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Data: Martedì, 06 maggio @ 09:05:06 CEST
Argomento: Rassegna stampa


Condannata a soffrire sempre e comunque, la Torres in questa condizione sembra sguazzarci a meraviglia, autolesionista all'eccesso e finanche vittimista, accartocciata nell'impossibilità di fare il definitivo salto di qualità.



È storia, cui il club di Antonio Mascia non si sottrae e i rossoblù di Luciano Foschi non possono opporsi. La storia ha disegnato un campionato da infarto, accattivante e persino divertente fin quando la buona stella non ha perso di vista Sassari, di completa sofferenza da quel momento in poi, con tanto di salvezza poco festeggiata anche se meritata. Sofferenza completa, perché è completo il quadro delle sventure che hanno colpito la Torres: infortuni, squalifiche, litigi, incomprensioni tra tecnico e ds, costui licenziato, soldi della Regione che non arrivano, stipendi forniti col contagocce, inadempienze del club e quindi la penalizzazione. Tutto questo mentre il campionato girava attorno a Sassari al rallentatore, grigio e mediocre, ma questo è solo motivo per far crescere i rimpianti per ciò che poteva essere. Ossia la C1, conquistata dall'unica squadra davvero superiore ai rossoblù, il Pergocrema, ma ancora conquistabile col supplemento dei playoff se la penalizzazione e la paura di retrocedere a tavolino non avessero marchiato indelebilmente il finale di torneo. Rimangono la consolazione per un gruppo più o meno integro da luglio a oggi, per aver lanciato un nugolo di ragazzi interessanti, per un girone d'andata da grande squadra; i rimpianti, invece, sono un disastroso girone di ritorno e una società non molto presente. Perché il guaio maggiore, dei tanti di quest'annata balorda, è stato quello provocato dal club, punito dalla Disciplinare con la penalizzazione ma a forte rischio retrocessione viste le richieste della Procura Federale e la gravità delle accuse mosse nei confronti del club. È già acqua passata, ma è vicenda che ha segnato un club che non brilla per ricchezza e in questi due anni ha pagato l'inesperienza di una dirigenza nuova. Salta, forse, la conferenza stampa sull questione annunciata dal club, che dovrebbe essere tenuta dal presidente Mascia e dal legale Eduardo Chiacchio ma per impegni di quest'ultimo sarà probabilmente rimandata, ma non è detto che il solo Mascia non decida di annunciare le intenzioni per il prossimo anno. Perché scampato il pericolo la società, ora sana e con tutti gli adempimenti effettuati, solo qualche mensilità arretrata verso i dipendenti, deve decidere cosa vuol fare da grande. Detto e ridetto che con le sole sue forze non potrebbe andare avanti, il numero uno di via Coradduzza attende il rendez vous con la presunta cordata interessata a comprare, e nel frattempo cerca finanziatori disposti ad aiutarlo. Le altre questioni verranno dopo, e soprattutto dopo lo stanziamento dei soldi regionali, previsto per questa settimana. Il calcio, in questo momento, è l'ultimo pensiero.

Renzo Sanna - Il Nord Sardegna





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