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 Il sogno della Torres si spezza in Umbria

Rassegna stampa

La guerra alla fine la vince il Trestina. La Torres si arrende ai supplementari ed è fuori dalla corsa. I rossoblù escono dal campo in lacrime, ma si consolano con l’applauso dei tifosi. Il sogno si interrompe bruscamente, ora resta la speranza del ripescaggio. E’ un peccato perchè la Torres è stata brava a rimettere in piedi una partita difficile, è stata un passo dall’assestare il colpo del ko agli umbri, poi ha commesso delle ingenuità pagate a prezzo salato.

E’ successo quando i rossoblù, con l’uomo in più, hanno commesso l’errore di non far girare la palla, cercando giocate impossibili quando sarebbe stato sufficiente fare le cose più semplici. Poi c’è stato il momento di follia di Marras che si è fatto espellere in modo ingenuo, ridando fiato e speranza a un avversario che sembrava alle corde, che ormai sperava solo di arrivare ai rigori. Così nel giro di pochi minuti è cambiato tutto e nel secondo tempo supplementare lo scatenato Mancini ha spento i sogni della Torres.
Le scelte. La squadra sassarese recupera Aliotta all’ultimo momento. Rientrano Cadau, Piga e Curcio, assenti all’andata per squalifica. Bacci decide di mandare Puggioni e Zanoletti in panchina, preferendo una formazione abile nel capovolgere il fronte dell’azione. Si parte col tridente (Marras-Cadau-C. Sias) e non può essere diversamente perchè i rossoblù devono vincere o pareggiare segnando almeno due gol. Il Trestina non ha Gaggioli ma può contare sull’attaccante Procelli, che a Sassari non c’era.
Nervi tesi. E’ una partita da scintille. Sin dai primi minuti i giocatori delle due squadre se le danno di santa ragione. E se l’arbitro fosse fiscale, ci starebbe subito un’espulsione per parte. Un atteggiamento che va a discapito del gioco, mai più di due passaggi di fila e tante palle lunghe. L’unico che prova a ragionare nella Torres è Aliotta, mentre il Trestina tiene la difesa alta e costringe sia Marras che Cadau a giocare spalle alla porta.
Pugno allo stomaco. La Torres lo riceve nel recupero del primo tempo. Procelli sblocca il risultato su un’azione innescata da Mancini e rifinita da Antonelli. Eppure fino a quel momento le palle più interessanti le aveva costruite la Torres (destro di Roberto Sias parato, cross di Marras con Cristian Sias che cicca la conclusione), ma è stata sufficiente una distrazione per ritrovarsi sotto.
Reazione. Passano 3’ della ripresa e la Torres rimette le cose a posto. Punzione tagliata di Cristian Sias, De Carlo sfiora di testa e il pallone fisce all’angolino. I rossoblù sono più aggressivi, pressano alto. Il Trestina è in difficoltà e al 20’ resta in dieci per l’espulsione di Bocciolini che colpisce alle spalle Boncore. Il cartellino rosso è sacrosanto. Ma i sassaresi non approfittano dell’uomo in più, hanno troppa fretta nelle giocate invece di far girare il pallone. Non succede altro e si va ai supplementari. Marras si fa subito espellere (che sciocchezza!) perchè scalcia da dietro Guazzolini. Ma la parità numerica dura poco, perchè Grilli stende Cadau e si becca il secondo giallo. Puggioni rileva Aliotta e poco dopo Cossu prende il posto di Roberto Sias. La beffa arriva al 3’ del sts: Mancini si beve Boncore, entra in area e con un rasoterra fulmina Deliperi. Mancini completa l’opera chiudendo definitivamente il conto. La Torres è eliminata. Ora può solo sperare nel ripescaggio.

LE PAGELLE
DELIPERI 6 Due grandi parate su Mancini che evitano alla Torres il tracollo. Sui gol non può fare proprio nulla
PIGA 5,5 L’azione del gol si sviluppa dalla sua parte. Non sempre chiude con attenzione. Non si propone quasi mai.
MANINCHEDDA 6 Difende bene e quando c’è la possibilità prova qualche inserimento. Dalla sua parte concede poco agli avversari.
BONCORE 5,5 Ha pensato più a beccarsi con Ceccagnoli (soprattutto nel primo tempo) cha a giocare. Meglio nella ripresa, ma il capitano doveva trasmettere tranquillità ai compagni, lui non lo ha fatto.
CURCIO 6 Attento in fase difensiva, puntuale nelle chiusure. Il cartellino rosso alla fine è sembrato esagerato, la sensazione è stata che l’avversario si sia buttato.
DE CARLO 6,5 Senso della posizione. Ha lottato e segnato il gol della speranza. E’ stato l’ultimo ad arrendersi.
CADAU 5,5 Non ha spazi per scatenare la sua progressione. Si fa vedere solo in qualche rara circostanza e anche quando si aprono i varchi, spesso è impreciso.
R. SIAS 6 Va vicino alla rete nel primo tempo con una conclusione rasoterra. Il suo lavoro con fa con tanta buona volontà.
MARRAS 4 Troppo nervoso. Stretto nella morsa dei due centrali ha pochissime palle giocabili e anche quando ha il pallone tra i piedi non sa che cosa fare. Si fa espellere in modo stupido (fallo di reazione) in avvio del primo tempo supplementare.
ALIOTTA 6 Prova a dare ordine alla manovra, ma viene pressato a tutto campo e non ha tempo per ragionare. Comunque è uno dei pochi che mantiene i nervi saldi.
C. SIAS 5,5 Qualche spunto sulla corsia di sinistra, un paio di cross, ma anche poca attenzione in fase di copertura. Spesso Manichedda deve fare gli straordinari.
PUGGIONI sv In campo per Aliotta nel supplementare, fa pochissimo.
COSSU sv Solo Pochi minuti per lui.
ZANOLETTI sv Non stava benissimo, entra quando ormai i giochi sono fatti.

«Siamo stati degli ingenui»
Volti tristi nello spogliatoio della Torres. I giocatori stanno seduti sulle panche a testa bassa. Il tecnico, invece, si fa attendere pochissimo dai cronisti. Quella di Guglielmo bacci è un’analisi fredda, che mette a nudo pregi e difetti della sua squadra. «Siamo stati bravi a rimettere in piedi una partita difficile - le prime parole dell’allenatore -, poi non siamo stati altrettanto bravi a gestire il momento favorevole. E’ un peccato, perchè se fossimo stati più scaltri, la qualificazione l’avrebbe conquistata la Torres». Parole dette con una flemma che la dice lunga sull’esperienza di un tecnico con i capelli bianchi che nel pallone ne ha viste di tutti i colori. Necessario un accenno all’ingenuità commessa da Gigi Marras che ha lasciato i compagni in dieci. «Tante volte ci ha tirato fuori dai guai - aggiunge Bacci -, oggi ci ha messo nei guai. Doveva stare più calmo, non rispondere alle provocazioni. Invece ci è cascato e ha ridato entusiasmo a loro. In quel momento non eravamo padroni del campo, dire questo sarebbe troppo. Però, avevamo guadagnato spazi e alzato il baricentro. Loro erano in difficoltà e la mia sensazione è che stessero puntando ai rigori. Poi è andato come è andata e mi dispiace moltissimo. Soprattutto non aver potuto schierare la squadra al completo nella gara di andata, forse le cose sarebbero andate diversamente». Una partita nervosa. Tanti espulsi e una valanga di ammoniti. Un arbitro che non se l’è cavata benissimo ed è passato da un eccesso all’altro: troppo permissivo all’inizio, troppo fiscale da metà del primo tempo in poi. «Sono i limiti di questo calcio - sottolinea Bacci -, più si va in basso e più succedono di queste cose. E’ vero, la tensione era altissima e in campo si sono viste cose che non posso certo definire belle. Ma non abbiamo perso per questo, siamo fuori perchè abbiamo sbagliato quando era il momento di assestare il colpo del ko». La Torres esce dai playoff con l’amaro in bocca. Ma alla fine i tifosi (che non hanno smesso un attimo di incitare la squadra) hanno applaudito tutti, riconoscendo l’impegno dei giocatori. «Da questo punto di vista - conclude Guglielmo Bacci - non posso rimproverare nulla ai ragazzi. Hanno dato tutto, sono nello spogliatoio delusi e stremati. I nostri tifosi, lo sappiamo, ci hanno sempre aiutato e anche in questa trasferta ci hanno fatto sentire il loro calore. Resta il ripescaggio? E’ vero, è l’unica strada per essere promossi in D. Ma una città come Sassari ha tradizione e merita di stare in altre categorie. Vediamo che succede».
Negli spogliatoi musica triste: rosso-blues
A fine match in casa Torres si respira un’aria di delusione che poco si addice a quanto dimostrato durante il corso di un’annata comunque positiva. Il viaggio di ritorno sull’isola è caratterizzato da sentimenti che non si sarebbero mai voluti provare ma che dovranno essere metabolizzati al più presto per ripartire con rinnovato spirito. Nelle parole del capitano Boncore poche e semplici analisi: “Abbiamo sprecato malamente un anno di sacrifici. L’amarezza è tanta, a maggior ragione se raffrontata a quanto mostrato sul campo”. Dal punto di vista dell’impegno il condottiero sardo non ha nulla da rimproverare ai compagni: “Ci abbiamo messo tutto. Abbiamo giocato bene, ma quello che conta è il risultato del campo e allora complimenti al Trestina che si è qualificato”. Il punto di svolta è chiaro: “L’espulsione di Marras ha cambiato volto alla gara. Stavamo cercando di rimetterci in carreggiata ed è arrivato quell’episodio che ha compromesso tutto. Perdere un punto di riferimento così importante per il nostro attacco ci ha condizionati, è inutile negarlo. Nel finale, con il gioco molto frammentato, non siamo riusciti più a risalire la china”. Di altro avviso Gilberto Zanoletti, entrato nei tempi supplementari: “Non siamo riusciti a fare quello che dovevamo. Nell’arco dei 180 minuti abbiamo dimostrato di possedere più qualità dei nostri avversari. Dovevamo osare di più e sfruttare la superiorità numerica. Loro hanno capitalizzato le occasioni, noi no. Il gioco molto spezzettato e il nervosismo hanno fatto il resto. Al Trestina vanno i miei complimenti ma ci saremmo potuto essere noi, al loro posto”. Impossibile per lui, come per i suoi compagni, nascondere il disappunto: “Sono molto dispiaciuto per i nostri sostenitori, per tutto l’anno ci hanno fatto sentire il loro supporto e in tanti si sono sobbarcati anche questa lunga trasferta. A loro va il mio ringraziamento per quanto mostrato in quest’annata, in fin dei conti positiva».
«E’ la vittoria dei piccoli contro la grande città»
Il Trestina prosegue nella sua ottima annata conquistando un altro importante successo che le consente di andare al secondo turno degli spareggi nazionali per la promozione in serie D. Al termine di una autentica battaglia i bianconeri sono riusciti a superare tra mille difficoltà una volitiva Torres solo al termine dei tempi supplementari. La tensione in campo e fuori era palpabile e a farne le spese per primo è stato il mister Cerbella. Alla vigilia del match, Carabella aveva detto: «Partiamo da una situazione di vantaggio, ma non possiamo rilassarci. Abbiamo superato il primo tempo di questa sfida doppia, ma non è finita...».
- Al termine dei 180 minuti gli auspici si erano rivelati esatti.
«La troppa emozione evidentemente mi ha giocato un brutto scherzo. L’importanza della posta era tanta ma è stato un lieto soffrire, visto come è finita».
- Il sogno continua, anche se quasi certamente lei verrà squalificato.
«Vedere una piccola cittadina come la nostra giocarsela e imporsi contro una compagine di una città molto più grande e blasonata è un grande onore. D’ora in poi nessun traguardo ci è precluso e sognare non costa nulla».
- Si profila all’orizzonte un passaggio di categoria.
«Non voglio parlare di questo, adesso. Godiamoci il momento perché i miei ragazzi e tutto lo staff se lo meritano».
- Tra i bianconeri il più euforico è Daniel Mancini, la cui doppietta ha spezzato gli equilibri del match. “So di aver fatto una grande cosa - risponde il match winner - ma voglio condividere questa felicità con i miei compagni di squadra, che hanno continuato a crederci per tutti i 120 minuti. Abbiamo dimostrato di potercela giocare con tutti, non abbiamo intenzione di fermarci proprio adesso».

Roberto Muretto - La Nuova Sardegna




 
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