Nel luglio del 1903 un gruppo di appassionati di sport discuteva in un locale di vicolo Bertolinis sul nome da dare alla “Società per l’Educazione Fisica” in via di costituzione a Sassari. Venne scelto Torres, abbinandolo all’acronimo “Sef”.
Il nome Torres, si sa, in oltre un secolo ha resistito a tempeste di vario genere, mentre la denominazione di Società per l’educazione fisica si era perduta per strada.
Sino a questa stagione: la società sassarese ha infatti chiesto e ottenuto dalla Figc l’autorizzazione a ripristinare il nome originario: Sef Torres 1903.
Per uno scherzo del destino, a recuperare la denominazione storica, su suggerimento di alcuni tifosi, è stato Antonello Lorenzoni, lo stesso presidente che nel 1982, nella prima esperienza in sella alla società, aveva formalmente modificato il nome da Sef a Srl. Allora fu una scelta quasi obbligata, perché solo le società a responsabilità limitata accedevano ai contributi pubblici.
Ma l’acronimo Sef era in realtà sparito dalle divise rossoblù sin dagli anni Settanta, insieme a qualcosa di altrettanto importante: i debiti accumulati avevano infatti obbligato la Torres a disfarsi dello stadio Acquedotto, acquisito dal Comune.
La Torres riparte dalla Sef, dunque: anche questo è un modo, insieme alla riorganizzazione societaria, per rimettersi sulla strada tracciata tanto tempo fa dai padri fondatori, in un umido magazzino di vicolo Bertolinis.
Intanto la squadra, il presidente e i dirigenti sabato si recheranno in vista nella sede dell’Avis. in via Cesare Pavese, e saranno testimonial di un gesto di solidarietà particolarmente importante in questo periodo dell’anno. Tutti doneranno il sangue e inviteranno i loro tifosi a fare altrettanto.
Andrea Sini - La Nuova Sardegna