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 La Torres conquista un'altra finalissima

Rassegna stampa

Davanti al pubblico delle grandi occasioni, quale è una semifinale playoff, la Torres s'impone sull'Arzachena in un derby vigoroso e ad alta tensione, avanzando verso l'ultimo atto di un'annata lunga e faticosa che sarà contro l'Afragolese, qualificata a sorpresa nel confronto esterno con la Nuova Florida. Per la partita che vale (quasi) la stagione le scelte di mister Greco cadono in difesa su Savato tra i pali,



con i giovani Mignogna e Mukaj esterni e la coppia centrale formata da Antonelli e Bianchi, mentre le chiavi del centrocampo tornano a Masala e Kujabi, con la novità Tesio dal primo minuto e Lisai a fare da collante con l'attacco dove giostrano Diakite e Sabatini. Il tecnico smeraldino Marco Nappi sceglie invece la linea verde, schierando sei fuori quota, il più giovane è il 2004 Mattia Melis che trova posto in mezzo al campo.La gara è subito vivace e interessante, la Torres prende il comando delle operazioni e prova a inquadrare la porta con i colpi di testa di Kujabi e Diakite nelle prime fasi. I galluresi restano in attesa del momento propizio per proporsi in attacco, ma alla mezzora vanno sotto. Lo spiovente di Lisai è deviato di testa da Kujabi, che scheggia la base del palo, riprende Diakite e da due passi firma il vantaggio rossoblù. Due minuti più tardi Kujabi ha un'occasione d'oro per raddoppiare, il suo tiro finisce a lato lasciando increduli compagni e tifosi.Al 41' il giovane gambiano va via in progressione e in area è travolto da Sosa, il rigore c'è tutto e lo trasforma con un rischioso e delizioso "cucchiaino" Diakite, che si concede la doppietta e regala il raddoppio alla squadra sassarese, che può andare al riposo con serenità. Per tentare la rimonta Nappi affretta i tempi e decide due cambi in avvio di ripresa, ma la mossa non sposta granchè gli equilibri della sfida perchè di fronte c'è una Torres che corre e che lotta. Al 21' l'incornata dell'appena entrato Samuele Pinna è alta, il giovane sassarese si ripete poco dopo alzando sempre la mira, poi l'Arzachena conquista campo e spinge sempre più dietro i rossoblù, che controllano gli spunti avversari con attenzione e determinazione, giocando la carta delle ripartenze che però non fruttano limpide occasioni.Al 42' succede di tutto, punizione dal limite vincente di Bonacquisti, che accorcia le distanze, e nella frenesia del momento Rutigliano abbatte Salvato, rimediando il cartellino rosso. Espulso (e fischiatissimo) anche l'allenatore dell'Arzachena Marco Nappi, che lascia la panchina. Il finale, con un lungo recupero, è bollente. Animi accesi, posta in palio altissima e Torres che la spunta, spinta dal suo caldissimo pubblico.

«Una vittoria bella e importante»
«Non sono mai stato così felice di farmi gavettonare». Fradicio e contento, così il presidente Stefano Udassi si aggira tra spogliatoi e sala stampa, provato dalle intense emozioni provate in un pomeriggio che è sembrato restituire la Torres ai fasti di un tempo. Del "suo" tempo, quando le vittorie portavano in serie C ed erano accompagnate da migliaia di tifosi in festa. In questo derby di playoff c'è stato un assaggio di quello che era e che potrà essere, con quasi tremila presenze ad affollare il "Sanna" e un sostegno alla squadra che in pochi possono vantare in serie D.«Una vittoria bella e importante, i ragazzi sono stati bravi ad anestetizzare la delusione della sconfitta in Coppa e hanno fornito una grande prova, di orgoglio e attaccamento alla maglia. Avevamo chiesto una reazione, c'è stata e siamo felicissimi. Non era per nulla semplice avere la meglio su una squadra forte come l'Arzachena - ha proseguito Udassi - e ora mi aspetto un'altra bella partita contro l'Afragolese. E un altrettanto bella cornice di pubblico».«Ringraziamo di cuore i tifosi, sono stati meravigliosi, hanno abbracciato la squadra con il loro calore e in certe situazioni hanno fatto la differenza, spronando i ragazzi nei momenti cruciali. Abbiamo visto quale potenziale ha il tifo di Sassari. E' stato bello rivivere lo stadio come non si faceva da tempo». Basta solo pensare a un anno fa, quando una cappa di tristezza avvolgeva il "Sanna" e la salvezza veniva faticosamente acciuffata all'ultima giornata.

Masala fa una promessa: «Mercoledì un'altra festa»
Tra i giocatori della Torres a presentarsi davanti ai microfoni nella sala stampa del "Vanni Sanna" è Alessandro Masala: l'esperto centrocampista della formazione allenata da Alfonso Greco commenta così il successo della sua squadra contro l'Arzachena nella semifinale dei playoff.«Una vittoria che ci voleva - le prime parole del centrocampista -. Ci tenevamo a rifarci dopo la sconfitta nella finale nazionale della Coppa Italia subita in settimana contro la Follonica Gavorrano: per noi è stata una bella batosta anche perché meritavamo di più rispetto a come è andata. Volevamo dare un segnale importante a noi stessi e alla città, dopo quanto successo contro la squadra toscana in Coppa Italia, dove di sicuro non meritavamo di uscire sconfitti dal terreno di gioco, dopo aver giocato una signora gara, andando in gol soltanto una volta con Diakitè. Voglio fare un ringraziamento ai tanti tifosi che oggi ci hanno supportato, sono stati come un dodicesimo uomo in campo. Abbiamo gestito bene il risultato, l'ultimo quarto d'ora è stato intenso, ma siamo riusciti a portare a casa il risultato».« Oggi abbiamo vinto contro l'Arzachena - prosegue Masala - e siamo stati incoraggiati per l'intera gara da tutta la nostra tifoseria, ci ha sostenuto sin dalle prima battute e lo ha fatto per tutta la durata nella gara, compreso quel finale in cui gli avversari potevano recuperare la partita. Il mio augurio adesso è che sul sostegno che abbiamo avuto da parte della nostra tifoseria possiamo contarci anche nella giornata di mercoledì contro l'Afragolese, per vincere i playoff. Vincere mercoledì cancellerebbe in parte la sconfitta rimediata la settimana scorsa nella finale di Coppa Italia». «Come viviamo questo momento? Ci sono state delle situazioni che viviamo nello spogliatoio - conclude il numero 8 della formazione sassarese - e rimangono li. Ci abbiamo creduto sino all'ultimo secondo e abbiamo ottenuto la vittoria. Quello dell'esultanza finale è stato un bellissimo momento, a dimostrazione di quanto ci tenevamo a questo appuntamento. Ora testa alla finale, da domani testa e cuore a questa partita che conclude la stagione che ci ha visti protagonisti sin dall'inizio del campionato. Dobbiamo vincere per noi, per lo staff tecnico, per la società e per questo splendido pubblico che ci sostiene sin dalla prime battute».

«Una grande prova, tutti hanno dato tutto»
Per smaltire le forti emozioni di una gara senza appello, che la sua ha squadra ha vinto con piglio sicuro e con merito, Alfonso Greco scappa dallo spogliatoio che ribolle di euforia (e gavettoni) e prova a recuperare la calma con una rilassante sigaretta, consumata a metà perchè la sala stampa lo reclama. Il mister rossoblù non mostra segni evidenti di gioia, come invece fanno i suoi ragazzi che festeggiano l'exploit senza freni, perchè interiorizza e difficilmente esterna, ma è più che soddisfatto. E soprattutto è rimasto colpito dalla prova non solo della sua squadra ma anche dal pubblico, che ha davvero ricoperto il ruolo di dodicesimo uomo. «Si è creata un'atmosfera splendida, i ragazzi hanno sentito la spinta dei tifosi nei momenti importanti della gara, hanno saputo regalarci grandi sensazioni. In questa sfida il sostegno del pubblico è stato fondamentale». Non era semplice reagire dopo la bruciante delusione di Coppa incassata solo pochi giorni prima, «ma ce l'abbiamo fatta, resettando tutto e recuperando energie sul piano fisico e mentale. Questa è stata la nostra quarantatreesima partita della stagione e ne dobbiamo giocare ancora un'altra, abbiamo attinto a ogni risorsa rimasta per vincere e andare avanti. E' stata una grande prestazione - continua l'allenatore torresino - perchè tutti hanno dato tutto, stringendo i denti e rispondendo al meglio. Un esempio è Ferrante, che sta giocando con un menisco fuori uso. Abbiamo segnato due reti nel primo tempo, ipotecando il successo, e abbiamo gestito bene la situazione favorevole, magari si poteva anche chiuderla prima per evitarci le sofferenze del finale».Questi playoff portano la firma di Diakite, autore della doppietta che ha spazzato via le ambizioni galluresi, ma che rischi sul rigore.... «Cosa ho pensato quando l'ho visto tirare in quel modo? Meglio non dirlo...», sorride Greco che ha già il pensiero rivolto all'Afragolese, prossima (e ultima) avversaria da affrontare ancora in casa. Un altro bel regalo per i tifosi sassaresi. «La squadra campana ha un potenziale offensivo importante, in attacco ha giocatori astuti e pericolosi. Dovremo come sempre mettercela tutta, per superare anche l'ultimo ostacolo».

Nappi: «Timorosi all'inizio ma usciamo a testa alta»
L'allenatore dell'Arzachena Marco Nappi si presenta nella sala stampa del Vanni Sanna con la tranquillità che lo ha contraddistinto in tutta questa stagione, analizzando sia le vittorie, sia le sconfitte della sua squadra che chiude la stagione con un quarto posto finale e la consapevolezza che ci sono i presupposti per ripartire e fare meglio nella prossima stagione. «Siamo partiti timorosi - queste le parole dell'allenatore dell'Arzachena - e nei primi dieci minuti non abbiamo giocato come sappiamo fare. Poi abbiamo preso campo, ci siamo resi pericolosi in alcune circostanze, ma nel nostro momento migliore la Torres ha colpito due volte con un colpo di testa di Diakitè e poi con un rigore trasformato dallo stesso Diakitè. Nella ripresa ho provato a cambiare qualcosa soprattutto con l'inserimento di Antonio Loi, il quale non ha giocato dall'inizio perché reduce da un infortunio che mi ha costretto a tenerlo inizialmente in panchina. Ho provato anche la soluzione con le due punte Kacorri e Sartor e siamo riusciti a riaprire la partita nei minuti finali. Onore alla Torres che ho sempre reputato la squadra più forte di questo campionato». Mister Nappi b conclude la prima stagione sulla panchina dell'Arzachena, quali sensazioni porta a casa? «Sicuramente positive, devo ringraziare la società che mi ha dato questa possibilità di allenare in Sardegna. Il direttore Zucchi che mi ha messo a disposizione una squadra che ha ben figurato davanti a formazioni che hanno speso molto di più, come Ostiamare, Cynthialbalonga e Afragolese e tutti i ragazzi che ho avuto a disposizione. Se si mantiene la solida base della squadra di quest'anno e con dei giusti correttivi nei vari reparti, si può partire l'anno prossimo per fare un campionato per migliorare la posizione che abbiamo conquistato in questa stagione e vale a dire il quarto posto».« Mi sono fatto la domanda e ho dato la risposta al tempo stesso - conclude Nappi - perso proprio anche l'anno prossimo sarò l'allenatore dell'Arzachena. Ma adesso penso a godermi queste meritate vacanze e ne riparleremo con il direttore e con la società più avanti sul futuro della squadra smeraldina che sono onorato di rappresentare. Restare qui mi fa molto piacere, ci sono le basi per un progetto che possa regalare soddisfazioni alla nostra tifoseria».

Il tabellino:
TORRES: Salvato, Mignogna, Mukaj (20' st Gurini), Antonelli, Masala (29' st Demartis), Bianchi, Lisai (18' st Pinna S.), Kujabi, Diakite, Tesio, Sabatini (45' st Ferrante). A disp. Garau, Cani, Turchet, Ruocco, Rossi. All. Greco.
ARZACHENA: Ruzittu, Spanu, Bonacquisti, Bonu, Pinna (35' st Kacorri), Pallecchi (1' st Loi), Sosa, Sartor, Marinari, Bellotti, Melis (1' st Rutigliano). A disp. Castaldo, Fadda, Usai, Manca, Mannoni, Mancini. All. Nappi.
ARBITRO: Di Mario di Ciampino.
RETI: 30' e 42' (rig.) pt Diakite, 44' st Bonacquisti.
NOTE: spettatori: 2800. Angoli: 4-3 per la Torres. Ammoniti: Bonacquisti, Bonu, Masala, Mukaj. Espulsi al 42' st Rutigliano e il tecnico ospite Nappi. Rec. 1' pt, 6' st.

Sandra Usai e Paolo Muggianu - La Nuova Sardegna



 
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