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 La Torres abbassa la testa. Solo un pari col Gladiator

Rassegna stampa

Il segnale di resa arriva con un altro pareggio casalingo. Il mancato successo col Gladiator, lontano 20 punti in classifica, non può avere altro significato. Addio agli ultimi spiccioli di speranza in chiave primato, col Giugliano volato a +9 a sei gare dalla fine, alla Torres non resta che concentrarsi sui playoff cercando di strappare il miglior piazzamento.



Il periodo non è dei migliori e si capisce anche dalle assenze, che costringono l'allenatore a varare una formazione inedita e per certi versi "fantasiosa". All'indisponibilità degli squalificati Samuele Pinna e Diakite si aggiunge quella del capocannoniere Gigi Scotto, che deve risolvere il fastidioso problema alla caviglia e dopo la sfida di mercoledì ad Arzachena non può sostenere altra fatica. La difesa è quella solita, con i centrali Antonelli e Dametto e i giovani Rossi e Mukay come esterni, il centrocampo si regge sulle gambe e sui polmoni di Masala e sull'esperienza di Bianchi, poi è una girandola di novità, nei nomi e nelle posizioni in campo. E' presente dal via Demartis, che indossa la fascia di capitano, e fa il trequartista con Ruocco a sinistra e Sabatini a destra. Il terminale offensivo è Lisai, nelle vesti di "falso nove", ma la scarsa confidenza con questo tipo di schieramento porta spesso là davanti a pestarsi i piedi, senza produrre grandi giocate individuali e neppure pericolose trame corali. Tutto sarebbe forse stato diverso se pochi secondi dopo l'inizio la galoppata di Sabatini sulla sua fascia, chiusa con un ghiotto traversone al centro, avesse trovato più coordinato Demartis per il tocco in rete, invece il capitano sotto porta non impatta bene e l'occasione sfuma. Giusto un'altra manciata di secondi e la Torres dal possibile fulmineo vantaggio si ritrova sotto: il Gladiator dopo lo scampato pericolo si riversa in avanti e Panaioli fa centro, gelando la difesa sassarese. I campani ricambiano all'8' il "favore", regalando il pareggio ai rossoblù con il retropassaggio di Puca che sorprende il suo portiere, lontano dai pali. La squadra ospite mostra la sua pericolosità con i calci piazzati del suo capitano, Tomi al 19' spaventa Salvato, che sfiora e manda sulla traversa, poi spetta al collega De Luca raccogliere applausi, respingendo la gran botta di Demartis al 24' e il colpo di testa di Ruocco sull'angolo che ne consegue. Al 29' una distrazione in mezzo al campo consente a Varela di rubare palla, avanzare verso la porta torresina e conquistare un'invitante punizione che lo specialista Tomi trasforma nel nuovo vantaggio ospite.I sassaresi riescono a riequilibrare il punteggio al 9' della ripresa, iniziata in modo deciso, con un gran colpo di testa di Sabatini sul lancio di Masala. Acciuffato il pari, si può andare alla ricerca del gol della vittoria. Ma l'impresa è più ardua del previsto per la Torres, che gioca anche la carta dell'esordio di Cani e mette pressione al Gladiator senza però riuscire a sfondare e in verità neppure a costruire occasioni nitide. Il 2-2 resiste e porta con sé altri rimpianti.

«Abbiamo dato tutti il massimo»
È tornato in campo da titolare, è tornato a indossare (col solito orgoglio da vero torresino) la fascia da capitano e ha "rischiato" anche di tornare a segnare. Giacomo Demartis pensa e ripensa a quell'occasionissima a pochi secondi dal via che lo ha visto protagonista e che poteva cambiare, forse, la storia della gara.«Non sono riuscito a impattare bene su quel pallone, mi dispiace per non essere riuscito a incidere in una partita che ha subito preso una piega sfortunata. Il momento non è dei migliori, stiamo facendo i conti con numerose assenze e la fatica per i tanti impegni ravvicinati inizia a farsi sentire. Ma la squadra ha avuto l'atteggiamento giusto, ci abbiamo creduto tutti e dato tutti il massimo. I gol del Gladiator - aggiunge Demartis, uscito dopo un'ora di gioco - ci hanno destabilizzato ma abbiamo riaggiustato per due volte il risultato. Non è stato alla fine quello voluto e ne prendiamo atto, ma dobbiamo andare avanti, senza abbatterci». Risposte chiare sul cammino accidentato dei rossoblù nella seconda parte della stagione: «Non eravamo più abituati a soffrire, stiamo imparando e in questo momento paghiamo anche lo stato fisico, che non è al top. Ma il campionato non finisce qui, c'è un percorso da portare avanti e da concludere con l'accesso ai playoff, senza dimenticare la Coppa Italia. Affronteremo gli impegni futuri con grande voglia e capacità di giocarceli al meglio».

«La troppa frenesia si è rivelata un freno»
Il tecnico di casa si presenta in sala stampa con l'aria afflitta e sconsolata di chi ha appena incassato un'altra pesante delusione. Se potesse star solo a rimuginare sugli eventi del campo, cercando risposte ai tanti perché che gli affollano i pensieri, lo farebbe e molto volentieri. Ma il rituale del dopo gara va rispettato e quasi a denti stretti porge il suo commento a un'altra partita priva di gioia. «Finiamo sempre per complicarci la vita da soli, è stata una gara in sofferenza ma abbiamo provato fino all'ultimo a risolverla». Alfonso Greco prosegue il racconto di un'altra domenica amara, "ci siamo ritrovati subito sotto, e poi costretti a rincorrere il risultato ancora una volta , non è stato facile. Il forcing della ripresa ci ha portato a rimediare agli scivoloni del primo tempo con il gol del pareggio di Sabatini e abbiamo anche cercato di vincere ma l'ansia e la troppa voglia di farcela hanno portato a.... niente. Ci tengo però a dire che i ragazzi hanno dato tutto. Certo, se in quella primissima occasione si fosse segnato forse staremmo qua a raccontare un'altra storia». Dispiacere e desolazione quando si parla di formazione e di assenze importanti. «Le scelte sono state obbligate. Lisai falso nove? Anche questo è dipeso dal fare di necessità virtù». Le variazioni sul tema, per quanto dettate dall'emergenza, non hanno portato i frutti sperati e col sogno del primato ormai spezzato bisogna guardare avanti con altri occhi, quelli dei playoff. «Ora dobbiamo essere bravi e pronti a reagire perchè - dice il mister rossoblù - ci aspettano altre partite importanti. Iniziamo subito a pensare alla prossima, che sarà tra pochi giorni». L'appuntamento è infrasettimanale (domenica è Pasqua e il calendario rispetta la festività), sul campo della Vis Artena che però è appesa, ancora una volta, alla situazione Covid che l'ha appena costretta al rinvio della gara con l'Arzachena.

Davide Sabatini: «Peccato, il gol non è bastato»
Contento ma non troppo. Davide Sabatini è felice per il gol («non avevo mai segnato di testa, è stata una bella prima volta») ma col rammarico che non sia bastato per vincere.«Non ero in un un buon momento, avevo bisogno di ritrovare fiducia. Ho trascorso giorni non facili dopo la rete fallita ad Arzachena e ho sfruttato l'occasione di partire da titolare per rifarmi. Ce l'ho fatta, con una soluzione che non è il pezzo forte del mio repertorio da attaccante. Peccato per aver mancato i 3 punti - ha aggiunto- ma dopo esserci trovati due volte in svantaggio è stato importante anche riuscire a riprendere il risultato. Una soddisfazione parziale, che non può consolarci del tutto». «Ci sono ancora 6 partite da giocare e dobbiamo conquistare più punti che possiamo, per arrivare più in alto possibile».

Il tabellino:
TORRES: Salvato, Mukaj, Rossi (25' st Gurini), Bianchi, Antonelli, Dametto, Masala, Sabatini (32' st Cani), Demartis (13' st Kujabi), Ruocco, Lisai (35' st Turchet). A disp.: Garau, Ferrante, Mignogna, Tesio, Manganuco. All.: Alfonso Greco.
GLADIATOR: De Luca, Caruso, Tomi, Mancini (15' st Flores), Ciampi, Puca, Varela, Marini, Mattiolo, Panaioli (25' st Mistretta), Sambou (15' st Di Fininzio). A disp.: Merola, Fernandez, Garzia, Dommarco, Esposito, Pinto. All.: Sossio Grimaldi.
ARBITRO: Felipe di Catania.
RETI: 2' Panaioli, 8' Puca (autogol), 29' Tomi, 9' st Sabatini.
NOTE: spettatori 2000 circa con piccola rappresentanza ospite. Angoli: 7-5 per la Torres. Ammoniti: Mancini, Caruso (G), Mukaj, Bianchi (T). Rec. 2' pt, 4' st.

Sandra Usai - La Nuova Sardegna



 
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