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 La Torres è ancora in alto mare

Antonio Mascia

La Torres del futuro è in alto mare. Il presidente Mascia ha in programma una serie di incontri per allargare la base societaria. Oggi vedrà due imprenditori sassaresi, mentre domani volerà a Roma per confrontarsi con un industriale che ha già avuto esperienze nel calcio. La stessa cosa succederà la prossima settimana, quando a Milano sentirà un operatore lombardo che si occupa di prodotti chimici.



L’obiettivo è quello di coinvolgere sei-sette imprenditori per evitare di andare avanti all’insegna dell’incertezza e dare solidità a un club che negli ultimi anni ne ha viste di tutti i colori. «Dobbiamo sapere su quante risorse possiamo contare - spiega Antonio Mascia - prima di programmare la prossima stagione. Non sto dormendo, in questi giorni ho lavorato moltissimo per la Torres e spero di chiudere certi accordi entro la fine del mese». Lunedì e martedì il presidente ha avuto colloqui telefonici con Luciano Foschi, al quale ha ribadito la volontà di proseguire la collaborazione. «Noi vogliamo andare avanti col mister - aggiunge Mascia -, lui ha manifestato la volontà di restare. Gli ho detto di avere un attimo di pazienza, spero di rendere ufficiale la sua conferma tra qualche giorno». In questo momento è prematuro parlare di acquisti o cessioni, ma su questo punto il presidente è chiaro. «C’è una lista di giocatori che vorremmo confermare, altri non rientrano nei nostri programmi. I nomi? Per correttezza non li faccio, posso solo anticipare che con Foschi abbiamo parlato di questioni tecniche. Sono convinto che con cinque-sei innesti la Torres può essere competitiva». Ritardi che stanno facendo crescere lo scetticismo tra gli sportivi. «Ai tifosi dico solo una cosa - conclude Mascia -, è vero che in questi due anni ho commesso degli errori e non voglio entrare nei dettagli, ma stiamo operando per fare in modo che questo non accada più. Ho parlato con alcune persone che entreranno a far parte del nostro staff. Una di queste si dovrà occupare delle carte federali, mentre l’altra avrà una funzione diversa ma fondamentale. Per ora mi fermo qui, tra qualche giorno dirò i loro nomi e quali saranno i ruoli». Antonio Mascia sembra aver imparato la lezione. Due anni alla guida di un club calcistico, nella quale è arrivato completamente a digiuno della materia, gli sono serviti per capire che bisogna circondarsi di collaboratori affidabili. La società deve recuperare credibilità, trasmettere un’immagine diversa all’esterno. E’ l’unica strada per riconquistare la fiducia della gente e di chi potrebbe dare una mano sotto il profilo economico. Le premesse sembrano positive, tra una settimana il quadro della situazione sarà più chiaro e finalmente la squadra della prossima stagione potrebbe cominciare a prendere forma.

Nuorese, Esposito e Campo mettono in mora la società
In attesa che si inizi a lavorare per la prossima stagione, sembra che la Nuorese debba affrontare alcuni strascichi negativi di quella appena conclusa. Da Firenze, sede della Lega di C, ieri è rimbalzata la notizia che i giocatori Ciccio Esposito e Massimo Campo avrebbero avviato una vertenza contro la società per il mancato pagamento di una parte degli stipendi. In caso di positivo riscontro, da parte della Lega, della richiesta avanzata dai due giocatori, il cui contratto scadrà il 30 giugno, le conseguenze per la Nuorese potrebbero essere quelle di una messa in mora col prelievo delle somme dovute ai giocatori dalla fideiussione versata all’atto dell’iscrizione. Campo ed Esposito hanno chiuso, di fatto, la loro esperienza in verdeazzurro all’indomani della conclusione del mercato. La Nuorese aveva messo i due nella liste dei partenti dopo l’arrivo di Padula, Palazzo, Taua, Iezzi e Longobardi. Ma, alla fine, i due giocatori, erano rimasti in forza alla Nuorese. Campo ed Esposito, all’epoca infortunati, avevano lasciato la squadra con la motivazione di volersi far curare nella Penisola da specialisti di fiducia, presentando dei certificati medici e venendo convocati, periodicamente a Nuoro per essere sottoposti a visita fiscale.

Roberto Muretto e Giuseppe Sanna - La Nuova Sardegna



 
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