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 I tifosi: «Non toccate la Torres»

Rassegna stampa

Il malumore era palpabile, adesso è ufficiale. Dopo una settimana di riflessione i tifosi rossoblù che si riconoscono nella Fondazione Torres prendono posizione sul passaggio delle quote azionarie da Domenico Capitani al nuovo gruppo che da capo a Daniele Piraino.



E’ una posizione molto chiara riassunta in un lungo documento. «Nelle ultime settimane abbiamo assistito a una farsa sulla quale abbiamo deciso di esprimerci, dopo una lunga, attenta e approfondita riflessione collegiale – si legge nella nota –, affinché nessuno possa pensare che le vicende tra il grottesco e il paradossale in cui è stata coinvolta suo malgrado la Torres - con la sua storia e la sua identità, che ci stanno a cuore per statuto, ma anche con il suo presente e il suo futuro, che al momento ci preoccupano maggiormente - possano in qualche modo essere avvallate o anche solo tollerate dalla nostra Fondazione. Lo scopo per cui nasciamo, i tempi e i modi che hanno portato alla nostra costituzione, le finalità che ci siamo dati, ci impongono di manifestare una distanza siderale dagli eventi più recenti e dai suoi protagonisti, che non esitiamo a considerare dannosi per la nostra squadra, per la sua onorabilità e per il buon nome che la Sassari calcistica aveva saputo ritagliarsi a livello nazionale in oltre un secolo di storia». «Abbiamo dovuto scoprire del passaggio di proprietà dall'ex presidente Domenico Capitani agli attuali azionisti attraverso un accesso agli atti previa visura in Camera di Commercio. Nessuno dei vecchi e dei nuovi proprietari e dei vecchi o nuovi dirigenti ha ritenuto che la città, le sue istituzioni e tutto l'ambiente rossoblù avessero il diritto di sapere, dapprima, che fosse in atto un processo di compravendita, né quali fossero i termini e le condizioni di detto processo, che dalle carte risulta di proporzioni ben differenti da quelle prospettate sino a qualche mese, quando alcune espressioni del più sano e solido tessuto imprenditoriale locale stavano studiando le migliori condizioni per sancire un'alleanza finalizzata all'acquisizione della Torres e a una totale rifondazione della società, del suo management, dell'organizzazione dirigenziale, di quella gestionale e di quella tecnica». «Detto che non ci sorprende per niente questo tipo di atteggiamento a opera dell'ex proprietario ed ex presidente Domenico Capitani – si legge ancora nel documento dei tifosi –, ci rammarica non poter esultare per il risultato acquisito perché il passaggio di proprietà avviene in circostanze e con modalità per niente cristalline, coinvolgendo personaggi che - lo diciamo subito - non ispirano la nostra fiducia. Nessun pregiudizio, per carità, e nessuna valutazione istintiva. La scelta di prendersi del tempo prima di fare qualsiasi affermazione deriva proprio dalla necessità di acquisire informazioni, sedimentarle e discuterle, ma anche dal dovere di garantire anche all'attuale proprietà il diritto di far capire alla piazza quali siano le intenzioni, e con che risorse le si voglia realizzare. Ebbene, spiace dover constatare che il curriculum dell'attuale azionista di maggioranza non sia di conforto in alcun senso. Siamo stati ostili alla gestione Capitani perché in meno di tre anni è riuscita a infangare il nome di una società nata nel 1903 e mai prima neanche minimamente sfiorata dagli scandali tristemente noti, per cui la squadra, i suoi tifosi e la città hanno pagato con un'amarissima retrocessione. Il coinvolgimento dell'attuale presidente in vicende analoghe, pur in misura meno grave, ci fanno credere che non si sia verificato quel radicale cambio di cui la Torres avrebbe bisogno. Sugli altri soggetti coinvolti, appare al momento non necessario o utile alcun tipo di giudizio. Fortemente preoccupati, sconcertati ma anche molto agguerriti, a questo punto non possiamo che rivolgere ai nuovi proprietari le domande che nel corso di questi mesi abbiamo rivolto senza ottenere alcuna risposta alla precedente proprietà? Qual è lo stato di salute della Torres? Come si pensa di porre rimedio alle situazioni debitorie in essere? Con quali risorse, in base a quali strategie si intende garantire solidità e futuro a un nuovo progetto rossoblù»? «È ora di chiarezza - concludono i tifosi – e lo chiediamo con tutta la fermezza e la compostezza di cui siamo capaci. Ma non si scambi la nostra pazienza e la nostra capacità di non travalicare nei modi e nelle azioni per debolezza o per un segno di stanchezza. Chi è contro la Torres o la utilizza per perseguire altri interessi ci vedrà sempre come fieri, ostinati e durissimi oppositori».

I rossoblù passeggiano (6-0) nell’amichevole col Silanus
Una buona sgambata per la Torres che ieri ha disputato il collaudo sulla palla del giovedì battendo in amichevole (6 a 0 il risultato finale con doppiette di Musto e Chelo e gol di Cossentino e Marcangeli) il Silanus neo promosso in Prima categoria e allenato da Mario Fadda, papà del portiere rossoblù Massimo. Marco Sanna ha tenuto a riposo per precauzione Giacomo Demartis, fermi anche Negro ed El Kamch alle prese con l’influenza. Del tutto recuperato, invece, Raucci che si era fermato mercoledì per una botta. Per domenica, dando per scontato il recupero di Demartis, non sono previste novità per la formazione che affronterà il Grosseto nell'ultima partita della stagione regolare. Ieri, nel primo tempo, il tecnico sassarese ha schierato infatti la squadra tipo con Solinas sulla fascia al posto di Demartis. Hanno così giocato Fadda tra i pali, Cafiero, Cossentino, Biondi e Raucci in difesa, Casini e Masala a centrocampo, Lisai, Scotto e Solinas dietro l'unica punta Musto. Nella ripresa spazio al resto del gruppo. La Torres domenica deve assolutamente vincere per conservare la terza posizione in classifica che dà la possibilità di giocare la semifinale playoff in casa. Deve vincere perchè è presumubile che il Rieti, che è al momento a pari punti con i rossoblù, possa fare altrettanto a San Cesareo e allora sarà la differenza reti complessiva a decidere la classifica. Differenza reti che al momento gratifica la Torres che ha un più 13 rispetto alla squadra laziale. Torres e Rieti sono infatti in perfetta parità nei primi due parametri che definiscolo la classifica, sia negli scontri diretti che nella differenza reti degli scontri diretti.

Daniele Doro - La Nuova Sardegna



 
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