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  Tedde: «In testa per rimanerci»

Rassegna stampa

E’ un bel momento per la Torres che guarda tutti dall’altro della classifica e non nasconde la speranza di rimanerci il più a lungo possibile. E’ un momento speciale anche per Matteo Tedde, 3 reti in cinque partite, l’ultima decisiva per piegare il Valledoria.



- Si aspettava un avvio così pimpante?
«Abbiamo lavorato bene nel precampionato e stiamo continuando a crescere. Siamo consapevoli di avere una grossa responsabilità (quella di riportare la Torres nell’Interregionale) ma la cosa non ci preoccupa. Anzi ci dà una carica in più».
- Quanto era voluto il gol contro il Valledoria?

«Più che voluto direi cercato. Ho trovato uno spazio al centro è ho tirato. Non era una fucilata però la palla si è infilata a fil di palo. Diciamo che buona parte del merito è mio, una piccola parte del portiere avversario».
- Dopo il gol ha ringraziato Angelo Sanna, lo speaker dello stadio. Perchè?

«Perchè prima di entrare in campo si è avvicinato è mi ha detto “stringimi la mano, farai il gol partita”. L’ho preso come un augurio e quando ho visto il pallone gonfiare la rete sono corso a ringraziarlo».
- Angelino santo subito?

«Non esageriamo, però se lo ritrovo nello spogliatoio gliele stringo tutte e due».
- Torniamo alla gara di domenica. La Torres non ha giocato benissimo.

«Ha giocato meno bene del solito, però ha molte attenuanti: il caldo, un po’ di stanchezza dopo un avvio di campionato intensissimo e l’atteggiamento prudente del Valledoria».
- Meno male ci ha pensanto Tedde.

«Non credo sia così. Nei primi venti minuti abbiamo creato tre o quattro occasioni da gol e se non avessimo sbloccato il risultato avremo continuato ad attaccare. Sull’1-0 il ritmo è un po’ calato, ma è normale che sia così».
- Siete primi in classifica. Che effetto fa?

«E’ bello. Speriamo di rimanerci fino alla fine».
- C’è qualche squadra che teme in particolare?

«I valori cominciano a vedersi. Dovremo stare attenti all’Olbia e anche al Fertilia, all’Alghero e al Taloro. La lotta è tra queste squadre. Ma solo per i playoff».
- Che ambiente ha trovato a Sassari? E che differenze ci sono con Fertilia?

«A Fertilia c’erano molte meno pressioni. Qui c’è un pubblico vero e ci sono aspettative importanti. Chi scende in campo ha uno stimolo in più».
- La Torres ha dimostrato di avere anche cambi. Pesa, e quanto, non avere la certezza di giocare?

«Sappiamo che non ci sono titolari e non ne facciamo un dramma. E’ così e basta. Gioca chi sta meglio e io mi fido del mister. Lo stimo e ne rispetto le scelte».
- Un’ultima curiosità. La Torres sta davvero così bene come sembra?

«Credo proprio di sì. Stiamo bene fisicamente, stiamo perfezionando alcuni meccanismi tattici e il morale è altissimo».

Antonio Ledà d'Ittiri - La Nuova Sardegna



 
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