Stavolta Roberto Ennas ci
ha messo del suo. Invitato a osare
un po' di più, magari cambiando
qualcosa nel modulo,
accusato di non saper spremere
orgoglio dai suoi giocatori, il
tecnico della Torres le ha provate
tutte, per vincere a Borore.
No, cambiare l'immutabile 4-4-2 no, ma destare dal torpore alcune
belle addormentate, quello
è riuscito in pieno.
Minuto 24
del secondo tempo, entra Dettori
ed esce Serra. Le due sorprese
di inizio torneo si avvicendano,
non sono in gran forma
e non c'è spazio per tutti e
due. Il secondo non ha brillato,
il primo ha nelle vene la delusione
per l'esclusione. Il destino
dieci minuti dopo consegna sui
piedi di Nicola Dettori una palla
casuale, alta e poco pretenziosa: lui avanza un poco, poi
crea da 25 metri una parabola
difficile anche da immaginare.
Incrocio, gol, sofferenza finita.
Perché sulla terra la Torres non
riesce a giocare, e i suoi tifosi,
mai avari nell'incitarla, cominciavano
a confezionare fischi.
Ma dopo due pareggi e contro
una squadra modesta, fatta di
due buoni attaccanti e un paio
di difensori coriacei, non si poteva
sbagliare. Così è finito il solito
pomeriggio di festa (per il
paese che ospita): il Borore ha
messo su una lotteria per l'evento
(pecora e agnello in palio), fissato a 10 euro, ormai una
consuetudine, il prezzo del biglietto,
fatto sparire gli alcolici
dallo stadio ma attrezzato i bar
per l'assalto dei 300 sassaresi. Il
campo è davvero pessimo, l'aria
si colora presto di rossoblù, i bororesi
non hanno molto da chiedere
e vivono tranquilli l'evento.
Tanto è la Torres a complicarsi
la vita. Gioca, a differenza degli
avversari, e presenta una squadra
diversa negli uomini e nell'approccio: Stefano Siazzu è un
fastidioso motorino a sinistra,
Gianni Spanu rivolta la difesa
con piglio ed esperienza da serie
superiore, Gian Mario Rassu
sa di giocarsi un'occasione. Ma
Sassari non è cinica: Serra non
ci arriva, Rusani non angola da
lontano, Piras neutralizza senza
difficoltà Siazzu e d'istinto
una zuccata intelligente di Rassu.
Dore, all'esordio dall'inizio,
ci mette l'anima, ma i problemi
sono qualche metro avanti, nell'imprecisione
dei servizi dalle
fasce e nella poca cattiveria in
area.
Ennas gioca bene le sue carte,
dopo l'intervallo. Dà a Rassu
una decina di minuti di tempo
poi lo toglie, mettendo Riu che è
appena arrivato ma in forma. Il
peso in attacco cresce, il biondo
fa la punta e il Borore preoccupato
non supera più la metà
campo. C'è solo Torres, un colpo
di testa di Riu e uno di Orune
ma Piras sembra fatato. Finchè
Dettori segna nell'unico modo
possibile, con un colpo impossibile,
e la corsa può riprendere:
l'Olmedo con lo stesso punteggio
ha affossato il Bosa ed è sempre
a più tre, lepre solitaria inseguita
dalla big. Ma ora è un'altra
Torres.
Renzo Sanna - Il Nord Sardegna