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 La volata playoff parla sassarese

Rassegna stampa

Duecentosettanta minuti al fischio finale del campionato. Tre gare che serviranno per definire la griglia dei playoff con quattro squadre che hanno già un piede dentro e una quinta, il Samassi, che non ha ancora perso le speranze di riagganciare il treno promozione. Atletico Uri, Sorso, Stintino e Torres si stanno preparando alla volata finale con la consapevolezza di aver disputato un grande campionato e con la voglia di arrivare sino in fondo.



Il piazzamento nella regoular season è importante perchè la seconda e la terza giocheranno lo spareggio in casa con il vantaggio di superare il turno in caso di pareggio dopo i supplementari. Le ultime tre gare di campionato assumono perciò un sapore particolare anche perchè la classifica e cortissima e la griglia - salvo risultati clamorosi - si deciderà solo al fotofinish. Abbiamo chiesto agli allenatori della quattro squadre del Sassarese coinvolte nella volata di fare il punto della situazione e azzardare un pronostico sul finale di stagione.

Tortora: «Siamo cresciuti tanto e non ci fermeremo»
Il pareggio in casa dell'Atletico Uri nell'ultimo turno di campionato ha lasciato un po' di amaro in bocca ma in casa Torres il morale resta alto e il traguardo dei playoff sembra sicuro. A tre giornate dalla fine del campionato i rossoblù hanno quattro punti di vantaggio sul Samassi e la speranza (più che fondata) di andare a recuperare qualche altra posizione in classifica. Pino Tortora, il mister che ha preso in mano la squadra nel momento più duro della stagione e la sta guidando all'inseguimento della D si dichiara moderatamente ottimista. «Ci aspetta un finale di campionato difficile perchè nessuno ci regalerà nulla e dovremo tenere alta la concentrazione. Però i ragazzi stanno bene sia fisicamente che mentalmente e io sono sicuro che faranno di tutto per regalarsi la coda dei playoff».Il calendario non è proibitivo anche se alla ripresa del campionato dovrete ospitare il Castiandas, neo vincitrice del campionato.«Sì, non sarà una passeggiata e sarebbe un errore pensare di trovare una squadra appagata e in vena di regali. Non sarà così e dovremo dare tutto per prenderci i tre punti».Poi vi aspetta una trasferta a Orroli e l'ultima in casa con il Tonara. Sembra un finale in discesa.«Sulla carta sì, ma non fidiamoci. L'Orrolese non è ancora retrocessa e anche il Tonara ci terrà a fare bella figura al Vanni Sanna. Dovremo essere bravi noi».Crede che il quadro dei playoff sia ormai deliniato.«Uri, Sorso e Stintino sono praticamente dentro. Noi abbiamo quattro punti di vantaggio sul Samassi. In linea di massima direi che i giochi sono fatti».Potendo scegliere quale avversario preferirebbe incontrare?«Sono tre quadre che si equivolgono, costruite per arrivare in alto e con giocatori importanti. Non ho preferenze».Quanto è importante il fattore campo e che possibilità ha la Torres di recuperare qualche posizione?«Nei playoff ogni partita farà storia a se. E giocare in casa o fuori conterà pochissimo. Anche perchè giocheremo comunque nel sassarese contro altre squadre sassaresi. L'unico vantaggio è la formula che prevede, in caso di parità dopo 120 minuti, che passi il turno la squadra meglio piazzata in classifica. Questo potrebbe crearci qualche problema. Ma l'importante è arrivare ai playoff e arrivarci bene».E' soddisfatto del suo lavoro?«Assolutamente sì. Ho preso in mano una squadra costruita molto male e con il morale a terra. C'è voluto un po' di tempo per darle la mia impronta me adesso i risultati si vedono. Stiamo viaggiando a una media di quasi due punti a partita (40 in 22 gare) e abbiamo la miglior difesa del campionato e il terzo migliore attacco. I ragazzi sono rigenerati anche dal punti di vista fisico e mentale e possono ancora crescere».

Scotto: «Già esserci è una vittoria»
A tre giornate dal termine del campionato si avvicina il tempo dei consuntivi. Ovviamente anche per il Sorso. La squadra di Pier Luigi Scotto ha ancora un impegno casalingo, sulla carta importante, con lo Stintino di Stefano Udassi, distaccato in classifica di un solo punto. Sarà una gara tutta da vedere anche se l'inclemenza del tempo potrebbe mettere in dubbio che si giochi alla Piramide. In settimana la squadra si è allenata nel Comunale di Tergu e venerdì è saltato l'incontro amichevole con una formazione locale. Sul momento del Sorso e sulle sue speranze abbiamo sentito il mister Pierluigi Scotto. «Non vogliamo cercare giustificazioni però è innegabile che affrontare l'avversario fuori le mura con il nostro pubblico decimato a causa degli spostamenti, giocare su terreni non abituali ci ha danneggiato non poco. Nonostante tutto qualche volta ce la siamo cavata bene. Vorrei ricordare che questo fatto ci ha anche procurato una massiccia serie di infortuni che ancora stiamo pagando».In effetti il Sorso ha patito delle assenze per infortunio di Giuseppe Silvetti, Mirko Delrio, Lorenzo Pes, Giacomo Cocco, oltre a quelli di Ivan Delrio, di Luca Ruggiu e altri titolari non facilmente sostituibili. In qualche maniera la Società ha riparato con l'inserimento di Gutierrez, Recino, Scano e per ultimo Simone Golia sembra in via ripresa dopo una seria distrazione muscolare. «Sono soddisfatto del nostro campionato - continua Scotto - anche se molti si erano convintie che il Sorso avrebbe dovuto primeggiare. Per una matricola non è facile. Può accadere ma dobbiamo considerare che siamo una squadra completamente nuova in ogni settore che ha dovuto affrontare avversari già esperti e molto forti. Penso al Castiadas che io ho allenato lo scorso anno ma anche all'Atletico, al Muravera, al Samassi, alla stessa Torres e allo Stintino. Tutte compagini di ottimo livello. Noi siamo lì. Non siamo mai usciti dal gruppo dei playoff. Non voglio polemizzare ma credo che il progetto iniziale sia stato centrato».

Salaris: «Non penso alla D, però...»
«Il campionato disputato fino ad oggi è stato molto positivo, siamo partiti con qualche incertezza ma devo dire che siamo rimasti sempre nelle zone alte della classifica con merito per tutto questo tempo». Peppone Salaris, mister dell'Atletico Uri delle meraviglie continua il suo percorso fatto di successi e di grandi soddisfazioni ormai a un passo dai playoff.Mister, a meno tre gare sala fine vi trovate al secondo posto, riuscirete a consolidare questa posizione?«Sì, cercheremo di mantenere la seconda piazza fino alla fine, ma se così non fosse sarà comunque un risultato eccezionale entrare nella lista dei playoff».Si aspettava di disputare un campionato così a buon livello oltretutto distinguendovi come squadra che sta esprimendo il miglior calcio dell'Eccellenza? «Non conoscevo il campionato e sinceramente non sapevo quale ruolo avrebbe potuto recitare la mia squadra. Per il buon gioco il merito è dei ragazzi. Se hai degli scarponi c'è poco da fare, ma se hai dei buoni giocatori il compito dell'allenatore è solo quello di trasmettere e insegnare dei concetti fondamentali che devono essere messi in pratica».Al primo anno con l'Atletico è riuscito a farsi volere bene da tutti, quale è il segreto?«Segreti nel calcio non ce ne sono, io cerco di trasmettere cose semplici, ho giocato per 20 anni a calcio e mi sono divertito tanto con responsabilità. Da allenatore chiedo entusiasmo, passione, e cerco di dare me stesso. Dai ragazzi però pretendo molto... è un dare e avere».Tre dei suoi giovani sono stati chiamati a disputare il Torneo delle Regioni, che importanza ha per lei e la società? «Pireddu, Galante e Milia sono giovani con potenzialità enormi. Mi auguro che questa vetrina possa dare loro la visibilità che meritano, ma non dimentichiamo anche gli altri giovani Budroni, Dalerci e Tedde junior».Mister, sembrerà azzardato parlare di serie D, ma un piccolo pensiero ce lo sta facendo? «Sono sincero non ci penso, perché ora il nostro pensiero è rivolto ai playoff. Un passo alla volta poi vedremo».

Udassi: «Siamo piccoli ma bellissimi»
Lo Stintino calcio è una matricola terribile che dopo quasi 50 anni di storia fatta di umile gavetta tra la Terza e la Prima categoria è diventata una realtà interessante della massima serie regionale. Quarta in classifica e in piena zona playoff, area che i biancocelesti non hanno mai lasciato in 27 partite giocate. Un'ascesa sportiva strepitosa per una piccola comunità di 1600 abitanti. Così se ieri Stintino era "solo" sinonimo di mare da sogno e turismo oggi al nome della località si associa anche il calcio, anzi il bel calcio. Stefano Udassi gongola e si gode la creatura di cui è indiscutibilmente uno dei padri. Guai però a parlare di miracolo. «La parola miracolo non è corretta - corregge il tecnico biancoceleste - perché nulla è piovuto dal cielo in maniera casuale e fortuita. C'è invece tanto lavoro d'equipe e programmazione dietro il nome Stintino calcio. C' è l'impegno quotidiano e assiduo dello staff tecnico, di un team di dirigenti appassionati e competenti che fanno encomiabili sforzi e di uno straordinario gruppo di atleti. Il paese di Stintino, nonostante le difficoltà logistiche attuali, ci sostiene e ci spinge come può e a modo proprio, con discrezione ma con giusta efficacia. L' ambiente ti lascia lavorare senza pressioni e nel contempo c'è comunque affetto e curiosità».Mister i playoff sono ormai a portata di mano.«Restano tre partite da giocare. Sono tutte e tre difficilissime: Ghilarza, Sorso e Monastir. Si tratta di tre avversari molto validi e anche loro, come noi, motivatissimi. Siamo arrivati fino a qui e vogliamo andare avanti. Puntiamo decisi al secondo posto per usufruire delle migliori condizioni possibili».Vincere i playoff può voler dire un salto in Serie D. Un campionato sicuramente impegnativo. Secondo lei Stintino è già pronto per questa categoria?«A noi interessa vincere, poi vedremo. In fondo anche lo scorso anno qualcuno ci chiese se era possibile per Stintino fare l'Eccellenza e credo che il campo abbia già dato la giusta risposta».

Antonio Ledà, Germano Nurchis e Franco Cuccuru - La Nuova Sardegna



 
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