Lorenzoni scarica la Torres
Data: Martedì, 07 giugno @ 13:40:05 CEST
Argomento: Rassegna stampa


«Se la Torres non verrà ripescata in serie D andrò via». All'indomani della bruciante eliminazione dai playoff, il presidente Antonello Lorenzoni conferma quanto aveva annunciato più volte durante la stagione. Il massimo dirigente rossoblù si è ritirato una decina di giorni nella sua Bergamo.



«Per smaltire la delusione, ritrovare la serenità e riflettere sul futuro». La società sassarese presenterà domanda di ripescaggio. Il verdetto tra due mesi. La Torres ha i conti a posto perché Lorenzoni ha pagato regolarmente gli stipendi (ai giocatori è persino andato come premio l'incasso della finale regionale col Fertilia) e i fornitori. Sassari è capoluogo di provincia, città con oltre 50 mila abitanti e con impianto tra i migliori, anche se con qualche crepa. La situazione del settore giovanile è sufficiente. L'handicap è rappresentato dalla multa e dalle tre giornate di squalifica del campo per gli episodi che hanno visto coinvolti i tifosi rossoblù a Muravera, alla prima di campionato. La penalizzazione fa perdere alla Torres almeno una decina di posizioni. È comunque prematuro prevedere quante società faranno domanda di ripescaggio e quanti saranno i posti disponibili in serie D. La squadra sassarese ha sprecato due occasioni: la prima quando non è riuscita a vincere il campionato e ottenere la promozione diretta. La seconda, i rossoblù l'hanno gettata al vento domenica, quando in superiorità numerica e col pareggio raggiunto in apertura di ripresa, avevano la condizione tattica e psicologica ideale per passare il turno. Sarebbe bastato segnare un gol. È mancata la personalità. Si è pensato che dopo avere pareggiato al "Vanni Sanna" senza quattro titolari, si potesse eliminare la Trestina. I cambi di panchina (Ennas, Fiori, di nuovo Ennas e infine Bacci) e i ritocchi in corsa hanno impedito di lavorare con continuità. Ma con l'arrivo di Guglielmo Bacci, la Torres sembrava avere trovato l'assetto tattico e gli equilibri giusti. E invece il confronto con un'avversaria della Penisola ha evidenziato limiti passati sotto traccia.

L'eliminazione di Sassari suona come una condanna
Sotto il Cagliari niente. Nemmeno la Torres, che pure aveva la situazione ideale per riappropriarsi prepotentemente del ruolo di seconda squadra della Sardegna. Con la Villacidrese retrocessa, il Porto Torres fuori dai playoff della serie D, e le altre formazioni isolane incapaci di elevarsi oltre la sopravvivenza, sembravano non esserci avversarie per una risalita sicuramente impervia ma possibile. E invece l'uscita dai playoff suona come una condanna, perché un altro anno di Eccellenza sarebbe disastroso. Per Sassari, che sembrava ritrovare interesse e passione. Per la Torres, perché perderebbe l'unico imprenditore che dopo la discesa tra i dilettanti ha avuto il coraggio e la forza finanziaria per puntare al ritorno tra i professionisti. E non è che ci sia proprio la fila per entrare in una società che negli ultimi venti anni ha avuto vita tormentata.

Giampiero Marras - L'Unione Sarda





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