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 Stadio, co-marketing e scommesse: il futuro si fa sempre più incerto

Rassegna stampa

Abbronzato, spavaldo, in qualche passaggio perfino irruento. E’ un Domenico Capitani in piena forma quello che si è presentato ieri pomeriggio al Vanni Sanna per un primo faccia a faccia con i tifosi dopo la conclusione del campionato. Dai primi di maggio è passato un mese, ma sembra sia trascorso un secolo.



Dopo lo 0-1 con Renate (indolore ma bruttino) sulla Torres si è abbattuto il ciclone del calcioscommesse e quello, per certi versi ancora peggiore, dello stallo delle “trattative” con la Regione per il progetto di co-marketing (500mila euro promessi ai mai arrivati nelle casse rossoblù) e con il Comune per la gestione dello stadio. Grane pesanti che Capitani ha affrontato «con il piglio di chi nella vita fa in contadino ed è abituato a rimboccarsi le maniche» (il copyright è del presidente) ma che potrebbero condizionare il futuro del club sassarese. I tifosi non hanno nascosto le loro paure e anche nella conferenza stampa che ha fatto seguito all’incontro pubblico il clima si è subito riscaldato. Il patron ha affrontato il problema del calcioscommesse mettendo in chiaro che «Sono stato un po’ ingenuo ma non ho commesso alcun reato. Anzi dico non abbiamo commesso alcun reato perchè sono convinto della buona fede di chi ha lavorato con me». E comunque - sempre secondo Capitani - «La Torres non rischia nulla. La società non è coinvolta e non credo lo passa essere in futuro. Eventualmente pagherò io anche se sono convinto di poter dimostrare di non aver fatto nulla». E le telefonate finite nelle mani degli inquirenti? «Ingenuità» ha tagliato corto il numero uno del club sassarese. «A un certo punto ho sentito voci di possibili pasticci e ho voluto fare il San Tommaso. Ho fatto qualche telefonata e ho visto persone poi finite nel mirito dei magistrati. Ma vi giuro che non mai venduto o comprato partite. Lo dico sapendo di avere la coscienza a posto e non vedo l’ora di poterlo raccontare anche ai magistrati». Capitolo stadio e “contributi”. Su questo punto il presidente-contadino è sembrato più vulnerabile. «E’ passato un mese dall’ultima volta che ci siamo visti - ha detto - e da allora non è cambiato un c.... L’ho detto anche ai tifosi perchè è giusto che la città sappia come è trattata la Torres. Noi oggi siamo abusivi al Vanni Sanna. Abbiamo chiesto una convenzione per poter gestire lo stadio ma siamo sempre al punto di partenza. Sappiate che senza lo stadio non possiamo iscriverci al campionato e i termini per presentare i documenti e la fideiussione scadono il 20 giugno». Identico il messaggio indirizzato a Pigliaru e alla sua giunta. «Ci avevano approvato una proposta di co-marketing per una serie di iniziative a sostegno della regione Sardegna – ha spiegato il presidente - poi abbiamo scoperto che la delibera è stata sospesa. Non hanno avuto neanche il buon gusto di avvertirci. Adesso il problema è nelle mani del nostro avvocato che ha già inviato una diffida a Cagliari ma è pronto a sedersi a un tavolo per trovare una soluzione amichevole al problema. Noi siamo convinti di poterlo dimostrare le nostre ragioni in tutte le sedi ma io non voglio arrivare a tanto. Domando solo parità di trattamento rispetto ad altri club di vertice di questa regione. Chiedo troppo»? I tifosi hanno risposto con un applauso. Ma basterà il calore per pubblico torresino per scongiurare l’ennesima estate di sofferenza al pallone sassarese?

Antonio Ledà - La Nuova Sardegna



 
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Re: Stadio, co-marketing e scommesse: il futuro si fa sempre più incerto (Voto: 1)
di curro il Sabato, 06 giugno @ 09:13:49 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
E che cazzo, almeno il giornale di sassari potrebbe essere un pò ottimistico e sopratutto fare "campagna" per la Torres, in modo da mettere pressione a comune e regione. Invece no, articoletto menagramo. Ma andatevene a fare in culo.



Re: Stadio, co-marketing e scommesse: il futuro si fa sempre più incerto (Voto: 1)
di serrot1903 il Sabato, 06 giugno @ 11:17:04 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Come mai il giornalista sportivo della Nuova o il caporedattore non sentono il dovere morale di intervistare il sindaco e farsi spiegare perché il comune di Sassari non ha ancora concesso la convenzione a Capitani? Perche nonostante le lettere del presidente e della fondazione il primo cittadino non si è degnato nemmeno di rispondere?.E' cosi difficile recarsi a Palazzo Ducale e intervistare Sanna? Perché ancora non è stato fatto?Eppure il giornale ogni giorno è pieno di interviste varie ( che magari non interessano quasi nessuno).






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