Bosa-Torres, la quiete dopo la tempesta
Data: Mercoledì, 11 febbraio @ 09:24:16 CET
Argomento: Leonardo Marras


Precisazioni e scuse. Piuttosto che accuse. A menta fredda i presidenti di Torres e Bosa analizzano e commentano la gara di domenica. Non dal punto di vista tecnico, ma da quello comportamentale dei tifosi. Durante e dopo la partita che ha visto imporsi i sassaresi per 2-1.



Inizia Leonardo Marras, numero uno della società rossoblù: «Se dirigenti e giocatori ci hanno accolto splendidamente, altrettanto non si può dire della tifoseria. Ci è stata ostile da subito con insulti che hanno creato una tensione palpabile e inspiegabile». Il collega bosano, Vincenzo Contu, si scusa: «Sono dispiaciuto per quello che è accaduto. Non so da cosa sia nato l'atteggiamento dei nostri tifosi. Certo è che una volta iniziati alcuni cori è stato impossibile controllarli». E ipotizza: «Di solito abbiamo trecento tifosi al campo e sono sempre corretti, questa volta ce n'erano almeno duecento in più. Gente che di solito non viene allo stadio». Anche Marras puntualizza: «Non è un discorso tra Sassari e Bosa, visto che i rapporti sono sempre stati cordiali». E in merito ai tafferugli di fine partita ribatte: «Escludo che ci siano stati dei contatti tra le due tifoserie, anche perché il servizio d'ordine ha funzionato in maniera egregia. Non ho letto invece da nessuna parte del lancio di oggetti verso la nostra panchina durante la partita. È arrivato persino un ombrello. Quando sono stati i nostri tifosi ad esagerare la società è sempre stata decisa, ma non mi va che si cerchi di colpevolizzarli, come è accaduto a Serramanna, quando la provocazione è arrivata sotto forma di un sasso lanciato allo stadio. E comunque allora siamo stati chiari con la nostra tifoseria e abbiamo spiegato che le esagerazioni non sono tollerabili, neppure quando nascono come risposta alle provocazioni. Da quel momento tutto è andato liscio e le trasferte sono diventate una festa, pur senza rinunciare agli sfottò che nel calcio ci stanno». Le scuse del presidente Contu fanno onore al primo dirigente bosano e sono ben accette dalla Sassari sportiva. Leonardo Marras va oltre il singolo episodio per ribadire la sua idea di calcio: «Lo ripeto, la società del Bosa ci ha accolto in maniera esemplare. Come accade spesso. Il vero problema è che se i cori diventano insulti pesanti non è che si parli di orsoline. Si creano tensioni e questo non va bene. Siamo tra sardi e siamo in un campionato di Promozione. È davvero fuori luogo tenere atteggiamenti ostili. Ogni domenica deve essere una festa, come è accaduto quasi sempre negli stadi e nei centri dove siamo andati». Non è un mistero che il presidente rossoblù voglia abbinare al primo posto in campionato anche il comportamento corretto dei tifosi, per far capire a Federazione e Lega che la Torres e Sassari non sono un problema per il calcio, semmai una risorsa. E che la gestione societaria e il movimento sono davvero cambiati. «Guardate i numeri: la media spettatori è sempre intorno ai mille e anche oltre. A parte il Cagliari nessuna altra squadra può vantare un simile seguito. Persino in campionati superiori».

Giampiero Marras - L'Unione Sarda





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