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Dopo la stagione 89/90, ricca di sofferenze e conclusasi con un'insperata permanenza in C1, Rubattu cerca di allestire una formazione che possa salvarsi senza troppi patemi d'animo nel difficile campionato che va ad iniziare. Il "Presidentissimo" però deve fare i conti con una situazione finanziaria penosa, infatti i debiti sono troppi e nell'attesa che qualcuno si faccia avanti per rilevare la società cerca di acquistare giocatori di categoria in là con l'età da integrare ai pochissimi superstiti dell'anno precedente, affidando il tutto alla sapiente maestria di Bebo Leonardi che era stato l'artefice del miracolo salvezza della stagione appena conclusa. A Sassari sono rimasti solo Dossena, Tamponi (reduce da un grave infortunio), Rosucci, Talevi e Borghi, si perdono i tanti giovani che non avevano di certo impressionato, mentre vanno via due signori giocatori come Mazzeni e Del Favero, quest'ultimo resterà negli annali come una delle pedine più forti nella storia della difesa rossoblu. Con appena cinque elementi rimasti bisogna rifondare tutta la squadra, arrivano così gli ex palermitani Sassarini e D'Este, i cavalli di ritorno Barrella e Cariola, i giovani Lo Monaco e Chessa e per concludere l'opera si fa la spesa nel Brindisi che appena fallito lascia svincolati tutti i propri giocatori, arrivano così a costo zero il portiere Laveneziana, il difensore Mancini e la punta Prima, attaccante che vanta un centinaio di gol in serie C e ben due titoli di capocannoniere l'ultimo dei quali solo due stagioni prima. Proprio l'arrivo di quest'ultimo pare provvidenziale per risolvere i problemi in zona gol che sono stati il male della squadra della stagione precedente e fa crescere la curiosità dei tifosi che sperano di rivedere un centravanti stile Bardi. Marcello Prima classe '57 è il classico attaccante di razza, arriva a fine carriera dopo una stagione amara in quel di Brindisi dove non percepisce lo stipendio per mesi ed è costretto a saltare numerose gare dopo aver messo in mora la formazione pugliese. Per lui Sassari è l'occasione giusta per concludere degnamente una carriera che l'ha visto far bene ovunque, si è infatti trovato a fine stagione con un numero di realizzazioni quasi sempre a doppia cifra. Calcisticamente muove i primi passi da professionista (o meglio da semi-pro visto che all'epoca la serie C non prevedeva lo status di professionismo) a Monopoli in C2 (16 reti), quindi passa al Cosenza in C1 dove realizza 5 gol e poi a Barletta in C2 (dove trova come compagno di squadra Tamponi) trascinando i pugliesi alla promozione con i suoi 12 centri. Il bomber inizia a farsi un nome in serie C e così arriva la chiamata del Siracusa, nella squadra siciliana rimane 2 stagioni, la prima realizza 14 gol (vice capocannoniere con un centro in meno di un altro ex rossoblu, Cau) mentre nella seconda annata va a segno 8 volte. I due campionati in Sicilia gli bastano per rimanere nel cuore dei tifosi azzurri che ancora oggi lo ricordano con affetto con il nome di "Macello". L'anno successivo si trasferisce per la prima ed unica volta al nord, va a Mestre (13 gol) ma la lontananza da casa si fa sentire e ritorna al sud a Castellmmare di Stabia, dove realizza 20 gol nel 1985/86 (laureandosi capocannoniere e regalando la salvezza alle vespe) e 15 reti nel 1986/87. Oramai è un pezzo pregiato del mercato della C2 e il Giarre fa ponti d'oro per averlo, i siciliani ne hanno ben ragione, grazie infatti alle sue 10 reti i gialloblu salgono in C1 per la prima volta. L'anno dopo (88/89) in C1 affronta per la prima volta la Torres da avversario ma rimane a bocca asciutta sia all'andata che al ritorno, nonostante a fine stagione conti ben 15 realizzazioni con il titolo di capocannoniere. Al termine di questa trionfale annata, accetta le sirene del Brindisi che vuole allestire una squadra per puntare alla serie B, cede il posto al Giarre a Bardi che ha appena lasciato la Torres, e ritorna in Puglia dopo 8 anni. Come già detto però, con i biancoazzurri le cose vanno male dal punto di vista economico ed anche calcisticamente la stagione è un flop. Leonardi cerca di rigenerarlo essendo in completo ritardo di preparazione, nonostante ciò, vista la sua esperienza ed il suo curriculum lo fa esordire comunque contro la Casertana nella prima giornata, facendolo subentrare a Borghi a 20 minuti dalla fine, in quei pochi minuti giocati conferma però di essere in pessima forma (tra l'altro è perennemente colpito da pubalgia) ed infatti nella trasferta successiva contro la sua vecchia squadra, il Siracusa, e nella gara successiva contro la Ternana (gara nella quale si infortuna gravemente Borghi) parte dalla panchina. L'assenza forzata del collega di reparto Borghi, induce mister Leonardi a schierarlo titolare a Palermo, Prima continua però ad arrancare ma viene confermato nell'undici di partenza anche contro la Battipagliese ed il Giarre, visto che non ci sono grandi alternative nella rosa. Nonostante sia assistito da Talevi e dallo sgusciante Lo Monaco, non riesce a trovare mai la via del gol e quando a Catanzaro la squadra è sotto di 2 reti, il buon Bebo è costretto a toglierlo dal campo perché non ne azzecca una. La società è così obbligata a ricorrere sul mercato per avere un valido rinforzo in avanti, viene così ingaggiato Pani. Questo arrivo sembra dare nuova linfa a Prima, che punto nell'orgoglio realizza con l'Arezzo il suo gol n° 1 con la maglia rossoblu seppur su rigore. Il bomber però continua a non incantare e il pubblico sassarese si spazientisce, non mancano così le classiche battute del tipo "poni la Prima e vaiddinni aff…!". Nel frattempo la squadra è relegata nelle posizioni di coda e lui, pur schierato titolare, raccoglie solo figuracce fino a quando finalmente, nell'ultima giornata di andata, trova la sua prima rete su azione superando Negretti del Licata, nonostante il gol non serva alla squadra sconfitta in casa per 4-2. Il ko porta all'esonero di Leonardi ed all'arrivo sulla panchina rossoblu dell'"ex angelo dalla faccia sporca", Antonio Valentin Angelillo. Il neo mister prova a rigenerarlo ma ciò non gli riesce, infatti nonostante la squadra giri bene (arrivano un pari e due vittorie di fila) lui è sempre il peggiore in campo. A questo punto Angelillo capisce che il bomber oramai è sul viale del tramonto e gli preferisce giustamente Lo Monaco, ma quando viene richiamato in causa perché il compagno di reparto è squalificato, Prima ritorna al gol realizzando il rigore del 3-1 contro il Campania (la gara finirà poi 5-3), contribuendo al periodo migliore della squadra in quella stagione. Arrivano infatti ben tre successi di fila, poi il pari a Monopoli e di nuovo la vittoria sul Nola, diretta concorrente per la salvezza, dove Prima schierato titolare gioca una buona prestazione (l'unica di quella annata!) sino al momento della sostituzione. E con una sostituzione si conclude la sua stagione a Sassari, infatti al 57° minuto di gioco di Licata-Torres, ultima giornata, viene sostituito da Sassarini, il cambio non è di sicuro di quelli fatti per tributargli una standing ovation, anzi la sua è l'ennesima negativa prestazione di un campionato che si conclude mestamente per lui (che tra l'altro non era mai retrocesso) e per la Torres che ritorna in serie C2. Prima conclude così con 24 presenze, 1509 minuti giocati e 3 reti siglate (di cui una sola su azione e le altre due dal dischetto), uno score davvero mediocre per un attaccante dal suo passato, con il pubblico sassarese che non lo ricorda di sicuro per le sue gesta in campo ma come un vero e proprio "fenomeno parastatale". Eppure, dopo l'esperienza negativa in rossoblu, qualche anno dopo ha dimostrato di riuscire ancora a gonfiare la rete, a fine carriera, all'età di 36 anni, ha giocato col Messina in serie D nella stagione 93/94 collezionando 28 presenze e siglando ben 13 gol. Recentemente c'è da segnalare il suo ritorno nel mondo del calcio, stavolta nelle vesti di allenatore. Lo scorso anno guidava infatti la squadra della sua città natale, il Carovigno, formazione che milita nel campionato di promozione pugliese.





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