
Ed ella (con sottile ironia) risponde:
"Acchì tu la mincia a mezz'appari con babbu doiu vi ‘rai?"
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roberto58
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MessaggioInviato: Mar Ott 24, 2006 8:01 pm    Oggetto: Rispondi citando

Bella Markì!!!! Laughing Laughing Laughing Dopo aveli letti,chiudevo gli occhi e li immaginavo(sentendoli... Embarassed Cool Wink ) con la faccia e la giusta espressione Sassarese in ciabi....Grazie!
_________________
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beppegol
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MessaggioInviato: Mer Ott 25, 2006 12:10 am    Oggetto: Rispondi citando

Mmmmm...strano ma qualcuna di quelle frasi mi suona mooolto familiare...
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Bzona
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MessaggioInviato: Mer Ott 25, 2006 10:16 am    Oggetto: Rispondi citando

aggiungo (erori di scrittura a parte):
" ti si fozziani l'occi in chisghina in zurradda di ventu"

AVANTI TORRES..................
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Zagor
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MessaggioInviato: Mer Ott 25, 2006 10:39 am    Oggetto: Rispondi citando

Ne avrei tante da aggiungere, ma quella che più ritengo attinente in questo forum, visto che si parla di Torres, è un’espressione pagana/cafona che ho avuto la fortuna di apprezzare durante una trasferta di tanti anni fa. Il pullman incolonnato procedeva a passo d’uomo per superare il casello autostradale, quando arrivò il nostro turno per pagare il pedaggio, ci rendemmo conto che la casellante era un’avvenente donna (dopo tante birre tutte le persone di sesso femminili erano avvenenti). Mentre l’autista si occupava del pagamento, gli si avvicina il “mostro” della situazione che sposta il conducente e si sporge dal suo finestrino per poter rivolgersi meglio all’impiegata che dal suo piccolo box vede questa testa che spunta e che (per lei) dice un’incomprensibile frase:
“Ebbè mascì, veni chi ti fozzu intrà lu candareri in Santa Maria”!

Pura poesia.
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frenz
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MessaggioInviato: Mer Ott 25, 2006 10:42 am    Oggetto: Rispondi citando

Zagor ha scritto:
Ne avrei tante da aggiungere, ma quella che più ritengo attinente in questo forum, visto che si parla di Torres, è un’espressione pagana/cafona che ho avuto la fortuna di apprezzare durante una trasferta di tanti anni fa. Il pullman incolonnato procedeva a passo d’uomo per superare il casello autostradale, quando arrivò il nostro turno per pagare il pedaggio, ci rendemmo conto che la casellante era un’avvenente donna (dopo tante birre tutte le persone di sesso femminili erano avvenenti). Mentre l’autista si occupava del pagamento, gli si avvicina il “mostro” della situazione che sposta il conducente e si sporge dal suo finestrino per poter rivolgersi meglio all’impiegata che dal suo piccolo box vede questa testa che spunta e che (per lei) dice un’incomprensibile frase:
“Ebbè mascì, veni chi ti fozzu intrà lu candareri in Santa Maria”!

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REDandBLU
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MessaggioInviato: Mer Ott 25, 2006 11:06 am    Oggetto: Rispondi citando

Frea la manu in terra(desideri impossibili)

Z'è isciddu francu arecci(fuori dalla norma)

Mi chi no sei figlioru di Silvetti(l'uomo invisibile)

Buffa buffa chi t'esci la rosa(tanto non ne prendi)

Non va un cittu a fa baddà un gobbo(senza soldi)

Fatti un giru di banca(affamato)

Agguantà la litranga(oggi ate, domani a me)

Zecca in culu(tirchio)

Pari andendi all'impiccu(andamento lento)
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markino78
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Messaggi: 161

MessaggioInviato: Mer Ott 25, 2006 12:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

Zagor ha scritto:
Ne avrei tante da aggiungere, ma quella che più ritengo attinente in questo forum, visto che si parla di Torres, è un’espressione pagana/cafona che ho avuto la fortuna di apprezzare durante una trasferta di tanti anni fa. Il pullman incolonnato procedeva a passo d’uomo per superare il casello autostradale, quando arrivò il nostro turno per pagare il pedaggio, ci rendemmo conto che la casellante era un’avvenente donna (dopo tante birre tutte le persone di sesso femminili erano avvenenti). Mentre l’autista si occupava del pagamento, gli si avvicina il “mostro” della situazione che sposta il conducente e si sporge dal suo finestrino per poter rivolgersi meglio all’impiegata che dal suo piccolo box vede questa testa che spunta e che (per lei) dice un’incomprensibile frase:
“Ebbè mascì, veni chi ti fozzu intrà lu candareri in Santa Maria”!

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cosidi
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Registrato: Jan 02, 2006
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MessaggioInviato: Gio Nov 02, 2006 8:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

Secondo voi quale è lo scioglilingua che identifica il vero Sassarese?
Ajò chà no è sassaresu no lu sa dì.
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sussincu
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MessaggioInviato: Ven Nov 03, 2006 6:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

due amici al mare:
" azzi z'azzemmu?"
"" azzemuzzizzi!""
" egha z'azza?"
"" cashe dunu z'abara d'azza""
non so se è molto sassarese ma di sicuro sussinca si ( e ganti boschi l'aggiu ditta fendi autostop azz!!!)
trad:
ritorniamo a casa?
va bene!
ma chi ci porta?
qualcuno ci accompagnera
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roberto58
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MessaggioInviato: Ven Nov 03, 2006 7:53 pm    Oggetto: Rispondi citando

sussincu ha scritto:
due amici al mare:
" azzi z'azzemmu?"
"" azzemuzzizzi!""
" egha z'azza?"
"" cashe dunu z'abara d'azza""
non so se è molto sassarese ma di sicuro sussinca si ( e ganti boschi l'aggiu ditta fendi autostop azz!!!)
trad:
ritorniamo a casa?
va bene!
ma chi ci porta?
qualcuno ci accompagnera
Ma questi 2 erano fermi al bivio della marina??? Cool Cool Cool Aba' c'è il marciapiede pa turrà a Sossu...... Laughing Laughing Laughing Di loro di farsi 2 passi!!! Laughing Laughing Laughing Wink
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MessaggioInviato: Sab Nov 04, 2006 11:58 am    Oggetto: Rispondi citando

un altra piccola chicca di Poesia Sassarese......
- sei piu inuttiri d'un cazzu in faradda.......

questa è musica...ahahha Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing
_________________
25/05/2014 RITORNEREMO..NOI NON MORIREMO MAI
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MessaggioInviato: Dom Nov 05, 2006 2:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

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roberto58
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MessaggioInviato: Mer Apr 25, 2007 7:33 am    Oggetto: Rispondi citando

Insoliti sospetti
Sassareseria di Gavino La Radio
L’età dell’oro, i bei
tempi sono cose che,
com’è noto, non sono
mai esistite. A
meno che non si voglia
considerare aureo o bello
il proprio passato, ovviamente
quello giovanile, da rimpiangere
intanto perché passato e
poi perché legato ad agonistiche
imprese quasi sempre prive
di testimoni oculari e quindi
facili ad essere avvolte nel
mito-pack. Personalmente detesto
l’esaltazione dei “bei
tempi”, soprattutto quando il
riferimento è a fatti e personaggi
dei quali non resta traccia
scritta o audio-video. Ci si
deve fidare dei racconti di seconda
o terza mano e spesso
la cosa non rende. A Sassari
questo atteggiamento mentale
è quasi endemico e mescola la
nostalgia del passato con il
culto per la “sassareserìa”, a
partire da fondamentali questioni
quali la legittimità dello
ziminu o la posologia della
melanzana. Da un po’ di tempo
circola sul web (ma anche
in tv e nelle librerie a dire il
vero) una grande quantità di
materiali sulla “sassareserìa”:
poesie, elenchi di personaggi,
modi di dire, ecc. Ma la cosa
più interessante dello spirito
di un paese o di una città è
poterne cogliere i segni nel
presente, nella quotidianità
(come dottamente ci ricordano
Gattuso e Totti e prima ancora
Claudio Baglioni). Per
questo ho apprezzato molto
l’iniziativa de “Il Sardegna” di
dedicare un’intera pagina a Titino
l’Indiano, una figura emblematica
della Sassari di ogni
giorno. Contemporanei, come
pretende Nicola Tanda. E di
questa vivissima contemporaneità
ci si accorge in occasioni
molto istituzionali come le votazioni,
dove semplici cittadini
e politici navigati sfoggiano,
pena la perdita d’identità, il
nome o nomignolo con il quale
sono comunemente noti: Cicito,
Beppe, Zampa... La cosa è
talmente seria che nel comune
di Chioggia, in Veneto, anche
per ribadire la propria politica
autonomistica, si è deciso di
registrare all’anagrafe il soprannome
accanto al cognome
“u ffi c i a l e ”. Ed allora viva Gavino
La Radio da Sassari, che
rubicondo percorre giornalmente
Via Roma, Piazza d’Ita -
lia e Piazza Castello inondando
di decibels i tanti conoscenti
incrociati per strada, a
proposito della situazione politica,
dei numeri del lotto e
della Torres. Mi piace pensare
che sia la voce di Sassari a
parlare attraverso uno dei suoi
personaggi, autentici perché
inconsape voli.
*Ricercatore all'Università di Sassari.

W SIGNOR GAVINO!!!!! Embarassed Cool Laughing Laughing
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roberto58
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MessaggioInviato: Sab Mar 01, 2008 9:37 am    Oggetto: Rispondi citando

DALLA NUOVA SARDEGNA

SABATO, 01 MARZO 2008

Ecco la vera storia del sassarese «impiccababbu»

Un «titolo» attribuito ai tempi dell’Inquisizione, l’amore di un padre per il figlio


Il detto che attribuisce ai sassaresi l’epiteto di “Sassaresi impiccababbu “, sarebbe ora che ne sia risolta la storia e l’origine.
Alcuni anni fa quando la Torres giocava col Cagliari, vi era tra le parti, una rivalità di tifoseria alquanto litigiosa, e non bastavano gli aggressivi scontri fra tifosi e si mise ad ingiuriare anche un giornale sportivo umoristico di Cagliari, che si chiamava “la Gaggetta Sarda”, insultando in generale i sassaresi, in senso dispregiativo, con impiccababbu.
A quel punto ho sentito il dovere di scrivere a tale giornale una lettera, che peraltro fu pubblicata, con le scuse della redazione per le frasi ingiuriose prima scritte, nei confronti della comunità sassarese.
Ricordo che il testo recitava: Sappiate che il termine “impiccababbu” ci è stato attribuito nel Medio Evo, ai tempi dell’Inquisizione, il cui tribunale si trovava all’interno del Castello, purtroppo abbattuto alla fine dell’800 perché era diventato un rudere.
Nel castello operava un boia di cui nessuno, per motivi di opportuna rigorosità, conosceva il nome né il suo aspetto, neanche gli stessi giudici che emettevano le sentenze delle condanne a morte. Questo boia abitava in una piazzuola del centro storico, Largo Quadrato Frasso, che poi prese il nome di “Pattiu di lu diauru”. Usciva al mattino presto per prendere servizio e rientrava la notte tarda, con un mantello che lo avvolgeva interamente per non farsi riconoscere da nessuno. Questo, possiamo chiamarlo, diligente lavoratore, esercitava il suo particolare mestiere, con disciplina e rigorosità, come d’altronde prevedevano le dure sentenze.
Un giorno gli consegnarono un condannato a morte, legato e imbavagliato, per l’esecuzione, che avveniva in questi termini: il boia provvedeva a incappucciare il condannato, mettendolo su un carretto e trasportandolo nella Piazza del Duomo dove avvenivano le esecuzioni, dopo recuperava il cadavere e con lo stesso carretto lo trasportava per essere seppellito, o lo consegnava alla Confraternita di Orazione e Morte se il condannato non aveva parenti che lo avessero assistito per la sepoltura.
In quell’occasione, il boia si accorse che il condannato a morte era il suo figlio unico, che da qualche tempo era scomparso da casa e, mentre lo conduceva al patibolo, parlò con lui dicendogli: «Ma cosa hai combinato? Io sono tuo padre, potrei salvarti se mi prometti di rigar dritto per il resto dei tuoi giorni, io ormai sono vecchio e posso sacrificarmi per te; proseguirai la mia attività, intanto nessuno sa chi sono io. Il figlio piangente e pentito abbracciò il padre, si scambiarono le vesti e il cappuccio e quindi l’esecuzione del padre, senza che nessuno se ne accorgesse. Poi il trasporto per la sepoltura da parte della Confraternita e fine di una storia, che dopo tanti anni, il figlio rese pubblica prima di morire di vecchiaia.
Ecco così riabilitati i sassaresi, nel bene e nel male, con una morale, diversa da quella che era stata dipinta per tanti secoli, con l’appellativo d’impiccababbu, vero come fatto, ma dettato da un sacrificio umano del padre, nei confronti di un figlio scellerato che, allo stesso tempo, il padre ha riabilitato.
Tino Grindi
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