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    Nei campionati a carattere nazionale disputati dalla Torres, la squadra con la quale ci si è trovati più volte contro è il Rimini. Con la formazione romagnola infatti si è capitati per ben 20 volte nello stesso campionato e sempre a livello di serie C. Il Rimini precede in questa particolare graduatoria ad avversarie come Lucchese, Perugia, Prato e Civitavecchia, tutte a quota 19. Con le formazioni sarde il numero maggiore di scontri è capitato con l'Olbia, 18 volte compreso il presente campionato. Per quanto riguarda le regioni, la Toscana è stata quella più visitata dai rossoblu, in ben 223 occasioni, largamente distaccato il Lazio con 187 partecipazioni e fanalino di coda la Basilicata con una sola presenza.

    Non capita spesso di vedere segnare un portiere, ma il pubblico sassarese può vantare di aver visto questa rarità in addirittura due occasioni. La prima volta capitò 24 anni fa, correva l'anno 1982 e i rossoblu militavano in serie C2, la Torres era in vantaggio per due reti a una contro il Banco Roma ed al 68° capitò l'incredibile. Su un lungo rinvio del portiere laziale Jankole, la palla attraversò tutto il campo e si insaccò alle spalle dell'esterrefatto Di Pasquale, estremo difensore rossoblu…cose "da Torres", direbbe qualcuno. Decisamente meno amara fu la seconda volta in cui i tifosi poterono ammirare un evento del genere: il 27 settembre del 1998, ancora campionato di serie C2 con avversaria la Vis Pesaro, sul punteggio di 1-1 la Torres cercava di segnare la rete decisiva in tutti i modi, ma il portiere ospite Boccafogli era diventato una vera e propria saracinesca negando la gioia del gol ai sassaresi con parate miracolose. Oramai il pareggio sembrava segnato, ma proprio al 93° capitò la sorpresa: un lungo rinvio di Tore Pinna, alla sua prima stagione in rossoblu, fece rimbalzare la palla nell'area di rigore avversaria scavalcando l'incredulo n° 1 pesarese e finendo nel sacco, regalando alla Torres un clamoroso successo.

    Mentre agli albori della società le vittorie nelle varie discipline di ginnastica non si contavano più, nel "football" i successi tardavano ad arrivare e così, per ottenere il primo trionfo in un torneo calcistico, bisogna aspettare ben 9 anni. Era il 22 luglio del 1912 quando i rossoblu, smentendo ogni pronostico, superarono per 3-1 la squadra della Regia Marina (ben più organizzata di quella sassarese che era ancora di un livello pionieristico) e conquistarono nella finale di La Maddalena il primo trofeo della loro storia.

    Nonostante la S.E.F. Torres sia stata una tra le società più importanti nel panorama sportivo nazionale, con trionfi su trionfi nei concorsi di atletica e di ginnastica già dai tempi della nascita del sodalizio rossoblu, il riconoscimento maggiore da parte del Coni (la "Stella d'Oro al merito sportivo") arrivò molto tempo dopo, solo nel 1965, quando oramai la società educazione fisica era ridotta solo alla sezione calcistica, tanto che due anni dopo il nome di S.E.F. sparì a beneficio di quello di Associazione Calcio.

    All'epoca della fondazione non vi era una propria e vera struttura che poteva ospitare le partite dei rossoblu, quindi ci si arrangiava su un terreno tra via Amendola e via Porcellana, nel campo denominato "di li pudreddi". Successivamente il campo da gioco fu spostato in Piazza d'Armi ma il pubblico, sempre più numeroso, convinse la società ad acquistare un terreno di 5 ettari nella zona dell'Acquedotto per poter costruire un vero e proprio stadio. Fu così che il 31 maggio del 1922 venne inaugurato, alla presenza del principe ereditario, il campo sportivo "Acquedotto" che ancora oggi è teatro di gioie e dolori per i tifosi sassaresi, ma che purtroppo non appartiene più alla società rossoblu che fu costretta a cederne la proprietà al Comune nel 1974 per risolvere i problemi economici che all'epoca attanagliavano la società.

Redazione Torres1903.com




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