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 Pinna: «Il record? Festeggerò domenica»

Rassegna stampa

Quindici minuti di applausi sotto la curva Nord. Un lungo coro per salutare il record stabilito da Tore Pinna. Il portiere ha raggiunto le 342 presenze con la maglia rossoblù. Come lui soltanto Paolo Morosi, a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta. La preistoria del pallone.



Pinna si aspettava una dimostrazione di affetto così calorosa? «E' stato bellissimo. Un'emozione vera che ho provato poche volte nella vita». Domenica può diventare il rossoblù con più presenze di sempre. Lo farà in una gara fondamentale per il futuro della Torres. «Infatti non sto pensando al record. Certo mi fa piacere essere arrivato fino a questo punto però la cosa più importante è tornare da Cannara con un risultato utile». Si riparte dall'1-0. C'è un po' di rammarico? «Meglio non parlarne. Domenica dovevamo chiudere la partita con 4 gol di vantaggio. E sarebbero stati ancora pochi. Purtroppo siamo stati poco precisi sotto porta». Merito del portiere avversario o degli attaccanti della Torres? «Metà e metà. Il portiere del Cannara è stato molto bravo ma anche noi abbiamo sbagliato tanto. Un po' di freddezza in più e saremo stati tutti più tranquilli». Non avrete paura del Cannara? «Paura no. Però io ho già vissuto situazioni del genere e non mi fido. Nel calcio non puoi mai sapere come va a finire. E un solo gol di vantaggio non è una garanzia». Mister Tortora nel dopo gara ha detto che la Torres scenderà in campo per vincere anche in Umbria. «Credo che sia l'atteggiamento giusto. La Torres ha dimostrato in questo finale di campionato e nei playoff di non essere seconda a nessuna. Se giochiamo come sappiamo e come fatto domenica vinceremo anche la gara di ritorno».Come state vivendo questa finale? «Il morale è molto alto e non può che essere così. Abbiamo vissuto una prima fase di stagione tormentata ma da gennaio in poi è stato un continuo crescendo. Il gruppo è molto solido e c'è il clima giusto per cogliere un risultato che cinque mesi fa sembrava irraggiungibile». Torniamo al suo record: 342 partite sono una vita.«Ho giocato con la maglia rossoblù per dieci stagioni dall'Eccellenza alla C1. Sono il capitano di una squadra che sento mia e che sarà sempre la mia». Avrebbe potuto demolire il record di Morosi se fosse rimasto sempre a Sassari. «C'è stato un periodo nel quale ho ricevuto offerte che non potevo rifiutare. Ho giocato in serie B con il Pescara e ho difeso la porta della Salernitana, del Grosseto e del Taranto. Sono state comunque belle esperienze che mi hanno aiutato a crescere». Adesso deve riportare la Torres in D. Lo aveva promesso alla fine della stagione 2016-2017. «Ci siamo vicinissimi e non vogliamo sbagliare. Lo dobbiamo a noi stessi e ai tifosi che ci hanno seguito con un calore e un affetto davvero speciali. Anche domenica saranno in tanti a partire per l'Umbria. Vinceremo anche per loro e festeggeremo tutti assieme.

Il Cannara non vuole cambiare campo
L'unica certezza è che Cannara-Torres, gara di ritorno della finale dei playoff di Eccellenza si giocherà domenica. Sul dove e sull'ora di inizio il mistero è più fitto che mai. La Torres ha chiesto, già da tempo, che la gara venga disputata su un campo che garantisca «tranquillità e sicurezza»ai tifosi sassaresi che seguiranno la loro squadra in Umbia. Lo stadio di Cannara ha una capienza che raggiunge a malapena i 500 posti e non ha settori riservati agli ospiti. Che cosa succederà se, come sembra, da Sassari partiranno diverse centinaia di supporter rossoblù? Quanti riusciranno ad entrare nello stadio e quanti resteranno fuori?Il problema non è di poco conto e infatti del caso si stanno occupando anche i funzionari della Questura turritana e i loro colleghi di Perugia. La soluzione proposta dalla Torres è quella di spostare la sede per la finale a Foligno (distante appena 12 chilometri da Cannara) o in un altro campo della zona che garantisca l'accesso a tutti ed eviti contatti tra le tifoserie. I dirigenti del Cannara hanno promesso di tenere in considerazione la richiesta ma ancora ieri hanno nicchiato. «Abbiamo giocato tutto il campionato nel nostro stadio e vorremo concluderlo in casa» hanno detto. Sottovalutando l'importanza della gara e il seguito della squadra sassarese. Prevarrà il buon senso?Vedremo nelle prossime ore anche perchè ai tifosi sassaresi non può essere impedito di partire per l'Umbria e chi parte deve essere messo nelle condizioni di sapere dove si giocherà e dove si possono acquistare i biglietti.

Antonio Ledà - La Nuova Sardegna



 
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