Punto d’oro per una brutta Torres
Data: Domenica, 01 marzo @ 10:08:55 CET
Argomento: Rassegna stampa


Prendiamoci il punto e teniamocelo stretto perchè è l’unico aspetto positivo di una serata da brividi (in tutti i sensi). La Torres ha disputato una delle gare più brutte della stagione e ha salvato la pelle solo perchè la Giana non ha creduto sino in fondo di poter fare il colpaccio a Sassari.



E’ finita senza gol con il pubblico di fede rossoblù ammutolito per la metamorfosi di una squadra che appena 15 giorni aveva illuso tutti di poter puntare addirittura ai playoff. Di quella Torres è rimasto ben poco: non la grinta nè la capacità di buttare il cuore oltre l’ostacolo, non la brillantezza fisica e nemmeno la capacità di gestire il pallone che pure era stata una delle note positive della gestione Bucchi. La squadra vista ieri al Vanni Sanna è sembrata stanca, timorosa, scarica mentalmente e messa male in campo. Un mezzo disastro che non si é trasformato in un disastro completo soltanto perchè i lombardi si sono accontentati di gestire il pareggio e adesso si staranno mangiando le mani. Primo tempo inguardabile. Al fischio d’inizio la Torres si è presentata con Bottone, Migliaccio e Buonaiuto in campo al posto di Cerone, Marchetti e Baraye. Il modulo è il solito 4-3-3 con Barbuti al centro dell’attacco e Petermann in cabina di regia. La Giana ha risposto con uno schieramente molto più prudente. Gasbarroni e Sinigallia (due “ragazzi” dell’81) si sono sistemati nella trequarti rossoblù mentre i compagni hanno alzato due dighe tra centrocampo e difesa stando bene attenti a non concedere spazi agli avversari. Per un quarto d’ora le due squadre si sono studiate poi sono cresciuti gli ospiti. Al 22’ un passaggio indietro di Imparato mette Augello nelle condizioni di battere a rete. Testa è attento e salva in angolo. E’ il primo scricchiolio al quale la Torres prova a rispondere con una punizione altissima di Maiorino. Nel finale altre due azioni lombarde: un tiro cross di Rossini deviato da Testa, e una bella conclusione di Rossini che va a incornare un traversone di Perico ma non trova la porta. Black out Torres anche nella ripresa. Al rientro in campo Bucchi gioca la carta Baraye che si presenta con un tiro dal limite che arriva molle tra le braccia di Paleari. Sembra l’inizio di una nuova storia ma la Giana è brava a difendersi e a far girare il pallone. Così il film ridiventa l’horror che era. La Torres sbaglia decine di passaggi mentre gli avversari provano a farsi vivi con una punizione di Gasparroni parata da Testa e con un traversone di Rossini deviato da Aya che mette in crisi il portiere rossoblù. La curva nord capisce che non è giornata ma non perde la speranza. E ha ragione. Brividi finali. Nell’ultimo quarto d’ora la Torres ha una reazione d’orgoglio e per tre volte va vicina al gol. La prima occasione arriva sugli sviluppi di un calcio d’angolo. La palla schizza tra le gambe di due o tre giocatori e finisce sui piedi di Baraye. L’attaccante ha il tempo per calciare ma la sfera centra il palo e si spegne sul fondo. Cinque minuti dopo ancora Baraye, servito da Maiorino, riesce a entrare in area, a liberarsi di Montesano e a incrociare il tiro. La palla supera il portiere ma sfila sul fondo con Barbuti che tenta invano la deviazione. La terza grossa occasione arriva poco prima del 40’: Maiorino vede Barbuti all’altezza del dischetto e prova a servirlo. Montesano è alle spalle del centravanti e si aiuta con un braccio. E’ rigore per tutti tranne che per il signor Capraro che lascia correre e si becca cinque minuti di fischi. Finisce con i rossoblù a testa bassa e Bucchi a meditare su errori che sono anche suoi. Il calendario fa paura con due trasferte ad Alessandria e Mantova e il ritorno in casa col Bassano. Se la Torres è questa c’è poco da stare allegri.

Mea culpa di Bucchi: «Troppa paura non capisco perché»
«Siamo mancati soprattutto dal punto di vista della tranquillità. E francamente è una cosa che non capisco perché non ne vedo il motivo». Cristian Bucchi cerca una spiegazione sulla sconcertante prova della Torres che non è andata più in la di un pareggio con la Giana Erminio. «Non è stata certo una bella partita – dice ancora il tecnico rossoblù –, ho visto i ragazzi troppo preoccupati e questo atteggiamento ha condizionato il nostro gioco. Certamente non sono contento perché avrei voluto vedere la squadra fare più gioco, creare più situazioni favorevoli. Ribadisco che il nostro è stato un problema soprattutto psicologico e non fisico. In settimana di ci siamo allenati bene e abbiamo preparato con cura la partita. Nella ripresa le cose sono andate meglio proprio perché abbiamo giocato con maggiore tranquillità». «Però – aggiunge Bucchi –, pur non giocando bene questa partita potevamo anche vincerla. Certo, questa poteva essere una occasione importante ma abbiamo affrontato un avversario difficile e scorbutico. Allora, accettiamo il risultato, consapevoli che questo pari ci tiene a distanza di quattro punti proprio dalla Giana e quindi dal quintultimo posto, con una gara in meno da giocare. Ora dobbiamo guardare avanti e cercare di non farci più condizionare da queste negatività e ritrovare la serenità e la gioia di giocare». Ritornando alla partita, Cristian Bucchi ha spiegato così le scelte in corsa. «Petermann oggi ha fatto fatica e io da lui mi aspettavo più qualità, quando è entrato Marinaro le cose sono andate meglio. Buonaiuto non mi è piaciuto. Per me lui è un giocatore importante ma deve giocare con continuità. Se Baraye facesse sempre come oggi sarebbe un giocatore importantissimo ma purtroppo anche lui deve trovare più continuità». Assolutamente sereno e tranquillo Cesare Albè, non più giovanissimo allenatore della Giana Erminio dal quale magari ci si poteva aspettare qualche rammarico per non aver sfruttato l’occasione contro una Torres non proprio irresistibile. «Credo sia un buon risultato – dice –, abbiamo disputato un bel primo tempo, poi i cambi hanno riequilibrato la partita. Comunque abbiamo imbrigliato la Torres e conquistato con merito un buon punto. Mi chiedete se mi aspettavo di più dalla Torres? Guardate che giocare contro la Giana non è facile per nessuno. Noi abbiamo perso ad Alessandria e Como giocando meglio degli avversari». Intanto per i rossoblù non c’è tempo per riflettere. Già oggi la squadra torna in campo per preparare la nuova duplice trasferta che vedrà la Torres di scena mercoledì ad Alessandria (si gioca in notturna alle 20,30) e domenica prossima a Mantova (calcio d’inizio alle ore 14,30). Oggi scarico per chi ha giocato ieri e allenamento normale per gli altri. Poi due giorni di lavoro e martedì si vola in Piemonte. Dopo Alessandria la squadra sassarese rimarrà in continente per trasferirsi sabato a Mantova. Bucchi recupererà Marchetti e Scotto che hanno scontato la squalifica e potrebbe anche avere a disposizione Cafiero che sta recuperando dall’infortunio.

Il palo strozza l’urlo in gola a Baraye
Un po' di pepe per insaporire il poco riuscito piatto rossoblù del primo tempo: l'ingrediente giusto il tecnico torresino lo aveva in panchina e lo ha messo in campo all'inizio della ripresa. Yves Baraye ha ravvivato, almeno in parte, il pomeriggio grigio della Torres e dopo i rimbrotti incassati per la scialba gara precedente (con conseguente esclusione dai titolari) incassa i complimenti del suo allenatore, che di lui ha detto: «Ha impresso strappi importanti alla gara, così mi piace e così lo vorrei sempre. Deve trovare continuità, se vuole avere prospettive diverse per la sua carriera». Yves ringrazia. «Mai sbagliare due partite di seguito, se una va male non posso permettermi di continuare così. La panchina? Le scelte del mister vanno rispettate, siamo in tanti e non è un problema star fuori per una volta. Sono entrato in campo determinato, volevo segnare il primo gol al “Sanna” ma il palo me lo ha impedito». L'attesa si prolunga ma l'attaccante taglia corto: «Sono altrettanto contento per un assist che manda in rete un compagno. Non è un assillo, quando arriva... arriva». Tornando sul tiro finito sul palo, Baraye rivela: «Potevo fare meglio, ho pensato di essere in fuorigioco dimenticando che prima di calciare non si deve pensare ma solo agire d'istinto. Non voglio però soffermarmi ancora su questa occasione e su questa partita, la mia concentrazione è già rivolta alla sfida di mercoledì. Il pareggio col Giana è già il passato, il presente adesso si chiama Alessandria».

Migliaccio e Barbuti: «Guardiamo avanti con ottimismo»
Voleva tornare al successo ma una Torres così incolore deve accontentarsi di un pareggio figlio di una prova "preoccupata", come ha detto con tono sorpreso anche mister Bucchi nell'immediato dopo gara. La squadra non era mentalmente libera e la conferma arriva con le parole di Vincenzo Migliaccio: «Siamo partiti contratti, forse abbiamo sentito in modo eccessivo il peso di questo scontro diretto e la mancanza di risultati dell'ultimo periodo. Potevamo vincere ma anche perdere, direi che il pari è giusto». Scendendo più nel dettaglio, il difensore aggiunge: «Non nascondo che c'era tensione in squadra, psicologicamente abbiamo sofferto l'impatto con una gara così importante ed è stato un brutto primo tempo. Nella ripresa le cose sono andate un po' meglio e siccome preferisco pensare positivo sottolineo che nonostante le difficoltà abbiamo mostrato la capacità di soffrire senza mai vacillare davvero. Infatti non ci sono stati rischi concreti contro un Giana generoso ma non pericoloso. Prendiamo questo punto - conclude Migliaccio - e guardiamo avanti. La classifica non deve impensierirci, stiamo tranquilli e andiamo ad Alessandria per fare la nostra partita, in serenità». Con Riccardo Barbuti, penalizzato dalla scarsità di palloni indirizzati alle punte, l'attenzione si focalizza sull'episodio "sospetto", che ha fatto gridare al rigore da... 3 punti. «Ci poteva stare, purtroppo l'arbitro ha deciso diversamente. Io ho sentito la trattenuta che mi ha impedito di calciare e voglio rivedere bene l'azione in tivù insieme ai compagni. Ho accentuato la caduta? Più semplicemente - afferma l'attaccante torresino - ho agito d'istinto: ho sentito il contatto e sono andato giù». Così sulla gara: «E' stata povera di occasioni da gol e con un gioco spesso confusionario. Dopo due sconfitte eravamo in uno stato d'ansia che ha influito negativamente sulla prova, soprattutto nel primo tempo. Ma siamo stati anche sfortunati, con un palo e un possibile rigore negato in un finale più vivace, che induce all'ottimismo per le prossime due trasferte».

Palla al centro: tre gare da dimenticare continua il momento no dei rossoblù
AMARO. E’ la prima volta in assoluto che la Giana gioca a Sassari. Ma è stato un debutto positivo. La squadra dell’entroterra milanese, che ha la sede sociale e si allena a Gorgonzola (paese di 20.000 abitanti) si è dunque rivelata un osso duro per i rossoblù di Cristian Bucchi. PRIMO PARI A OCCHIALI AL “VANNI SANNA”. Continua il momento-no della Torres al quarto 0-0 stagionale, il primo ottenuto in casa dopo gli stessi risultati senza reti arrivati dalle ben più difficili trasferte di Arezzo, Bassano e Como. UN SOLO PUNTO IN 3 PARTITE. Record negativo per la Torres che ha conquistato un solo pareggio nelle ultime tre partite, senza peraltro segnare neppure un gol. Questi i risultati: 2-0 a Pordenone e Novara e appunto 0-0 ieri pomeriggio. POLVERI BAGNATE. Dov’è Maiorino? Se non segna la punta di Taranto (classe 1989) difficilmente la Torres centra il successo. In questo campionato il bomber rossoblù (12 reti con 3 rigori) è rimasto a secco 17 volte e in queste partite la Torres ha conquistato la miseria di 11 punti. UN PO’ DI JUVE. Con la maglia biancoceleste dei lombardi ha giocato Andrea Gasbarroni, 34 anni portati alla grande, per tre stagioni (dal 1998 al 2001) nella rosa della squadra juventina con Marcello Lippi allenatore. NUOVO SPEAKER. Per la Torres tre allenatori (Francesco Costantino, Vincenzo Cosco e Cristian Bucchi) e altrettanti speaker. Ieri ha debuttato al microfono Giulia Bardanzellu.

Le pagelle
5,5 TESTA. Abbastanza attento tra i pali, inguardabile quando è chiamato a giocare la palla coi piedi.
6 IMPARATO. Raggiunge la sufficienza sono perchè è uno dei pochi a buttare in campo il cuore. Cresce nella ripresa, ma non basta.
6 MINARINI. Gara onesta, senza acuti e senza errori particolari.
5,5 PETERMANN. Un paio di lanci non bastano. Gioca defilato a sinistra e non entra quasi mai in partita.
6 MIGLIACCIO. Buon lavoro in copertura, tanti pasticci in fase di rilancio.
6 AYA. Si batte contro avversari del calibro di Gasparroni e Sinigaglia. Non c’era da aspettarsi di più.
5,5 FOGLIA. Molti chilometri ma tante imprecisioni. Anche lui sembra frenato dalla paura.
5 BOTTONE. Non è la sua giornata. Sbaglia anche i passaggi da un metro.
6 BARBUTI. Lotta ma è troppo solo contro una difesa che non concede nulla.
5,5 MAIORINO. Due assit nel finale che Baraye e Barbui non riescono a trasformare in gol. Non è l’attaccante ammirato in altre occasioni.
5 BUONAIUTO. Sente troppo la tensione e finisce per estraniarsi dal match. La sua partita dura 45 minuti.
6 BARAYE. Ha voglia di lasciare un segno ed esagera con le finte. Fosse appena più concreto...
6 MARINARO. Deve giocare. Il suo ingresso in campo ha cambiato la partita.

Antonio Ledà, Daniele Doro, Sandra Usai e Raimondo Angioni - La Nuova Sardegna





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