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 È amara la Coppa della Torres

Rassegna stampa

La Coppa Italia Dilettanti finsce nella bacheca del Follonica Gavorrano. La Torres deve recitare il mea culpa se torna a casa a mani vuote. Imperdonabili gli errori difensivi commessi in occasione dei due gol dei toscani, entrambi subiti quando la formazione sassarese sembrava avere il controllo della gara.



La prima volta i rossoblù sono riusciti a rimetterla in piedi, la seconda non ce l'hanno fatta, complice la stanchezza e la mancanza di idee per mettere in difficoltà un avversario tutt'altro che trascendentale. Le assenze hanno sicuramente pesato ma resta l'amaro in bocca per aver perso da una squadra che non ha dimostrato di essere superiore, è stata abile a sfruttare ogni occasione in modo cinico, approfittando alla grande delle ingenuità dei ragazzi di Greco, molti dei quali apparsi sotto tono. Fa male, brucia e non poco, non aver portato a casa il trofeo ma le finali sono così, vengono decide dagli episodi. La Torres adesso non deve mollare ma provare a vincere i playoff. Può essere una strada alternativa per sperare nel ripescaggio in C.Scelte. Nella Torres gli assenti sono Dametto e Lisai (squalificati), non c'è nemmeno Kujabi infortunato, così come Scotto, che lunedì verrà operato a Brescia. Greco schiera un 4-3-3 speculare a quello del Follonica Gavorrano, nelle cui file c'è l'ex Origlio che risulterà decisivo. Diakite e Ruocco sono gli attaccanti di riferimento, Samuele Pinna gioca inizialmente esterno ma ha libertà di movimento e spesso staziona tra le linee. Riccardo Pinna fa l'esterno sinistro basso, adattato essendo un centrale, vista l'emergenza. Inno nazionale prima del calcio d'inizio in uno stadio che si colora di rossoblù, i tifosi sardi sono in maggioranza. Approccio. La Torres comincia di gran carriera. Aggressiva sui centrocampisti avversari, pressing alto, linee strette tra i reparti, tanti inserimenti senza palla. Il Follonica aspetta, non si scopre. La tattica dei toscani sembra chiara: giocare di rimessa e provare a sfruttare i varchi. La formazione di Bonura è pericolosa quando riparte, le punte sono veloci e se vengono innescate possono fare male. E proprio da un errore grave di Ferrante nasce il vantaggio. La legge dell'ex colpisce ancora, è infatti Origlio a metterla dentro sull'assist preciso di Del Rosso. Per i rossoblù è come ricevere un pugno allo stomaco. Va sottolineato che troppe volte la formazione isolana ha concesso l'uno contro uno agli avversari, commettendo un'ingenuità imperdonabile, soprattutto quando davanti hai dei giocatori che hanno nella velocità la loro arma migliore. La Torres è nel pallone e rischia di subire ancora. I pericoli vengono dalle corsie con Giustarini e Liurni, imprendibili per una difesa spesso schierata male.Reazione. Il gol del pari arriva da una palla inattiva. Samuele Pinna tocca per Antonelli, cross in mezzo e Ruocco brucia sia Diena che Ampollini e la mette dentro di testa. Esplode la gioia dei tanti tifosi. È la conferma che se il Follonica viene attaccato con giocate in verticale soffre tantissimo. Si fa male Riccardo Pinna, dentro Mukaj. La Torres continua a soffrire sulla sua fascia sinistra, non si riescono a trovare le contromisure per arginare Liurni che fa ciò che vuole. Equilibrio. La Torres torna in campo e dà l'impressione di essere posizionata meglio. Le ripartenze del Follonica sono più sporadiche. La squadra di Greco sfiora il gol con Turchet e Antonelli, gioca con personalità, le trame sono più fluide e le occasioni fioccano. Manca il colpo del ko e se non segni... Il nuovo vantaggio del Follonica arriva all'improvviso con Ampollini da calcio d'angolo. Ruocco e Mukaj fanno le belle statuine, il difensore centrale colpisce indisturbato di testa e fredda Garau. Succede più o meno quanto accaduto nel primo tempo, quando la Torres sembrava avere il controllo della gara e viene colpita. Sabatini e Demartis le carte di Greco per rimetterla in piedi. L'assalto finale produce una mezza occasione di Demartis, per il resto solo azioni confuse, senza un senso logico. La Torres deve resettare e pensare ai playoff. Domenica c'è l'Arzachena a Sassari. Resta l'applauso finale dei tifosi ai giocatori, vale tantissimo.

«Dispiace tantissimo che sia finita così, ora pensiamo ai playoff»
Piange come un bambino Stefano Udassi a fine partita. La delusione è talmente tanta che il presidente della Torres non riesce a trattenere le lacrime. È seduto vicino alla moglie e alle figlie, poi si alza va fino all'ultimo gradino della tribuna, singhiozza. Ci mette un po' a tranquillizzarsi, e si dirige verso lo spogliatoio. «C'è rammarico e dispiacere - dice -, volevamo portare a casa questa coppa per dare una soddisfazione ai nostri tifosi che meritano solo applausi. Non ci siamo riusciti però va dato merito ai ragazzi di aver dato tutto, sono arrivati a una finale, questa è un cosa importante».La delusione gli si legge negli occhi. Udassi è stato un calciatore professionista e sa cosa significa perdere partite così importanti. «Anche se avessimo vinto, la Coppa Italia sarebbe stato un punto di partenza per questo nuovo progetto. Chiaro che mettere la ciliegina sulla torta ci sarebbe piaciuto». Il presidente gurda i tifosi che se ne vanno e aggiunge: «Oggi erano in tanti, anche molte famiglie sono venute qui per incitare la squadra - sottolinea facendo un grande sospiro -. È andata così, adesso pensiamo a ripartire» La squadra è sembrata un po' stanca. «Dobbiamo resettare tutto - conclude Stefano Udassi - perchè dobbiamo concludere bene la stagione. Disputeremo i playoff e cercheremo di dare il meglio. Questa per la Torres, va detto, è una stagione positiva comunque vada. Il progetto è in embrione e le idee per il futuro sono chiare. I ragazzi sono delusi, il nostro compito è quello di stare vicino a loro in questi giorni. La semifinale playoff è un traguardo importante. Sassari ha bisogno di questo momenti, abbiamo voglia di emozionarci.

«Condannati da episodi Ai ragazzi non posso rimproverare nulla»
La faccia di Alfonso Greco dopo il fischio finale è una maschera. L'allenatore della Torres fa fatica a metabolizzare la sconfitta. Sa che sono stati alcuni errori a determinare il capitombolo. La squadra ha tra l'altro cominciato bene la gara. «Noi abbiamo fatto una grande partita - spiega -, non siamo solo partiti bene ma li abbiamo messi spesso in difficoltà. Vero che abbiamo sofferto sulla nostra corsia di sinistra, forse concesso qualcosina di troppo, però non credo che il Folloniva Gavorrano ci sia stato superiore». Il tecnico fa fatica a parlare, le parole gli escono a fatica. «Mi dispiace perché nella ripresa abbiamo giocato nella loro metà campo -aggiunge -. Stavamo controllando bene la partita, abbiamo avuto almeno un paio di occasioni per andare in vantaggio che non siamo riusciti a concretizzare. Poi su una palla inattiva abbiamo subito il secondo gol. Le finali sono così, basta un episodio per deciderle. È andato bene a loro».Greco elogia comunque i suoi ragazzi. «Non ho nulla da rimproverare a nessuno - sottolinea - hanno dato il massimo. Errori? Ci possono stare ma va anche detto che la fortuna non ci ha certo dato una mano. Ora dobbiamo essere bravi a dimenticare questa finale persa, ci aspetta un finale di stagione importante e vogliamo fare bene».Ma come si fa a resettare?. «La rabbia va trasformata in energia. Sì, siamo stanchi però non credo che la squadra sia mancata sul piano mentale. Abbiamo qualche problema fisico, ma nonostante questo nella ripresa abbiamo dominato». Le assenze pesano «Non c'è dubbio ma è un po' di tempo che siamo questi. In attacco pungiamo poco? Non è facile sostituire Scotto, però le occasioni le abbiamo create. Un po' per bravura del loro portiere, un po' perché non siamo stati fortunati, non siamo riusciti a trovare il secondo gol. Tra l'altro la nostra prima rete è stata molto bella».Greco non vuol sentire parlare di responsabilità ed errori dei suoi ragazzi sui gol subiti. Un po' si infastidisce quando qualcuno lo sottolinea. «Sono episodi - ribatte - e sono andati dalla loro parte. Sarebbe bastato un rimpallo nelle occasioni di Antonelli e Turchet, che in vantaggio saremo andati noi e le cose sarebbero completamente cambiate. Abbiamo perso, ci dispiace, dobbiamo accettare la sconfitta che ci fa male, questo è innegabile. Ma da oggi dobbiamo concentrarci sulla sfida con l'Arzachena che non sarà facile. Giochiamo davanti ai nostri meravigliosi tifosi che dobbiamo solo ringraziare per il sostegno che ci danno sempre».Greco se ne va scuotendo la testa. Per lui sarà una notte insonne, le immagini della gara e del trofeo alzato dagli avversari sono immagini crudeli.

Garau e Bianchi: «Siamo delusi ma ci rifaremo»
«Perdere non piace a nessuno». Così esordisce il portiere Pierpaolo Garau. «Non piace perchè - spiega - abbiamo lavorato tanto, un anno intero per arrivare a questo appuntamento. Fa rabbia. Ma si sa che c'è una squadra che vince e l'altra che perde.Se sbagli paghi e noi qualche errore lo abbiamo commesso. Ma guai a pensare che sia finita. Ci sono dei playoff da giocare, concentriamoci sull'Arzachena. Grazie ai tifosi, oggi hanno fatto sentire l'urlo di Sassari. Nn ci sono nel calcio punti di arrivo ma solo di partenza».Il capitano Daniele Bianchi è scosso. Non si aspettava di perdere questa finale. Quella coppa la voleva portare in Sardegna e non esserci riuscito lo fa stare male. «Siamo delusi - dice - inutile nasconderlo. Oggi il lato positivo è stato vedere tanti tifosi e tante famiglie che ci hanno seguito. È una bella soddisfazione, ci sarebbe piaciuto regalargli la gioia che avrebbero meritato. Ripartiamo con la mentalità giusta, sapendo che abbiamo una grande responsabilità, noi rappresentiamo una città importante che deve tornare nel mondo professionistico».Poi il discorso scivola sui playoff. «Accantoniamo la rabbia e la delusione - conclude Bianchi - trasformiamo tutto in energia positiva per domenica prossima contro l'Arzachena. Una gara fondamentale per il nostro cammino, che vogliamo vincere per qualificarci alla finalissima. Sono sicuro che ce la faremo, aiutati dai tifosi».

L'applauso finale alla squadra è un gesto da incorniciare
In duecento o poco più nel settore destinato ai sardi, più altrettanti sparsi qua e là in altri settori dello stadio. Si sono fatti sentire, eccome se lo hanno fatto. Sotto un sole cocente, i tifosi della Torres. A torso nudo, incuranti del sole cocente e del gran caldo, hanno incitato la loro squadra dall'inizio alla fine, senza fermarsi mai.Hanno cominciato quando i rossoblù sono usciti dallo spogliatoio per il riscaldamento. La voce l'hanno alzata ancora di più quando la Torres è andata sotto. In quel momento è venuto fuori l'amore senza limiti per i propri colori. Il boato è stato emozionante al gol di Ruocco. In tanti sono arrivati ieri in nave partendo da Olbia e subito dopo la partita si sono rimessi in viaggio per raggiungere Civitavecchia e reimbarcarsi. Altri sono tornati a casa col primo volo di oggi. I tifosi sono una parte importante del nuovo progetto Torres e l'amore che questi ragazzi hanno per la formazione rossoblù ieri ha avuto un'altra testimonianza importante. Quell'applauso finale alla squadra è un gesto da incorniciare.

Prossimo impegno domenica in casa
La stagione della Torres non si è esaurita ieri con la finale della Coppa Italia. I ragazzi allenati da Alfonso Greco da oggi preparano la semifinale dei playoff che domenica giocheranno al Vanni Sanna di Sassari contro l'Arzachena in un derby sentito e che attirerà sugli spalti il pubblico delle grandi occasioni. Chi vince giocherà la finale contro la vincente dell'altra semifinale, tra Nuova Florida e Afragolese: se vinceranno i romani la finale si giocherà sul campo di Ardea, mentre se a prevalere saranno i campani, allora la finale si giocherà in Sardegna. Gara secca, se al 90' dovesse permanere la parità si andrà ai tempi supplementari, e se al termine dei supplementari ci fosse ancora il risultato di parità, a qualificarsi sarebbe la squadra meglio piazzata. Intanto questo pomeriggio, sul campo neutro di Monterotondo, Carbonia e Insieme Formia daranno vita a un drammatico spareggio playout con eventuali tempi supplementari e calci di rigore: chi perde retrocede in Eccellenza direttamente con Lanusei e Latte Dolce, mentre chi vince andrà a giocarsi la salvezza sul campo dell'Atletico Uri. Anche in questo caso sfida secca con eventuali i tempi supplementari, e in caso di ulteriore parità a salvarsi sarà l'Atletico Uri, meglio classificato al termine della stagione regolare.

Le pagelle:
Il migliore: 6,5 ANTONELLI Sfiora il gol, regala assist, vince praticamente tutti i duelli. E' l'ultimo ad arrendersi, gioca con una determinazione dalla quale bisognerebbe prendere esempio. La sua è stata una partita senza sbavature.
6 GARAU Non ha colpe sui gol, sbroglia in uscita alcune situazioni complicate. Nella ripresa non deve compierenemmeno una parata.
5,5 ROSSI Dalla sua parte i rischi sono minori rispetto alla fascia opposta. Prova l'anticipo sull'avversario, gli riesce quasi sempre. Meno attento e meno propositivo nella ripresa. Sostituito nel finale.
5 R. PINNA Soffre tantissimo Liurni che lo salta ripetutamente. Non è un terzino ma un centrale e si vede. Esce per infortunio nel finale del primo tempo.
5 FERRANTE Grave l'errore dal quale nasce il primo gol del Follonica. Non dà mai la sensazione di essere sicuro, sbaglia più volte i tempi dell'intervento.
5,5 BIANCHI Prova a dare ordine alla manovra, abbassa i ritmi, soffre un po' nella fase di non possesso. Nella ripresa perde un paio di palloni rischiando grosso. Ordinato ma lento.
5,5 MASALA Alterna buone giocate ad errori banali. Non è preciso nei passaggi , tiene troppo il pallone e perde preziosi tempi di gioco. La sua gara dura poco meno di un'ora.
5,5 TURCHET A sinistra fa meglio la fase di possesso, ma non aiuta mai prima Riccardo Pinna prima e dopo Mukay in copertura. Ha un'occasione chiara ma non la sfrutta. Peccato.
6 S. PINNA Batte lui la punizione dalla quale nasce il gol del pari. Tanto movimento, inizia esterno, poi staziona tra le linee, poi torna a sinistra. Esce per crampi.
6 RUOCCO Molto bravo sul gol. Brucia gli avversari con un movimento felino e non perdona. Prova a infilarsi tra le linee avversarie, deve lottare contro dei giganti.
5,5 DIAKITE La boa in avanti sulla quale spesso a squadra si appoggia. Usa il fisico, lotta su tutti i palloni. Va via via spegnendosi, Nella ripresa non vince un solo duello aereo, gioca troppo spalle alla porta.
5 MUKAJ In campo nel finale del primo tempo. Non incide e commette l'errore di non stare più vicino al diretto avversario. Un errore di gioventù. Lacune che colmerà.
5,5 SABATINI Gioca quasi tutta la ripresa ma senza fare grandi cose. Doveva dare spinta ma non c'è riuscito.
6 DEMARTIS Va vicino al gol, mette in area diversi palloni pericolosi. Alla sua età dà un grande contributo nel finale. Merita applausi.
SV MIGNOGNA Una manciata di minuti quando ormai la gara ha poco da dire.
SV TESIO Vale il discorso fatto per Mignogna.
5 GRECO Aveva diverse assenze importanti, la formazione è stata quasi obbligata. Ci ha messo troppo a capire che le corsie andavano rinforzate e gli esterni avversari raddoppiati. Lo ha fatto ma ormai era tardi.

Il tabellino:
FOLLONICA GAVORRANO: Ombra, Coccia, Dierna, Del Rosso, Grifoni (30' st Gasco), Origlio (1' st Berardi), Liurni (36' st Fontana), Mugelli (20' st Sylla), Barlettani (30' st Arduini), Ampollini, Giustarini. A disposizione: Vivoli, Bruni, Fremura, Lo Sicco. Allenatore: Claudio Bonura.
TORRES: Garau, Rossi31' st Mignogna), R. Pinna (44' pt Mukaj), Antonelli, Ferrante, Bianchi, Masala (10' st Sabatini), Turchet (36' st Tesio), S. Pinna (26' st Demartis), Ruocco, Diakite. A disposizione: Salvato, Gurini, Maganuco, Edgar. Allenatore: Alfonso Greco.
ARBITRO: Renzi di Pesaro.
RETI: 21' Origlio, 38' Ruocco; 17' st Ampollini;
NOTE calci d'angolo 7-5 per la Torres; recupero 4' e 5?, spettatori 1500 circa; ammoniti: Masala, Del Rosso, Turchet, Dierna.

Roberto Muretto - La Nuova Sardegna



 
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