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Dopo anni di gioie e soddisfazioni per il pubblico torresino arriva il ridimensionamento delle ambizioni per la Torres targata Rubattu. Infatti, dopo la conquista di un posto nella Coppa Italia Vip nel torneo precedente, i rossoblu si affacciano alla terza stagione in C1 nel 1989/90 con una rosa completamente rinnovata, vanno via fior fiore di giocatori come Zola, Bardi, Piga, Ennas e Favo oltre ad altri di ottimo spessore tecnico che si può dire abbiano fatto la storia del sodalizio sassarese, e ci si affida a giovani inesperti alla prima ribalta in un torneo importante come la C1. La gestione tecnica viene affidata ad un tecnico rampante di cui si parla molto bene negli ambienti calcistici, tale Paolo Specchia, che tutto farà a Sassari tranne che confermare i giudizi sul suo conto!
La stagione parte male già nel turno di Coppa Italia, a Bergamo contro l'Atalanta finisce 4-0 per gli orobici, e il campionato prende subito la stessa piega con una squadra subito nelle posizioni di coda che riesce a realizzare una sola rete (firmata da Pasini a Terni), in ben sette giornate! I risultati non arrivano, i gol neppure, per questo il mister e soprattutto la piazza chiedono a Rubattu un sacrificio per il mercato di novembre con l'acquisto di un forte attaccante che dia alla squadra un contributo importante. Viene così definita una trattativa con un centravanti di esperienza dal gol facile: Carlo Borghi. Il nuovo arrivo è un attaccante vecchia maniera, classe 1958, che vanta un passato di tutto rispetto per aver militato in serie A nella prima metà degli anni 80 con le maglie di Torino, Catanzaro e Ascoli, con tanto di convocazioni nelle nazionali minori. Dopo questo periodo d'oro si trasferisce a Catania, con la compagine siciliana gioca nella stagione precedente all'arrivo a Sassari, sempre in C1 ma senza grossi risultati. Mister Specchia lo fa esordire da subito all'ottava giornata in casa col Perugia affidandogli la maglia numero 11, ma l'esordio del bomber non da esiti positivi, infatti i 1300 spettatori presenti vedono un giocatore completamente fuori forma che non riesce mai ad impensierire la difesa avversaria.
Tuttavia visto che gli altri attaccanti si chiamano Micciola, Verdicchio e Pasini, anche uno completamente fuori forma come Borghi ha il posto assicurato in squadra, ed infatti Specchia lo utilizza a tempo pieno anche nelle gare successive ma senza un risultato accettabile. La squadra infatti continua a non segnare, a parte in un isolato episodio a Siracusa, dove però il 4-1 finale per i siciliani costa la panchina a Specchia col ritorno di Leonardi chiamato per salvare la baracca. Anche il nuovo mister, che non è di certo uno di primo pelo, da fiducia al centravanti grossetano che però la ripaga con prestazioni sempre più mediocri tanto da essere etichettato dal pubblico (ormai stanco di vederlo passeggiare in campo e sbagliare gol già fatti) come "un ainu"! Visto che di gol non ne segna manco a pagarlo, l'unico modo che Borghi trova per risultare nel tabellino degli arbitri è quello di farsi ammonire, infatti becca ben 4 gialli in sole 11 gare, un eccesso visto che non è difensore. Intanto la squadra riesce a trovare la via della rete grazie all'acquisto a dicembre di Talevi che da una mano al reparto avanzato, ma Borghi pare non beneficiarne continuando a giocare malissimo tanto che anche Leonardi inizia a sostituirlo sistematicamente e, quando col Taranto gioca per tutti i 90 minuti, è solo perché in panchina non c'è un altro attaccante visto che sia Micciola che Pasini sono out. Dopo la gara persa a Monopoli, in cui Borghi risulta essere il peggiore in campo, il mister decide di escluderlo per la gara contro la capolista Salernitana, il "bomber" si sente punto nell'orgoglio e quando entra in campo in sostituzione di Pasini al 63° pare rivedere un giocatore diverso e trasformato, tanto che solo la sfortuna gli nega la gioia del primo gol con la maglia rossoblu; infatti, con un magnifico colpo di testa, centra la base del palo, la capolista trema ma per la Torres sfuma la possibilità di vincere il suo primo incontro stagionale. La bella prestazione della punta convince Leonardi a rendergli la maglia da titolare nel match di Perugia e, soprattutto, nella gara successiva con un Brindisi in caduta libera per problemi finanziari. E' il primo aprile ma stavolta non è il solito scherzo, infatti Borghi al 42° del primo tempo realizza sotto la curva sud la sua prima rete nella Torres, i circa 3000 presenti non credono ai loro occhi quando nella ripresa il centravanti realizza la sua personale doppietta con un bel pallonetto! Finisce 5-0 con Borghi sostituito tra gli applausi, più per il primo successo della Torres che per la sua prestazione, infatti dalla gradinata arriva il grido "tantu sei sempri un ainu!". Ma il bomber sembra davvero in una condizione smagliante, tanto che anche nella gara successiva di Catania realizza il gol del pari con un bel sinistro. Pare che finalmente il giocatore si sia sbloccato, ma purtroppo non sarà cosi ed infatti anche nelle successive gare non riesce più ad andare a segno. Fortunatamente ci pensano i suoi compagni di squadra a regalare l'insperata salvezza ai rossoblu. Per lui l'anno si chiude con 29 presenze, 3 reti e con una media voto largamente insufficiente. Nonostante la stagione tutt'altro che brillante Borghi viene confermato anche per il torneo 1990/91, il rinnovo del contratto non è certo dovuto al rendimento sportivo ma solo al fatto che la società non ha quattrini e non può permettersi nient'altro che giocatori a fine carriera come lo stesso toscano. La nuova stagione però pare partire col piede giusto sia per la squadra, che batte la favoritissima Casertana per 1-0 nella gara di esordio, che per Borghi che gioca una buona gara. Anche a Siracusa il bomber non demerita nonostante il ko per 2-0 e nella successiva partita all'Acquedotto contro la Ternana, Borghi gioca bene e al 31° anticipando ben tre avversari realizza di testa (il suo miglior colpo) il gol del pareggio; purtroppo però in occasione della realizzazione si infortuna gravemente e deve uscire dal campo. L'impatto col legno gli costerà caro, quella sarà infatti la sua ultima apparizione con la maglia rossoblu, a Sassari si dice senza troppa convinzione che è un peccato che si sia infortunato proprio mentre stava iniziando a giocare bene. Per lui l'esperienza torresina si chiude definitivamente col rientro in panchina nelle ultime due gare della stagione, col Nola e a Licata, ma non calcherà il terreno di gioco.
Dopo Sassari, Borghi spende i suoi ultimi spiccioli di carriera nella città natale, Grosseto, dove giocherà in serie D e in Eccellenza nella squadra toscana dalla quale aveva preso il volo verso i maggiori palcoscenici calcistici (a fine carriera conterà 111 presenze e 17 reti in serie A). Rimane il tempo agli sportivi sassaresi di "ammirarlo" per l'ultima volta da avversario il 24 novembre del 1991, in una gara dove non smentisce quel famoso detto "sei sempri un ainu!"





(Clicca sulle foto per ingrandire)













 




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