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 Torres , il sogno è svanito

Rassegna stampa

Chiamatelo pure il braccino del tennista, la paura che inconsciamente toglie forze e lucidità a chi sa di avere tra le mani il proprio destino. Alla Torres è mancato tanto così per prendersi la finale per la D. Tra sei giorni uno degli ultimi posti per l'Interregionale se lo giocherà il Trestina, capace di ribaltare in un sol colpo pronostico e destino.



È l'epilogo amaro di un'annata che sta in quell'immagine, figlia di rabbia e rimpianto, che a fine gara vede i 200 sostenitori accorsi dalla Sardegna richiamare all'ordine la squadra ed obbligarla ad andare a salutare quanti hanno varcato il Tirreno credendo nel sogno della D. Sugli spalti loro hanno dato tutto, in campo Boncore e compagni non hanno saputo fare altrettanto. Con Cadau, Curcio e Piga nuovamente disponibili e una diffusa sensazione di ottimismo dopo l'1-1 acciuffato nel finale dell'andata, Bacci a Castello schiera la formazione migliore. Nel Trestina manca Gaggioli. Tocca alla Torres fare la trama. L'avvio è nervoso, il gioco frammentato. I tentativi di Dini al 7' e di Cristian Sias all'11' non spaventano i portieri. Deliperi però deve metterci una pezza al 16' deviando in corner un'insidiosa conclusione di Mancini dai 20 metri. Il Trestina è più sciolto, gli ospiti faticano a trovare varchi e solo al 23' Marras ha la palla buona per spaventare Ceccagnoli, bravo a rimediare al mezzo pasticcio di Ferri e Guazzolini che regalano palla all'attaccante. In pieno recupero passano gli umbri con una veloce ripartenza innescata da Mancini, abile a far correre Antonelli sulla sinistra dove Piga è in netto ritardo. Il traversone dell'esterno pesca Procelli ben appostato sul secondo palo per la deviazione vincente. La reazione della Torres non si fa attendere: alla prima occasione buona, cioè sulla punizione dalla sinistra calciata da Cristian Sias, De Carlo sfiora la palla quel tanto che basta per spedirla nell'angolo alla destra di Ceccagnoli. La gara d'un tratto si fa bella ed avvincente. Al 9' è la difesa sarda a combinarla grossa: Mancini sbuca alle spalle di tutti i difensori e si presenta a tu per tu con Deliperi, obbligando De Carlo ad un affannoso recupero al limite del regolamento, il pubblico umbro invoca rigore ed espulsione. In avanti la Torres adesso è viva e al 15' Cadau da buona posizione spedisce a lato un assist di Sias. Bocciolini al 20' eccede e dopo aver rifilato uno schiaffone a Boncore viene espulso. Il Trestina in inferiorità numerica trova energie inaspettate. Mancini è indemoniato e al 26' solo i riflessi di Deliperi gli negano il gol. Cristian Sias al 31' ci prova da posizione defilata, Ceccagnoli con i pugni si rifugia in corner. Si va ai supplementari. Per il Trestina è già una vittoria, per la Torres suona come una mezza sconfitta. Le cose per Bacci si complicano ulteriormente al 6': Marras rifila una manata a Ferri, l'arbitro lo espelle. Le energie sono esaurite, la gara vive di rapidi cambi di fronte e in uno di questi al 13' Grilli rimedia il secondo giallo di giornata, riconsegnando la superiorità numerica ai sardi. Ma in campo, ancora una volta, di questo vantaggio non v'è traccia. Le gambe dei sassaresi appaiono imballate e in avvio di secondo tempo lo sgusciante Mancini va via a Boncore, l'autostrada che si apre davanti al bomber bianconero è troppo invitante e il suo destro s'infila morbido alle spalle di Deliperi. L'espulsione di Curcio è il segnale della resa, lo slalom “alla Tomba” di Picchirilli, preludio alla personale doppietta di Mancini, la perla più bella di una domenica trionfale per Trestina, dannatamente nera per gli uomini di Bacci. Per i quali la D, almeno per un altro anno ancora, resterà un sogno. O un incubo, fate voi.

Bacci: «Uscire così fa davvero male»
Un sogno infranto sul più bello. «Uscire così fa male, ma dobbiamo accettare il verdetto del campo», ammette uno sconsolato Guglielmo Bacci. Dopo una rincorsa vorticosa, passata attraverso un finale di stagione in crescendo e la vittoria nei playoff regionali, al “Bernicchi” la Torres ha pagato dazio ad un Trestina che ha avuto il merito di crederci un pizzico in più. «Proprio così, il Trestina ha dimostrato di volere la finale ad ogni costo ed è riuscito a conquistarla grazie ad una prestazione di grande generosità ed intensità. Il mio unico cruccio è quello di non aver saputo gestire la seconda parte di gara, quella nella quale avevamo recuperato (e bene) l'iniziale svantaggio e dove godevamo della superiorità numerica. Anziché insistere ci siamo messi a controllare le operazioni in campo e il Trestina è stato bravo a restare in vita. Poi nei supplementari abbiamo commesso due grosse ingenuità e l'inerzia della gara c'è completamente sfuggita di mano». Il riferimento di Bacci è all'espulsione di Marras e all'errore sul gol del 2-1 di Mancini. «Gigi è stato un punto di riferimento straordinario nella nostra annata, tante volte ci ha tolto le castagne dal fuoco, ma oggi purtroppo la sua stupidaggine c'è costata cara. L'altra stupidaggine che non dovevamo commettere è stata quella che ha permesso a Mancini di presentarsi solo e indisturbato davanti a Deliperi per il gol che di fatto ha deciso la gara. In quel momento ci siamo come svuotati, non avevamo più un uomo là davanti capace di far salire la squadra e non siamo più riusciti a controbattere la grande vitalità del Trestina. Io credo che chiunque l'avesse spuntata nei 210' complessivi avrebbe meritato di andare finale. Hanno vinto loro e penso che ci sia solo da rendergli il giusto merito, anche se noi abbiamo buttato via una grossa chance». La gara è stata come il tecnico se l'aspettava: «Sapevo che il Trestina non si sarebbe difeso, le parole della vigilia lasciano il tempo che trovano. Certo per noi il vero problema è stato quello di aver affrontato questa sfida dovendo rinunciare nella gara d'andata a 4 pedine fondamentali. D'accordo, i maggiori rimpianti sono legati alla gara di ritorno, ma provate voi a togliere 4 titolari al Trestina in una delle due sfide e poi vediamo come va a finire». A caldo l'amarezza è tanta, ma il giudizio complessivo sull'avventura di Bacci in panchina resta positivo: «Personalmente sono contento di ciò che abbiamo fatto da marzo in qua, perché 26 punti su 33 in campionato e la vittoria nei play-off non sono certo roba da poco. Non parlerei di fallimento, anche se un ko così inevitabilmente rende la stagione deludente. La Torres per il pubblico che ha non merita certo di navigare nei tornei di Eccellenza ed è assurdo pensare che anche nella prossima stagione questa piazza dovrà restare confinata nei tornei regionali. Se ci sarò ancora? Vediamo, adesso è presto per parlarne».

L'ultimo smacco
C'è qualcosa che continua a non funzionare se la Torres viene eliminata dalla corsa alla serie D dalla squadra di una frazione che non arriva a duemila anime (Trestina) di un centro (Città di Castello) che raggiunge a malapena i 40 mila abitanti. Perché le dimensioni e la storia nel calcio contano. Nessuno si era illuso che sarebbe stato facile e veloce ritornare ai livelli di cinque anni fa, quando i rossoblù disputarono la semifinale per la promozione in serie B. Però è difficile da digerire questo smacco, dopo il secondo anno in Eccellenza e una stagione che nel finale sembrava avere imboccato la strada giusta. Il presidente Antonello Lorenzoni non ha certo lesinato sulle spese per allestire, correggere e ritoccare l'organico alla ricerca della formula giusta. Forse si è cambiato troppo. Come guida tecnica perlomeno: prima Ennas, poi Fiori alla sesta, quindi il richiamo di Ennas in gennaio e le sue dimissioni un mese dopo, infine Bacci. Anche in avanti si è ballato troppo sulle punte: la coppia Tribuna-Ferreira è andata via, è arrivato Matteo che poi ha lasciato la squadra (per la verità senza rimpianti) dopo la fase regionale dei playoff. È rimasto solo Marras, che ieri si è fatto anche espellere. Forse i limiti della Torres, che pure continua ad avere il secondo pubblico calcistico della Sardegna, sono quelli del pallone isolano, che ha prodotto solo retrocessioni. Il Sant'Elia ha vinto l'Eccellenza regionale, ma laddove c'è stato confronto tra le formazioni sarde e quelle della Penisola è stata grigia. Il fatto è che la Torres non può restare in Eccellenza. Già durante la stagione il presidente Lorenzoni ha detto che se non arrivava la serie D sarebbe andato via. Si tenterà la carta del ripescaggio, viste le difficoltà di molti club. È l'unica chance per tornare nel calcio che conta.

L'Unione Sarda



 
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