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 L’allarme di Marco Sanna: «Così uccidono la Torres»

Rassegna stampa

«Ex allenatore? Non lo so. Io non ho sentito nessuno e il mio contratto scade il 30 giugno. Fino a quel giorno, salvo novità, sono il mister della Torres». Marco Sanna sa che la sua avventura sulla panchina rossoblù è ai titoli di coda (la società ha già annunciato l’ingaggio di Guglielmo Bacci) ma difende con orgoglio il suo lavoro e quello dei suoi ragazzi.



«Un gruppo che ha dimostrato di possedere valori importanti e che ha disputato una splendida stagione». Ripartiamo dalla finale playoff con l’Olbia. Che cosa è mancato per chiudere il campionato al secondo posto? «Avremo avuto bisogno di una rosa un po’ più ampia. Siamo arrivati ai playoff dopo un campionato molto dispendioso a abbiamo accusato la stanchezza. Nelle ultime settimane hanno giocato quasi sempre gli stessi undici giocatori e la brillantezza non poteva essere quella di gennaio o di febbraio. Detto questo è giusto riconoscere che anche chi ha giocato meno si è fatto sempre trovare pronto». Quanto è arrivato alla Torres sapeva che non ci sarebbero stati nuovi acquisti. Nonostante tutto avete disputato una grande stagione. «Sì, sono soddisfatto di quello che abbiamo fatto. Ho allenato un gruppo di ragazzi che ha dato tutto per la maglia rossoblù nonostante le disavventure che abbiamo dovuto affrontare. Parlo della retrocessione a tavolino per la vicenda del calcio scommesse, del cambio di allenatore, della nuova penalizzazione a campionato in corso e dell’avvicendamento ai vertici della società. Non è stato facile tenere alta la concentrazione e devo dire che anche in questo la squadra è stata molto brava». C’è qualcuno che l’ha sopresa e qualcuno che, invece, l’ha delusa? «Sono stati tutti molto bravi.Giocatori come Scotto, Demartis e Lisai sono un lusso per la serie D, ma anche Masala, Casini e tutta la difesa hanno dato il massimo. Se devo fare un nome faccio quello di Ferdinando Raucci, un ragazzo che quando sono arrivato faticava a tenere il passo dei compagni e che ha lavorato tanto fino a diventare una pedina fondamentale della Torres». Si aspettava di poter arrivare alla finale dei playoff? «Sapevo che la squadra era forte e sono soddisfatto di quello che abbiamo ottenuto. Abbiamo lavorato tanto. Abbiamo aggiustato qualcosa dal punto di vista tattico e siamo cresciuti soprattutto dal punto di vista della convinzione». Non ha neanche un rammarico? «Abbiamo perso qualche punto per strada, ma sapevo che sarebbe successo. Non si possono vincere tutte le partite e non l’ho mai pensato. Però non abbiamo mai mollato e questo mi aiuta a non avere nè rimpianti, nè rammarichi. Abbiamo davvero dato tutto». Pentito di avere accettato la panchina della Torres? «Assolutamento no. Ho detto subito sì e credo di aver fatto il mio lavoro con l’onestà di sempre. Ho la coscienza a posto. Ringrazio Andrea Colombino e Giuseppe Pisano perchè sono stati loro a offrirmi la panchina rossoblù». Si aspettava una conclusione del genere? «Mi ha dato molto fastidio. Come le ho già detto io dal giorno del derby con l’Olbia non ho più sentito la società. Ho letto il comunicato con il quale è stato annunciato l’ingaggio di Gugliemo Bacci, al quale faccio i migliori auguri, ma ancora nessuno mi ha detto che non sono più l’allenatore della Torres. Sono offeso non per il “licenziamento” ma per la mancanza di rispetto della nuova dirigenza e, in particolare di Daniele Piraino, nei miei confronti. La dirigenza ha tutto il diritto di fare le scelte che ritiene più opportune ma l’educazione e la correttezza nei rapporti personali non sono contrattabili». Piraino ha detto che lei aveva già raggiunto un accordo con la Nuorese... «Piraino è anche un bugiardo. La storia della Nuorese è una bufala e non lo dico io ma anche il presidente della squadra verdeazzurra Michele Artedino». Ha letto il comunicato con la quale la Torres ha annunciato la “cacciata”di Scotto e Demartis? Che cosa ne pensa? «Sono senza parole. Mi domando come faccia uno come Daniele Piraiono a parlare di mancato attaccamento alla maglia da parte di due giocatori che avrebbero dato il cuore per vincere il campionato. Siamo all’indecenza e lo voglio dire forte ancora una volta: la squadra ha dato tutto quello che poteva. E credo che i tifosi lo sappiano». Non è un peccato distruggere tutto? «Direi che è un delitto. La mia Torres con tre o quattro rinforzi avrebbe potuto provare a vincere il prossimo campionato. Invece non so che cosa accadrà». E’ pessimista? «Direi realista. Il punto debole non era la squadra ma la società. Cominciassero a pagare gli stipendi invece di dire stupidaggini. E non ci costringano a fare le vertenze». Qual è il ricordo più bello della stagione? «Il ricordo è quello di un gruppo fantastico e di uno stadio di nuovo affollato. Mi inorgoglisce il fatto di aver riavvicinato i tifosi alla squadra dimostrando che a Sassari c’è ancora tanta passione per il pallone. Mi auguro che la squadra possa fare meglio di quello che abbiamo fatto quest’anno ma lasciatemi dire che ho molti dubbi». E Marco Sanna da dove ripartirà? «Non lo so. Sono sul mercato e aspetto proposte. Mi auguro di poter lavorare su un progetto serio e possibilmente biennale. Sarei rimasto a Sassari ma purtroppo è andata così».

Antonio Ledà - La Nuova Sardegna



 
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Re: L’allarme di Marco Sanna: «Così uccidono la Torres» (Voto: 1)
di pattadese il Mercoledì, 08 giugno @ 12:52:03 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
mi piange il cuore a dover leggere queste cose ... allo stesso mi fanno una rabbia incredibile. Fuori la merda dall'acquedotto



Re: L’allarme di Marco Sanna: «Così uccidono la Torres» (Voto: 1)
di giuseppe il Mercoledì, 08 giugno @ 12:54:45 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Vergognoso



Re: L’allarme di Marco Sanna: «Così uccidono la Torres» (Voto: 1)
di panters il Giovedì, 09 giugno @ 08:58:05 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Un comportamento inqualificabile con chi ha dato l'anima per questa maglia.






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