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 Epico 4-4 in Umbria la Torres torna in D

Rassegna stampa

Non è azzardato scomodare Italia-Germania, o, in tempi più recenti, la sfida tra Juve e Inter dell'ultimo campionato. Torres-Cannara, finale dei playoff di Eccellenza, ha regalato le stesse emozioni. E forse di più, perchè i sassaresi sono usciti imbattuti sul campo di una squadra che si è rivelata più tosta previsto.



La sfida e stata emozionante perchè la Torres è andata sotto dopo appena 4 minuti di gioco con un calcio di rigore molto dubbio ma avuto la forza di reagire, mettere la freccia e portare a casa un 4-4 che merita la definizione di "epico". Tortora questa volta non ha mischiato le carte ma ha confermato la formazione lasciata intuire alla vigila schierando Francesco Bianco al centrocampo al posto di Scioni (squalificato) e preferendo Chelo a Buba Diuf nel ruolo di prima punta. Per il resto difesa a quattro con Minutolo e Merenda davanti a Pinna con Casu e Chessa esterni. A centrocampo hanno giocato Bianco, Mannoni e Piga mentre Sarritzu e Spinola hanno completato il tridente di attacco. Il Cannnara ha riproposto il 3-5-2 già fatto vedere a Sassari con Menichella nel ruolo di regista a Di Giuseppe e Raccichini in attacco. Sacrificato, ancora una volta Fastellini, che si è dovuto accomodare in panchina.Al via gli umbri passano. Di Giuseppe si infila tra Minutolo e Casu e l'arbitro, il signor Pezzopane dell'Aquila, vede gli estremi per un rigore. Dal dischetto Raccichino non perdona spedendo la palla alla sinistra di Pinna. Poteva essere l'inzio della fine. Una mazzata da ko che invece ha avuto l'effetto di una sferzata su una squadra che quest'anno ha sempre remato contro corrente.La Torres ha reagito e dopo due affondi di Sarritzu senza fortuna e una conclusione sbilenca di Mannoni ha ricacciato indietro gli avversari. Al 35' Minutolo è volato in cielo su un calcio d'angolo battuto da Mannoni anticipando Battistelli e Di Giuseppe. Sull'1-1 sono stati gli umbri ha trovare la forza di ributtarsi in avanti e chiudere il tempo con una splendida punizione di Raccichini che non ha lasciato scampo al portierone rossoblù.Al rientro in campo il Cannara si è avventato sugli avversari ma la la Torres ha confermato di avere un cuore straordinario. Al 4' Chelo, tutto solo davanti alla porta, ha centrato l'incrocio dei pali e, un minuto dopo, su una punizione d Mannoni Minutolo ha allungato la traiettoria del pallone e Sarritzu ha riportato le squadre in parità. I festival del gol è andato avanti con Spinola, protagonista di un contropiede micidiale al 19', e con Anselmi al 35'. Sul 3-3 anche il pubblico di casa ha capito che la sfida era decisa (al Cannara sarebbero serviti altri due gol) ma la Torres non si è accontentata e in piena zona Cesarini si è procurata un calcio di rigore che Mannoni ha trasformato con freddezza. Gara finità? Ancora no, perché al 49' abbondante, Anselmi ha scaricato tutta la sua rabbia con un destro velenoso. Pinna ha deviato il pallone e Minutolo non è riuscito a impedire che entrasse in rete. Alla fine il 4 a 4 è onesto e alla Torres basta e avanza per dare il via alla festa. Il pomeriggio di Bastia Umbra si è colorato di rossoblù e resterà per sempre nella memoria di chi ha seguito la squadra nella sua ultima trasferta stagionale e di chi ha sofferto a casa.

All'ippodromo una bolgia rossoblù
Mezza curva nord in trasferta in Umbria, l'altra metà - con aggiunte di tifosi di varia estrazione - nella pineta dell'Ippodromo "Pinna" davanti al maxi schermo che proiettava le immagini della gara. Una giornata lunghissima a forti tinte rossoblù, per una folla emozionata e festante come nei giorni migliori. Con i momenti clou alle 16,25, al fischio finale del match, e a tarda notte, quando il pullman dei giocatori torresini, al rientro a Sassari, è entrato trionfalmente nella struttura di via Verona.Bambini, anziani, giovani, famiglie intere. In tanti hanno scelto di trascorrere la loro domenica all'ippodomo. «Complicatissimo da organizzare, bellissimo da vivere, lo rifarei cento volte», dice a fine gara Mario Caredda, ideatore e organizzatore di questo evento: insieme allo staff del suo Cafè Bottega ha messo in piedi un'organizzazione che ha permesso al popolo rossoblù di restare unito nel giorno dell'addio al campionato di Eccellenza, facendo il bis dopo il grande successo di due settimane fa al parco di Baddimanna. Cori da stadio, bandiere al vento, fumogeni, applausi e birra a fiumi. Con qualche momento di apprensione solo dopo il gol dell'1-0 siglato a freddo dal Cannara. Ma il timore della beffa è durato un attimo. Poi spazio solo alla festa, che è proseguita per tutto il pomeriggio e anche oltre: a tarda notte giocatori, staff e dirigenti rossoblù, rientrati in Sardegna con l'ultimo volo Roma-Alghero, hanno trovato ad attenderli all'ippodromo un centinaio di irriducibili. Addio Eccellenza, a mai più rivederci.

«Siamo stati tutti davvero bravi»
Aspetti il presidente, hai preparato una sfilza da domande da scriverci un libro poi, a quattrocchi, la prima cosa che ti viene da chiedergli è "che cosa hai combinato?" La risata di Salvatore Sechi cancella l'ansia dell'attesa, la paura di fermarsi a un metro da traguardo, i dubbi su un'operazione che sembrava destinata al fallimento. «Adesso me ne rendo conto. E se guardo indietro dico che siamo stati davvero bravi. All'inizio della stagione non avevo nemmeno il nome della Torres e a dicembre ci davano per morti. Invece eccoci qua. Siamo tornati in serie D ma quello che io considero il mio successo più importate sono le trecento persone che ci hanno seguito in Umbria e le oltre 3000 che domenica ci hanno incoraggiato al Vanni Sanna. Siamo riusciti a risvegliare una passione che stava affievolendosi e questa è la nostra vera vittoria».

Mister 343 presenze piange di gioia
Mister 343 presenze chiude con il nuovo record ma con quattro gol sul groppone. Poco male perchè la sua Torres è di nuovo in serie D e il portiere ha mantenuto la parola. L'anno scorso, uscendo in lacrime da Vanni Sanna, aveva giurato che avrebbe riportato la squadra rossoblù nell'interregione. Gli hanno creduto in pochi e hanno avuto ragione. Tore Pinna (ma da oggi possiamo chiamarlo Torres Pinna, tanto è tutt'uno) è stato il festeggiato numero uno dopo il 4-4 col Cannara. La società di ha donato una maxi targa a forma di maglietta (naturalmente extra large) con i colori rossoblù e il numero 343: tante sono le presenza collezionate dal capitano tra coppe e campionato. I tifosi gli hanno regalato un lungo coro e questa volta le lacrime sono state di gioia. Anche i compagni lo hanno accompagnato negli spogliatoi cantando «c'è un capitano, solo un capitano». Ovviamente a vita.

Gavettoni e birrette: è qui la festa?
I trecento "giovani e forti" (con qualche eccezione) che hanno seguito a Torres nella sua ultima trasferta stagionale non hanno aspettato il fischio finale per dare il via alla festa. Al gol di Spinola che ha portato i rossoblù sul 3-2 hanno capito che non ce ne sarebbe stato per nessuno, E allora via coi cori che costituiscono la colonna sonora della stagione. Quando poi anche il signor Pezzopane ha deciso che era ora di smetterla di sudare anche i rossoblù si sono uniti alla torcida.Festa doveva essere e festa è stata con poliziotti e stewards costretti a fare gli straordinari perché nessuno aveva più voglia di lasciare lo stadio di Bastia Umbra. Anche negli spogiatoi si sono alternati gavettoni e brindisi, con i telefonini roventi e i giocatori di casa testimoni muti di una scena che avevano sognato loro.Il clima è riassunto nelle dichiarazione raccolte a caldo nel dopo gara «Siamo venuti fin qui con le idee chiare - racconta Cataldo Minutolo - Abbiamo un po' di più di difficoltà rispetto alla gara di andata perché il Cannara doveva vincere e ci ha provato. Però siamo la Torres è lo abbiamo dimostrato ancora una volta. Questo è il primo campionato che vinco in carriera e vi lascio immaginare il sapore. Lo deciso a mio fratello che ci ha seguito dal cielo. Sarà felice anche lui». Edoardo Casu non ha dediche da fare ma ha un sassolino che si toglie subito dalla scarpa. «Il rigore concesso al Cannara non c'era - spiega -. Sono stato io ha subire il fallo. Comunque sono felice. Dopo la delusione dello scorso anno avevamo l'obbligo morale di ritornare in serie D».Se la gode anche Mannoni che ha rinunciato a un lavoro per la maglia rossoblù. «Sono strafelice. Avevo già vinto un campionato ma questo ha un sapore particolare perchè l'ho vinto nella mia città, davanti a un pubblico straordinario. Devo ringraziare tutti a cominciare dalla mia famiglia che ha condiviso la scelta e ma l'ha resa più semplice».Anche Carlo Piga ha una dedica da fare e il suo pensiero va ai tifosi. «Vincere così è un'emozione enorme - racconta - ho chiamato a casa e mi hanno detto che anche a Sassari i tifosi sono impazziti di gioia. Chissà al mostro ritorno!» Chiude il giro Buba Diouf. Anche lui ha voglia di scherzare ha assimilato lo spirito cionfraiolo dei suoi concittadini. Si presenta a torso nudo sotto il primo, vero, sole estivo dell'anno. «Io sono l'unico ad avere giocato in casa - attacca - e adesso mi prendo anche un po' di tintarella. Mica ho paura del bruciarmi». Buba ha dimostrato di non avere paura di nulla. Ed è uno dei protagonisti del salto di categoria. «Che bello vincere con la maglia della Torres - spiega - il nostro è un gruppo di uomini veri e il nostro segreto è tutto qui»

La dedica di Tortora: «A un grande gruppo, alla città e ai suoi tifosi»
E' uno di quelli che ci ha sempre creduto («in caso contrario non sarei venuto a Sassari») ma è anche il primo a riconoscere che i suoi ragazzi hanno realizzato un'impresa fuori dalla norma. «E stata una stagione difficile - racconta Pino Tortora - che siamo riusciti a raddrizzare lavorando sodo e mettendoci sempre l'anima. Anche oggi simo andati sotto dopo una manciata di minuti e, perdipiù, su calcio di rigore. Potevamo scomporci e invece abbiamo reagito facendo quadrato e giocando come sappiamo. Io non ho mai avuto paura di perderla. Avevo i visto i ragazzi molto carichi e se è vero che giocare una finale promozione è sempre complicato è anche vero che questa squadra ha dimostrato di avere gli attributi».L'allenatore si gode il suo pomeriggio di gloria e glissa su alcuni errori difensivi che in altri tempi non avrebbe perdonato. «E' vero - ammette - abbiamo concesso un paio di gol che in condizioni normali non avremo mai regalato agli avversari. Però oggi perdono tutti. Eravamo in vantaggio, mancavano pochi minuti alla fine ed eravamo stremati dalla stanchezza e dal caldo. Va bene anche il pareggio, anzi va benissimo».Tortora lo dedica alla squadra e al pubblico sassarese «che anche oggi ci ha accompagnato numeroso e caldissimo. Credo che la spinta della città sia stata fondamentale per risollevarci e spingerci fino a un traguardo che sembrava irraggiungibile».E adesso? Al netto di qualche bagno al mare è già il momento di guardare avanti, anche se Tortora preferisce glissare. Anzi svela un lato meno conosciuto del suo carattere. «Il futuro non lo so. Per me questa era l'ultima partita della stagione e, forse, sulla panchina della Torres. Avevo promesso che l'avrei portata fino alla finale playoff. E l'ho addiritura vinta. Adesso me la godo e poi vedremo. Comunque le dico che ho già ricevuto alcune offerte interessanti da società di serie D».Chissa se il presidente è infornato. Lui aveva promesso un rinnovo biennale al mister ben prima delle promozione. Difficile che faccia marcia indietro proprio adesso che il sogno è raggiunto. Forse è uno scherzo. O forse il commento più sincero è quello dell'ex ds Nello De Nicola ieri in trasferta con la Torres. «Pino? un grande giocatore, un ottimo tecnico ma un rompiballe come pochi».

Il tabellino:
CANNARA: Battistelli, Baglioni, Ricci (37' st, Lolli), Menchinella, Gerarchini, Mattia (12' st Lepri), Camilletti (12' st. Anselmi), Bernardini (23' st Fastellini), Fondi, Raccichini 830' st. De Sanctis), Di Giuseppe. Alletore Francesco Farsi.
TORRES: Pinna, Casu, Chessa, Bianco, Minutolo, Merenda, Sarritzu, Piga, Chelo (47' st Spanu), Mannoni, Spinola (39' st Diouf). Allenatore Pino Tortora.
ARBITRO: Valerio Pezzopane dell'Aquila.
RETI: 4' Racchicini, 35' Minutolo, 45' Racchicini, 5'st. Sarritzu, 19' st. Spinola, 35' st. Anselmi, 45' (r) Mannoni, 49' st. Anselmi.
NOTE: Ammoniti Pinna, Chessa, Ricci e Bernardini. Angoli 5-1 per la Torres. Spettatori 1500 circa. Campo in buone condizioni, giornata afosa. Recupero 1' e 6'.

Antonio Ledà - La Nuova Sardegna



 
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Re: Epico 4-4 in Umbria la Torres torna in D (Voto: 1)
di Luca32 il Lunedì, 11 giugno @ 12:33:44 CEST
(Info Utente | Invia un Messaggio)
Il ringraziamento va ovviamente a TUTTI, ma soprattutto a Salvatore Sechi che ha iniziato questa nuova avventura. Ora c'è tutto il tempo per programmare la D, ovviamente da protagonisti. Continuano con questo bel gruppo, Tortora in primis. Avanti così!






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