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 Il futuro è giovane

Rassegna stampa

Fra 16 giorni Mario Piga compirà 52 anni. La sua storia è indissolubilmente legata al calcio di Sardegna, con forti tinte rossoblu vissute a cavallo di campo e panchina nelle stagioni che da Palau nel 1973 lo hanno portato ad Avellino e Roma, sponda Lazio, sino al ritorno a casa fra le braccia della vecchia signora sassarese.



Calciatore, allenatore, fruitore di calcio, Mario Piga scorre le pagine del campionato appena trascorso e guarda al futuro, a Torres, Olbia e Nuorese. Lo sguardo si ferma sulla classifica finale del girone A di serie C2. Nuorese, Olbia e Torres sono tutte salve, nessuna è ai play off eppure «le premesse per una grande stagione c’erano. La Torres grazie ad un girone d’andata eccezionale sembrava avere le carte in regola per dire la sua, l’Olbia dopo aver sbattuto la faccia si era rialzata e pareva in grado di puntare in alto, la Nuorese era costruita per tentare nuovamente il salto». Nel mezzo e in zona Cesarini succede di tutto «dal possibile appagamento ai noti fatti extra calcistici con penalizzazioni annesse. L’involuzione c’è stata - spiega Piga - ma alla fine se tutto avesse rispettato le regole del risultato e della classifica, forse l’epilogo sarebbe stato differente, in un campionato tutto sommato mediocre». Il futuro quindi, simile e diverso, legato all’iscrizione alla prossima C2 e, per Torres e Nuorese, all’erogazione di contributi regionali che sono «una mancanza che ha pesato e pesa molto su questo calcio - afferma l’ex numero 10 rossoblu -. La Regione dovrebbe tendere la mano allo sport. Andare avanti non è facile, chi ci prova andrebbe incentivato a farlo». La sicurezza economica dell’Olbia potrebbe essere «la garanzia di una nuova avventura. Ho conosciuto Rusconi e sono convinto che voglia regalare e regalarsi qualcosa di importante - dice -. Il calcio non è semplice, lui lo ha sperimentato e penso abbia imboccato la strada giusta. I bianchi hanno voglia, capitali ed una buona base da cui ripartire». La Torres per Mario Piga è il grande amore, e «un calcio fatto di realtà concrete messe in campo da giocatori e tecnico, la squadra sopra l’individualità. Poi un ritorno disastroso, l’impennata d’orgoglio e la mazzata degli otto punti. Il futuro è complesso, perché non vedo un imprenditore capace di sostenere da solo ed a lungo il peso economico della gestione societaria - prosegue l'ex centrocampista -. Senza le spalle ben coperte, la risorsa imprescindibile, e questo vale per tutte e tre le squadre, ma specialmente per Torres e Nuorese, è il settore giovanile. Pensato ed organizzato, mirato a fare emergere ed entrare in gioco solo i più meritevoli. Di giovani giocatori sardi interessanti ce ne sono tanti sparsi per la Sardegna. A Sassari abbiamo avuto un assaggio delle potenzialità del territorio, che può portare alla creazione di uno zoccolo duro da sfruttare per far crescere un progetto o finanziarlo attraverso la vendita dei pezzi pregiati». Il vivaio è quindi l'unica vera speranza di sopravvivenza per chi, purtroppo, naviga sempre nell’incertezza. In attesa di tempi migliori.

La Giunta tace
Niente da fare. Non un no, semplicemente l'ennesima attesa delusa. Già l'ordine del giorno, apparso in Rete lunedì sera (inizialmente la seduta era fissata per oggi) aveva fatto presagire l'ennesimo rinvio, ma la speranza era rimasta viva sino all'ultimo. E invece la giunta regionale ha vissuto un'altra riunione senza pallone. Il copione era stato uguale a tanti altri, nei giorni precedenti. Una volta fissata la data, ecco l'anticipazione del beninformato da Cagliari: è il momento giusto, arrivano i soldi. Cioè quelli della benedetta sponsorizzazione che poi è stata trasformata in pubblicità istituzionale tramite dei progetti immediatamente presentati da Torres, Olbia e Nuorese. Quasi due milione di euro, da dividere in tre ma la Dinamo dice di rientrare nella torta. In tre o in quattro, comunque, poco cambia: da Cagliari tutto tace, dalla Giunta come dagli uffici del direttore generale. Tace anche il presidente Soru, che aveva deciso di tenere per sè l'incombenza. E la data del 10 giugno, invocata da Torres, Dinamo e Nuorese («i fondi o non ci iscriviamo») si avvicina.

Giovanni Dessole e Renzo Sanna - Il Nord Sardegna



 
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