Marco Cari sulla panchina della Torres
Data: Venerdì, 18 ottobre @ 08:21:32 CEST
Argomento: Rassegna stampa


Marco Cari è il nuovo allenatore della Torres. Il mister è arrivato a Sassari ieri mattina e, dopo la firma del contratto che lo lega al club rossoblù, ha diretto il primo allenamento al Vanni Sanna. Due ore per prendere confidenza con lo staff e con i giocatori quindi l’incontro informale con la stampa. «Ho trovato un bel clima - ha esordito -. Molto meglio di come pensassi.



I ragazzi mi sembrano motivati e disponibili e anche l’attenzione dei tifosi e dei media mi sembra positiva. So che questa è una piazza importante e se sono venuto in Sardegna è perchè credo che qui si possa fare bene». La formula del campionato è spietata. Fare bene significa arrivare nei primi otto per restare in Lega Pro. «E’ così. Credo che la squadra sia all’altezza per inserirsi nel gruppetto di testa e proveremo a recuperare i punti lasciati per strada». Comincia con due partite in trasferta non sarà facilissimo». «Non importa dove si gioca, ma come si gioca. E poi non mi sembra che in casa le cose siano andate troppo bene». Ha visto le immagini delle partite della Torres? «Quelle di domenica scorsa no. Le altre sì e devo dire che l’amico D’Adderio non è stato aiutato dalla buona sorte». Lei che portafortuna usa? «Mi farebbe comodo averne uno. In realtà spero che non ce ne sia bisogno perchè abbiamo dato in abbondanza». Ha detto di avere fiducia nella squadra. Ha già allentato qualcuno dei ragazzi? «Ho lavorato per due anni con Guerri, ma conosco molti rossoblù. Ho incrociato più volte Bonvissuto, Bottone, Agius e Angelilli. Sono ragazzi che hanno esperienza e qualità. E questo mi tranquillizza». E’ presto per parlare di modulo? «Mi sembra prematuro. Ho diretto un solo allenamento e anche se posso contare sull’aiuto di Furlan, che è stato mio collaboratore per tanti anni, non ho ancora un quadro preciso della situazione. In linea di principio vi dico che non mi piace la difesa a tre e che negli ultimi anni ho cercato di far giocare le mie squadre con il 4-2-3-1. Però il modulo non è un totem. E’ molto più importate il carattere e la voglia di fare gruppo. Bisogna essere vincenti nella testa». Quanto ci ha pensato prima di prendere l’aereo per la Sardegna. «Adesso dico una cosa che può sembrare ovvia ma per me non lo è. La Sardegna è una terra straordinaria e Sassari è una piazza importante. Io ho allenato altre squadre nei campionati professionistici ma questa è un’esperienza unica. No, non ci ho pensato molto. Anzi vi confesso che già quest’estate ho sperato di venire ad allenare la Torres, poi le cose sono andate in un altro modo. Ci arrivo adesso e spero di fare bene». Domenica debutta a Cuneo contro il Bra, ultimo in classifica. Quanto è importante fare risultato? «Il campionato non si decide certo all’ottava giornata. Il risultato è comunque importante sia per il morale che per la classifica. Dobbiamo recuperare e vogliamo farlo subito».

Una vita tra pali e panchina, a Sassari solo da avversario
Non si può dire che a Marco Cari manchi l'esperienza. Una esperienza maturata in tredici anni di panchine, soprattutto di Lega Pro. Un cammino, il suo, che lo ha visto allenare squadre anche importanti con risultati di livello che gli hanno permesso di costruirsi una reputazione di allenatore capace di dare una impronta alle squadre che ha guidato e, soprattutto, di aver sempre puntato con successo a costruire un gruppo solido e motivato. Proprio quello che ci voleva per questa Torres sicuramente in crisi di identità oltrechè di risultati. In Marco Cari la società ha voluto scommettere. «Crediamo sia proprio l'uomo giusto per rilanciare la squadra. Adesso speriamo nella svolta, pronti peraltro ad intervenire sul mercato» ha detto il vice presidente Filippo Salaris. Cari, romano, 57 anni, ha avuto un passato da giocatore consumato quasi tutto a difendere la porta del Frosinone. Della squadra ciociara è stato il capitano totalizzando ben 287 presenze. Ed era in campo a Sassari nella memorabile partita Torres-Frosinone del campionato di Serie D che consacrò la promozione delle due squadre e che venne disputata con lo stadio esaurito e un migliaio di spetttaori ammessi a bordo campo. Uno spettacolo indimenticabile che il mister ricorda ancora con un brivido. Appese le scarpe al chiodo, Cari è passato alla panchina cominciando dalla D (Ferentino) per poi passare al Giugliano in C2. Poi il salto di categoria alla Fermana e al Teramo. Col Perugia e sfiora i playoff che invece centra a Taranto battuto solo in finale dall'Ancona. Ai playoff porta anche l'Arezzo nella stagione 2008/2009. Il passaggio, solo sei giornate, nella Salernitana gli fa fare l'esperienza in Serie B e, infine, nel gennaio 2011 viene chiamato dal Barletta. Adesso, l'opportunità di lasciare un segno a Sassari.

Sette gol dei rossoblù al Li Punti si rivede Bonvissuto
Marco Cari ha voluto vedere subito all'opera la squadra rossoblù. E così è stata organizata un'amichevole col Li Punti. Un collaudo che è servito anche per capire come giocherà la squadra. Cari ha schierato la Torres con la difesa a quattro (De Gol, Cabeccia, Sentinelli e Cortellini), un centrocampo con due mediani (Bianchi e Guerri), un trequartista (Bottone) due esterni (Filippini e Angelilli) e una punta (Bonvissuto). Nella ripresa hanno giocato tutti gli altri rossoblù. Per la cronaca la Torres ha segnato sette gol: due volte a segno Bonvissuto, Lisai e Agius e gol di Filippini.

Antonio Ledà e Daniele Doro - La Nuova Sardegna





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