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 «Vogliamo restituire la Torres ai sassaresi»

Rassegna stampa

La nuova Torres, la Torres 2.0 che appena cinque giorni fa è passata dalle mani di Salvatore Sechi ad Abinsula Sport, costola della start up che ha raggiunto evidenza internazionale, riparte da Sassari e dai sassaresi. Ce ne sono tanti, nello staff tecnico. Tutti di marcata fede e storia torresina. Pinna, Frau, Gadau. E Udassi, Stefano Udassi, presidente.



Garriscono le bandiere sassaresi, nel nuovo rossoblù. «Sì, rappresentano la torresinità e sono tutti ragazzi che per competenza e figura personale hanno fatto sì che la scelta ricadesse su di loro». Ieri avete presentato un organigramma tecnico completo, come a Sassari non si vedeva da anni. «Ciascuno al suo posto, a ciascuna la sua area di competenza e si collabora per l'obiettivo comune».Udassi giocatore, allenatore, adesso presidente. Ha completato il ciclo, e lo fa tornando in quella che è casa sua.«Non è stata una sorpresa. L'idea maturava da tempo, mi era stato proposto il ruolo ma solo ora si è concretizzato tutto. La mia è stata la scelta del cuore e della ragione. Del cuore perché sapete cosa è la Torres per me, che ne sono stato anche capitano. È un grande motivo d'orgoglio, non lo avrei sognato neanche nel sogno più bello, di tornare a casa con questo ruolo così prestigioso».Ma è anche una bella responsabilità, dopo anni di anonimato per la Torres.«Sì, un onore e insieme un onere. E questa responsabilità la sentiamo tutti, qui. Vogliamo far bene, vogliamo ridare credibilità alla Torres. Il nostro obiettivo è restituire la Torres alla città». Con un modello nuovo, da queste parti. Una proprietà e una dirigenza. Come alla Juventus. «Vero, con i dovuti paragoni ma l'idea è quella, l'idea del modello aziendale di Abinsula. Io rappresento la società e tutti vogliamo darci un taglio moderno, proiettati nel futuro». Che per la Torre prevede... «... prima di tutto crescere, gettando basi solide sulle quali costruire. Il nostro è un progetto a lunga scadenza, e ci auguriamo di portare la Torres dove tutti i tifosi sognano di arrivare». Allora scorriamo le prime lettere dell'alfabeto: A, B... «Lasciamo perdere le lettere, ma che siamo ambiziosi lo diciamo, sì. Con tanto lavoro, senza fare proclami, con grande umiltà ma ambiziosi». Avete affidato la panchina ad Alfonso Greco. «Ha fatto molto bene in una realtà come quella di Lanusei, è bravo a valorizzare i giovani, ha un grande passato da calciatore e ha maturato tanta esperienza in panchina. In più, aveva altre offerte anche vicino a casa sua nel Lazio ma ci ha aspettati. Anche questo conta. Ma soprattutto ha grandi motivazioni e la stessa nostra "fame"». Il calcio nel Nord Ovest sardo è parecchio smagrito. «E noi vogliamo iniziare a essere un punto di riferimento per tutto il territorio, un esempio e un volano anche per i giovani». Il legame con l'altra squadra sassarese, il Latte Dolce, resta. «Bisogna essere chiari: Torres e Latte Dolce sono due entità ben distinte. Noi siamo aperti alla collaborazione con tutte le realtà del territorio, e i buoni rapporti non sono in discussione ma ciascuno cammina con le proprie gambe». Riuscirete a far tornare i tifosi al "Vanni Sanna"? «I tifosi e lo stadio sono uno dei nostri primi obiettivi, ci stiamo lavorando 24 ore su 24 con la proprietà e i collaboratori per rendere l'impianto il più dignitoso possibile. Siamo alla Torres da neanche una settimana, il lavoro non manca ma ci stiamo impegnando al massimo perché vogliamo restituire dignità a quella che consideriamo non la nostra casa, ma la casa della Torres e dei torresini. E lo stadio è fondamentale per restituire la Torres alla città, per ricreare entisiasmo, positivià ed empatia. L'Acquedotto deve diventare casa nostra. Intendiamoci, non voglio fare il ruffiano per ingraziarmi i tifosi ma l'idea è proprio questa. E ringraziamo Abinsula Sport per i grossi investimenti e i sacrifici che ha fatto e sta facendo. Farà di tutto per portare dove tutti sogniamo la Torres, dal 1903 patrimonio della città.

Dna rossoblù, è stato un grande capitano
Sassarese del quartiere di Carbonazzi, cinquantanni da compiere in dicembre, la Torres nel Dna e una spiccata simpatia per la Juventus, Stefano Udassi è sposato e ha due figlie. La prima di 19 anni, la seconda di 15. Il calcio è stato ed è ancora la sua vita ma non ci si è incatenato, e dieci anni fa ha messo su una piccola azienda che si occupa di materiale medico-sportivo. Adesso con il nuovo incarico la Torres lo occuperà a tempo pieno, come fu in avvio di carriera. Attaccante dallo spiccato senso per la porta, buon passatore e affatto egoista, si è sempre distinto per personalità e autorevolezza anche sul campo diventando con il tempo il capitano della squadra. Una volta smessi i colori rossoblù ha giocato con l'Ittiri, l'Olbia, la Nuorese e il Castelsardo. Da allenatore ha cominciato con la Gynasium Sassari in Seconda e Prima categoria, poi Castelsardo, Tergu, Stintino e Latte Dolce. Sempre nell'area del Sassarese. Fino al ritorno a casa, alla Torres, da presidente.

Anche Gadau, Pinna e Frau tra le "bandiere" nello staff tecnico
Ieri la Torres ha ufficializzato il nuovo staff tecnico, che vede al suo interno la presenza di numerose figure storicamente legte alla Torres. Il settore verrà guidato dal direttore dell'area tecnica Alessandro Gadau, ex giocatore rossoblù. Il direttore sportivo è Andrea Colombino, che la scorsa stagione si è distinto nell'allestire un pimpante Carbonia, matricola nel torneo di serie D. Il ruolo di team manager è stato invece affidato a Lello Mela. L'allenatore della prima squadra, che la prossima stagione disputerà ancora una volta il torneo nzionale di serie d, è Alfonso Greco, che si è messo in mostra lo scorso campionato alla guida del Lanusei. A fianco a lui in panchina, come vice, Alessandro Frau, una bandiera della Torres. Nella sua carriera ha indossato anche le maglie della Roma e dell'Inter. Giocatore dotato di grande tecnica, fino allo scorso anno giocava ancora in Seconda categoria. Il collaboratore tecnico che si occuperà della preparazione dei portieri è Tore Pinna (una promozione dalla C2 alla C1 con i sassaresi, recordman di presenze), anche lui bandiera della Torres, anche con Leonardi e Cuccureddu. Due infine i preparatori atletici: Diego Mingioni e Sandro Cozzula (un ritorno).

Mario Carta - La Nuova Sardegna



 
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