Torres convalescente col Pavia
Data: Lunedì, 23 marzo @ 08:37:18 CET
Argomento: Rassegna stampa


Solo un punto per la Torres. Anche se, considerati i tempi - con le avversarie che si avvicinano e la classifica sempre più pesante - la squadra sassarese fa bene a far tesoro anche degli spiccioli. Cosa per nulla scontata e affatto facile. Ieri i rossoblù hanno dovuto battagliare per dividere la posta con il Pavia,



squadra che sta lottando per la promozione diretta in serie B e che ha provato a far sua la partita fino all’ultimo dei 4 minuti di recupero concessi dal signor Di Martino. La gara, diciamolo subito, non è stata bellissima. La Torres ha regalato l’intero primo tempo ai lombardi limitandosi a controllare il gioco nella sua tre-quarti. La ripresa è stata più divertente perchè Maspero ha provato a spingere sull’acceleratore, inserendo Pederzoli in cabina di regina con Soncin spostato sulla linea degli attaccanti, e Bucchi ha accettato la sfida inserendo Baraye e Marinaro pur sapendo di rischiare qualcosa dietro. Alla fine il pareggio è onesto e il punto consente alla Torres di muovere la classifica, di allungare su Cremonese, Monza e Giana e di prepararsi con più serenità allo scontro diretto di domenica, sempre in casa, contro il Monza. Bucchi si copre. Sabato, dopo l’ultima rifinitura, l’allenatore rossoblù aveva fatto capire che avrebbe mandato in campo una squadra prudente. Così ieri ha schierato i suoi ragazzi con una difesa a cinque (Cafiero e Ligorio esterni, Aya, Migliaccio e Marchetti centrali) con Cerone, Imparato e Petermann a centrocampo e il tandem Maiorino-Scotto in attacco. Il Pavia ha risposto con un 3-5-2 che si è spesso trasformato in 3-4-3 perchè Soncin ha spinto molto, finendo per giocare alle spalle di Grbac e Marchi. La gara non ha regalato grandi emozioni con la Torres che si è limitata a controllare gli avversari e il Pavia che è sembrato sorpreso dell’atteggiamento dei padroni di casa e non ha avuto il coraggio di affondare i colpi. Nei primi 45’ di gioco i padroni di casa si sono presentati nell’area avversaria una sola volta (cross di Imparato e girata al volo di Maiorino respinta in angolo dal portiere) mentre il Pavia ci ha provato con un tiro di Rosso rimpallato da Cerone, con una punizione alta di Sereni e ancora con Sereni che è riuscito a deviare un traversone di Ghiringhelli senza inquadrare la porta. Ripresa più divertente. Al ritorno in campo dopo l’intervallo Maspero ha deciso di non accontentarsi dello 0-0 e ha chiesto a Soncin di giocare più avanti, con Pederzoli in cabina di regia al posto di Malomo. Bucchi ha accettato la sfida è ha fatto scaldare Marinaro (che ha preso il posto di Cafiero) e poi Baraye, entrato per uno spento Petermann. La Torres è passata al 4-4-2 (e poi al 4-3-3) e la gara è salita di tono con le squadre più lunghe e qualche occasione interessante da una parte e dell’altra. I rossoblù si sono resi pericolosi al 47’ con una triangolazione Scotto-Maiorino-Imparato conclusa con una botta deviata in angolo, e al 74’ con un contropiede di Baraye e un lancio per Maiorino che il bomber non è riuscito a controllare. Il Pavia ha risposto con una conclusione di Soncin, servito involontariamente da Migliaccio, che ha esaltato i riflessi di Testa, e con uno scambio tra Cesarini e Soncin che è scivolato al momento del tiro. Al 83’ la Torres ha protestato a lungo per un fallo in area su Barbuti (trattenuto per la magia) che l’arbitro non ha sanzionato. Nel finale il Pavia si è reso ancora pericoloso con Marchi che ha deviato al volo un traversone di Cogliati ma ha spedito la palla sul fondo. Sarebbe stata una beffa per l’impegno - se non proprio per il gioco - fatto vedere dalla Torres, che al fischio finale ha festeggiato lo 0-0 come una vittoria. In questo momento anche un punto fa tremendamente comodo.

Bucchi si accontenta: «Va bene anche così, playout più lontani»
Comunque sia è un punto che vale. Non solo perché arriva dopo due sconfitte consecutive e contro una delle big del campionato che cercava la vittoria per conservare la testa della classifica. Ed è un punto conquistato al termine di una prestazione che non è stata eccezionale ma nemmeno da buttare via. «Sicuramente – dice Cristian Bucchi a fine gara – non si è vista la differenza di 22 punti che c’è in classifica tra noi e il Pavia. Credo che questo punto lo abbiamo meritato e dico anche che nessuna delle due squadre meritava di perdere. Non è stata una grande partita e anche la capolista non ha brillato. Ma questo credo sia dipeso soprattutto dalla nostra prestazione». Poi, immancabile, la lamentazione (anche l’allenatore del Pavia ha sottolineato la cosa) sulle condizioni infami del manto erboso del “Vanni Sanna”. «E’ veramente difficile – spiega Bucchi – giocare su un campo così disastrato. Ad esserne penalizzato è soprattutto lo spettacolo e certe situazioni vanno addebitate esclusivamente a rimbalzi del pallone che falsano le giocate». Ancora sulla partita. «Oggi abbiamo concesso poco al Pavia – dice ancora l’allenatore rossoblù – e non abbiamo sbagliato nulla in difesa. Mi sento di dire che i ragazzi che hanno giocato sono stati bravi». «Certo – conclude il mister dei sassaresi – nella ripresa col calare del ritmo abbiamo pensato di poter cercare il colpaccio modificando il modulo e mandando in campo tre punte. Non ci siamo riusciti ma va bene lo stesso. Il punto che abbiamo conquistato è buono perché ci permette di mantenere lo stesso distacco dalla zona playoff e oggi delle squadre pericolanti eravamo noi ad avere la partita più difficile. Adesso pensiamo allo scontro diretto di domenica prossima con il Monza. E’ una partita che vogliamo vi ncere contro una squadra che è sicuramente alla nostra portata». Riccardo Maspero, compagno di squadra di Bucchi quando entrambi giocavano nel Perugia, allenatore del Pavia è fondamentalmente deluso. «Siì lo ammetto – dice il tecnico Lombardo – speravo di vincere questa partita. Diciamo che il vento e un campo infame ci hanno creato qualche problema, così come alla Torres, soprattutto nelle ripartenze. La partita l’abbiamo interpretata bene poi sono stati gli episodi a indirizzarla. Diciamo anche che poteva starci un rigore per parte ma questo è normale e gli arbitri possono sbagliare». «Mi aspettavo una Torres così – conclude Riccardo Maspero -, forte e compatta, in grado di poterci fare male. Insomma, il pareggio mi sembra giusto e lo accettiamo con serenità. Anche perchè la lotta per il primato continua e noi abbiamo il dovere di crederci fino alla fine del campionato».

Maiorino: «Riusciremo a ripartire»
Il momento, come dicono i risultati, non è dei migliori e anche l'uomo della provvidenza rossoblù sembra essersi smarrito. Dov'è finito Pasquale Maiorino, quello che segnava con regolarità e teneva in ansia le difese avversarie? «Sono sempre lo stesso», assicura il trequartista, 12 reti all'attivo, l'ultima realizzata l'8 febbraio nel pirotecnico 3-3 col Feralpi. «Un periodo di calo capita a chiunque, nelle ultime settimane ho accusato un po' di stanchezza ma cerco di dare sempre il massimo. Anche per la squadra è una fase sfortunata ma tornerà a girare bene, spero dalla prossima gara col Monza che per noi rappresenta un bivio: dobbiamo assolutamente tornare a imboccare la strada della vittoria. I 3 punti sono d'obbligo». Pasquale non ha messo la sua firma sul risultato con la capolista, ma non si demoralizza: «Per me il gol non è una priorità, penso solo a impegnarmi per il bene della Torres. Il pessimo stato del campo? Condiziona non solo me, però non facciamolo diventare un alibi».

Migliaccio e Cerone: «Un buon punto»
Ancora rimandato l'appuntamento con la vittoria e pure quello col gol, ma mister Bucchi ha parlato comunque di prova importante e di una buona Torres, energica e combattiva. Parole riprese e condivise dal capitano rossoblù. «Avevamo di fronte un avversario di qualità, che si sta giocando la promozione e onestamente devo riconoscere che il pari è risultato giusto. Noi - aggiunge Vincenzo Migliaccio - non potevamo concedere niente alla capolista, memori di com'è andata col Bassano dove è bastato poco per ritrovarci sconfitti. Ma dovevamo anche dimostrare spirito di sacrificio e attaccamento alla maglia e il gruppo ha risposto come doveva. Su questo aspetto possiamo dirci soddisfatti, l'atteggiamento mentale era molto importante e c'è stata attenzione da parte di tutti, in una gara dura ma leale». Passando ai dettagli, per il capitano «c'erano due rigori per noi e uno per i pavesi, non sono stati fischiati e bisogna prenderne atto e guardare avanti, alla prossima sfida non meno impegnativa. Ci aspetta una settimana di gran lavoro per affrontare al meglio lo scontro diretto col Monza, fondamentale per il nostro cammino verso la salvezza e non ho dubbi che la otterremo, con fiducia e applicazione». Si giocherà ancora in casa, ma il "Sanna" si sta rivelando nemico insidioso. Lo sostiene con dispiacere anche Migliaccio: «Il terreno di gioco purtroppo è un disastro ed è sempre più evidente come stia penalizzando soprattutto gli attaccanti». Anche per Federico Cerone il pareggio è cosa buona e giusta. «Lo 0-0 in una simile gara può starci. Il gol continua a mancare, è vero, ma non deve diventare un problema e infatti non lo sentiamo come tale. Con un po' di fortuna in un paio di partenze potevamo sbloccarci, ma è stata comunque una prova positiva per tutti, disputata con l'attenzione e la determinazione richieste dal confronto con un avversario così solido. Sono certo - conclude il centrocampista - che torneremo a segnare contro il Monza, ci basta un gol purchè sia da 3 punti».

Secondo pareggio casalingo per 0-0
SECONDO 0-0 IN CASA. Per la Torres un buon punto al “Vanni Sanna”: è il secondo risultato a occhiali conseguito dai rossoblù davanti al pubblico amico. Il primo 0-0 la squadra di Cristian Bucchi l’aveva ottenuto all’ottava giornata di ritorno (1 marzo 2015) contro il Giana Erminio. Nell’intera stagione Maiorino e compagni questo punteggio l’hanno centrato altre tre volte, sempre in trasferta, contro Arezzo, Bassano e Como. Anche all’andata la Torres ha fermato la formazione lombarda sul pareggio (1-1) grazie al gol firmato su rigore da Saveriano Infantino, ceduto a gennaio. OTTO GIORNATE SENZA VITTORIE. Dopo la bella serie positiva di inizio girone di ritorno (tre successi contro Pro Patria, Arezzo e Lumezzane e il pari con il Como, sinora record stagionale per i sassaresi) la Torres è a digiuno di successi da ben nove turni (3-1 a Lumezzane con reti segnate dall’ex Baraye e da due rigori realizzati da Maiorino e Barbuti). A seguire la miseria di quattro pareggi (3-3 col Feralpi Salò, il già ricordato 0-0 con il Giana, 1-1 ad Alessandria e lo 0- 0 di ieri) e altrettante sconfitte (2-0 a Pordenone, Novara e Mantova, 1-0 in casa col Bassano). PROFUMO DI SERIE A e B. Stagione n.20 di calcio a ottimo livello per il numero 9 del Pavia Andrea Soncin. 37 anni nato a Vigevano, il capitano della squadra ospite, tra i migliori in campo ieri al “Vanni Sanna”, ha ricevuto meritati applausi dal pubblico sassarese quando a metà ripresa è stato sostituito da Cogliati, 14 anni in meno di età. 133 reti tra i professionisti, Socin vanta una carriera di grande livello tra A, B, C1 e C2. Nel massimo campionato ha giocato a Venezia, Perugia (con Bucchi), Fiorentina, Atalanta e Ascoli. Nelle ultime stagioni sempre tra i cadetti con le maglie di Atalanta, Ascoli, Padova, Grosseto e Avellino.

Le pagelle
7 TESTA. Un grande intervento su Soncin, servito, involontariamenta da Migliaccio. Il portiere conferma di aver ottimi riflessi e qualche limite nel giocare il pallone coi piedi.
6 CAFIERO. Primo tempo onesto. Deve abbandonare il campo perchè toccato duro da un avversario.
6 LIGORIO. Finisce per giocare sulla linea dei tre difensori centrali ma fa il suo lavoro fino in fondo.
7 AYA. E’ la sorpresa più bella di questo finale di stagione. Gara quasi perfetta.
6 MARCHETTI. Attento e concentrato. Aveva contro gli attaccati più prolifici del campionato ed è riuscito ad annullarli.
6 MIGLIACCIO. Un solo errore e tanti recuperi importanti.
6 IMPARATO. Meno brillante del solito. Spreca una delle pochissime occasioni da gol costruite dai rossoblù. Sopperisce con la grinta.
6 CERONE. Gara senza acuti ma anche senza grosse sbavature.
6,5 SCOTTO. Tanto cuore. Pochissime palle giocabili.
5,5 MAIORINO. Si impegna ma ha perso lo smalto d’inizio stagione.
5 PETERMANN. Fuori posizione, non fa nulla per farsi notare.
6 MARINARO. Meglio di Petermann (non ci vuole molto).
6,5 BARAYE. Spreca tanti palloni ma è uno dei pochi a mettere in difficoltà la retroguardia ospite.
S.V. BARBUTI. Poteva decidere la gara se l’arbitro avesse visto una brutta spinta ai suoi danni, in piena area di rigore, a una manciata di minuti dal 90’.

Antonio Ledà, Daniele Doro, Sandra Usai e Raimondo Angioni - La Nuova Sardegna





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