Domenica nerissima Torres già in vacanza
Data: Lunedì, 11 maggio @ 08:36:03 CEST
Argomento: Rassegna stampa


Non è stata una buona domenica. Non poteva esserlo dopo la notizia della morte di Vincenzo Cosco ma anche in campo la Torres non è riuscita a concludere la stagione come aveva sperato. I rossoblù si sono fatti superare in casa dal Renate (che aveva assolutamente bisogno di punti per evitare i playout e ha giocato con grande attenzione)



e devono dire addio alla speranza di disputare la prossima Tim Cup con il Gotha del calcio nazionale. E’ finita 1-0 per gli ospiti con un gol di Spampatti sul finire del primo tempo. Nella ripresa Migliaccio e compagni sono scesi in campo più motivati ma senza la cattiveria messa in mostra nelle ultime settimane. Colpa, probabilmente, del caldo, di una situazione psicologica pesantissima e, forse, di un certo appagamento che ha annebbiato le idee e reso tutto più difficile. Il saluto a Vincenzo Cosco. Le due squadre sono scese in campo indossando una maglia bianca con stampata la foto dell’ex tecnico rossoblù. I giocatori della Torres hanno portato un grande fascio di rose sotto la curva Nord poi si sono stretti in un abbraccio a centro campo. Per un minuto al Vanni Sanna non è volata una mosca. Poi, per tutto il primo tempo, ha messo le ali solo il Renate. La squadra lombarda sapeva di dover vincere per evitare la lotteria degli spareggi salvezza e si è schierata con tre difensori cinque centrocampisti e due attaccanti. La Torres ha risposto con il 4-4-2 utilizzato nelle ultime settimane ma a fare differenza tra le due squadre è stata la testa. Attenti e cattivi gli ospiti, svagati e pasticcioni i rossoblù. la cronaca è a senso unico con un gol annullato al Renate al 2’ per un fuorigioco molto dubbio, un’occasionissima sprecata da Chimenti al 4 e una conclusione alta di Spampatti all’8. la Torres ha risposto con traversone di Aya non sfruttato da Scotto e Baraye e con un contropiede dell’attaccante senegalese sventato da Malgrati. La svolta. Al 36’ il Renate è passato. La difesa torresina ha dato il tempo di Spampatti di ricevere palla al limite dell’area, girarsi e lasciare partite un tiro che ha colpo di sorpresa Costantino. Finalmente Torres. Nella ripresa i ragazzi di Bucchi hanno tentato di raddrizzare la partita e hanno finalmente cominciato a giocare utilizzando le corsie con una certa continuità. Il mister ha cercato di dare più peso all’attacco buttando nella mischia Marinaro, Rubino e Funari ma le occasioni da rete sono state comunque rarissime. Una punizione di Maiorino al 9’, una gran botta di Baraye alta al 26’ e una rovesciata fuori misura di Scotto nel finale. Poco per raddrizzare la gara e rendere un po’ meno amara una domenica che sarà difficile dimenticare.

Grazie mister coraggio
Un lungo applaudo quando le squadre sono scese in campo indossando una maglietta con la foto di Vincenzo Cosco poi la Nord ha fatto capire quanto fosse grande il suo affetto per l’ex allenatore rossoblù srotolando un lungo striscione: «Chi perde lottando vince comunque, ciao mister». Capitan Migliaccio ha deposto un fascio di fiori sotto la curva quindi si è unito ai compagni in un abbraccio a centro campo. Il pubblico del Vanni Sanna ha osservato un minuto di silenzio poi è partito il coro «Vincenco-Vincenzo» e un applauso sincero, sentito, interminabile. Cosco avrebbe apprezzato perchè era stato proprio lui a scegliere di rendere pubblica la sua disgrazia e a dichiarare guerra a una malattina che aveva avuto il coraggio di chiamare per nome: «ho il cancro, non mi arrendo». L’omaggio della curva e lo stesso di tutti quelli che l’hanno apprezzato come uomo prima ancora che come allenatore.

L’amarezza di Bucchi: difficile pensare ai gol
Si aspettava una vittoria per chiudere alla grande il campionato (e conquistare anche il diritto a disputare la prossima Tim Cup). Ma per Cristian Bucchi la sconfitta col Renate va accettata con serenità. «Oggi doveva essere una festa – ha detto nel dopo gara l’allenatore della Torres -, ma non c’erano i presupposti per festeggiare. La scomparsa di Vincenzo Cosco ci ha fortemente condizionato e avevamo la testa altrove. Lui era una persona speciale col quale tutti avevamo un feeling straordinario. Era davvero difficile pensare di poter fare festa». «Comunque sia andata a finire – dice ancora Bucchi – ritengo che questa stagione per noi sia stata straordinaria. Esserci salvati con due settimane di anticipo è stata una cosa grande. Devo ringraziare soprattutto i miei giocatori, il gruppo è stato la vera forza della squadra, tutti si sono battuti con impegno e professionalità per onorare la maglia e mantenere la categoria. E per come si era mesta la stagione, con tutte le problematiche abbiamo avuto, la cosa non era affatto scontata». «Nella mia gestione – continua il tecnico rossoblù – credo che qualcosa di più si poteva anche fare, ma spesso non siamo stati fortunati. Credo che quello che abbiamo ottenuto sia più che meritato. Faccio notare che abbiamo fatto più punti nel girone di ritorno che in quello di andata e questo non sempre è scontato. Mi piace anche sottolineare che il gruppo si è compattato nei momenti difficili e credo sia un motivo di soddisfazione per me e i ragazzi avere evitato i playout. Quindi ringrazio tutti, la squadra, la società, i collaboratori, i tifosi per l’aiuto che ci hanno dato. Per me è stata una grande esperienza vissuta con impegno e serietà. Sono rimasto sempre lucido nei momenti difficili e questo ha fatto bene alla squadra che ha creduto di potercela fare. Insomma, è stata un’esperienza positiva e gratificante. Amo questo lavoro, sono giovane e voglio fare sempre meglio. E qui ho capito che a pagare sempre è il lavoro». Ci sarà ancora la Torres nel futuro di Cristian Bucchi? «Devo ancora parlare con la dirigenza – dice il tecnico romano – e vedremo insieme cosa potrà accadere. A Sassari mi sono trovato bene, la piazza è importante e ha grande potenzialità I nostri tifosi sono stati eccezionali».

Capitani: «Il futuro? Vedremo»
Torres in vacanza? Neanche per sogno. Dopo il fischio che ha messo fine alla sfida col Renate e al campionato Domenico Capitani ha regalato ai giornalisti un terzo tempo che definire pirotecnico è poco. Il presidente si è presentato davanti a taccuini e telecamere e ha annunciato, un po’ sorpresa, che il vero torneo della Torres comincia ora. «Da due anni non riesco ad avere risposte dalla Regione e dal Comune – ha detto – siccome la prossima stagione va programmata subito vi dico che in mancanza di certezze non iscrivo le squadre ai campionati. E questo vale per la maschile, per la femminile e per le giovanili». Il presidente ha fornito un dossier che racconta i suoi due anni “difficili” con la Regione e Comune, fatti di mezze promesse di impegni non mantenuti e di incomprensioni che hanno messo a dura prova la pazienza del patron rossoblù fino a fare girare la voce, in città, di un possibile disimpegno. Ma anche su questo punto Capitani è stato molto chiaro: «Non ho nessuna intenzione di mollare. Voglio solo sapere se in questa città ci sono le condizioni per fare calcio. La società è pronta ad andare avanti ma ha bisogno di certezze. Voglio sapere se la Regione ha intenzione di aiutare lo sport - come del resto ha sempre fatto - o se ha deciso di accontentare solo qualcuno inventandosi “scuse” come i Giganti e l’Expo. Credo che sia più onesto chiamare le cose col loro nome e chiarire che cosa si vuol fare in futuro». Stesso discorso per il Comune. «Voglio bene al sindaco di Sassari – ha detto Capitani – che è una persona simpatica e che ama la Torres. Però anche a lui chiedo di aver coraggio. Siamo in attesa di una convenzione per lo stadio. Abbiamo bisogno di fare lavori importanti, di riseminare il prato, di aprire la tribuna centrale e ridare dignità al Vanni Sanna. Siamo pronti a investire ma se l’amministrazione comunale non è d’accordo investa lei». Un discorso duro che ha toccato anche il settore giovanile («Non ci servono organigrammi ma gente che conosca il calcio), il rapporto con la città («Ho sentito parlare di cordate pronte a scalare la Torres. Sono tutte fantasie) e il ricordo di mister Cosco. «Vincenzo aveva due grandi amori: il calcio e la famiglia. Noi gli dobbiamo molto e finchè io sarò il presidente della Torres darò una mano alla moglie e aiuterò i suoi ragazzi a completare gli studi». Un impegno importante come quello di continuare a credere nella società rossoblù. Che cosa risponderanno Regione e Comune?

«Peccato finire la stagione in questo modo»
Chi perde lottando vince comunque: con queste parole, esibite in un grande striscione, la curva ha dato il suo saluto a mister Cosco in un prepartita carico di emozione. L'hanno sentita anche i ragazzi rossoblù, come conferma il centrocampista Salvatore Giuffrida: «Sono stati momenti toccanti, personalmente avevo i brividi e peccato che sia finita con una sconfitta perchè ci tenevamo tanto a vincere. Lo dovevamo al nostro indimenticato allenatore, al quale avevamo già dedicato la salvezza». Gli fa eco il collega di reparto Fabio Foglia: «In certe situazioni mancano le parole, ma il regalo più grande glielo avevamo fatto due domeniche fa. La Torres resta in Lega Pro e sono contento che lo abbia saputo». Sulla partita col Renate, che ha chiuso in malo modo la stagione (quinto stop casalingo) c'è poco da commentare e qualcosa da puntualizzare: «Avevamo l'obiettivo dei 3 punti per tagliare un altro traguardo importante e salutare al meglio i tifosi, è andata male ma questo risultato non deve mettere in ombra un buon campionato disputato tra mille difficoltà. Chiaro che l'amarezza c'è, come deve essere altrettanto chiaro che ce l'abbiamo messa tutta per evitare un risultato negativo e immeritato. Era una partita almeno da pareggio». Anche Ramzi Aya ricorda mister Cosco e non nasconde la sua amarezza per la sconfitta: «Volevamo vincere anche per lui, lo sentivamo come un dovere e forse questo ci ha messo addosso un'eccessiva pressione, contro un'avversaria che aveva una motivazione forte come raggiungere la salvezza. Abbiamo finito non come speravamo ma - continua il difensore - resta la soddisfazione di aver centrato il traguardo più importante in un campionato con un tasso tecnico più elevato rispetto al passato».

Un addio amaro è il terzo 0-1 al Vanni Sanna
Finale amaro. La Torres è stata battuta in casa dal Renate per 1-0. Lo stesso risultato negativo centrato dai rossoblù all’andata. E’ la terza volta che la squadra sassarese perde al “Vanni Sanna” col risultato minimo. Le altre sconfitte sono arrivate contro il Sudtirol alla 14.ma di andata e contro il Bassano alla 10.ma di ritorno. Invece le sconfitte complessive interne sono cinque. Un’altra annotazione riguarda le partite in cui i rossoblù non hanno segnato: la bellezza di 18 volte. Maiorino a secco. Se non segna il bomber difficilmente la Torres vince. Quest’anno l’attaccante pugliese è andato in gol ben tredici volte con cinque rigori. L’unico penalty fallito è arrivato contro il Venezia al “Vanni Sanna” il 26 aprile. Nella rituale foto ricordo prima del match contro il Renate Maiorino è entrato in campo con il figlioletto in braccio. Un campione con i fiocchi. Quasi nessuno se ne è accorto, ma a seguire la gara di ieri c’era in tribuna centrale Massimo Crippa, direttore generale del Renate. Per il cinquantenne centrocampista di Seregno un passato super illustre sia con la Nazionale (17 presenze e un gol), e in serie A con ben 13 campionati e 233 gol all’attivo.

Le pagelle
6 COSTANTINO E’ sembrato sopreso in occasione del gol che ha deciso la partita. Per il resto poco lavoro. Sperava di festeggiare il debuto in casa con un altro risultato.
6 AYA Un buon lavoro sia come esterno che come centrale quanto la Torres si è schierata con tre difensori.
6 IMPARATO Meno grintoso del solito. Forse ha sofferto il caldo, forse aveva la testa altrove.
6 GIUFFRIDA Tanti palloni recuperati ma anche tanti errori di misura nel rilanciare l’azione.
6 MARCHETTI Qualche indecisione (una poteva costare cara) ma una gara tuto sommato onesta.
6 MIGLIACCIO Fa il suo dovere. Forse è un po’ meno cattivo del solito, ma può capitare.
6 BUONAIUTO Si vede solo a tratti. E Bucchi lo richiama in panchina.
6 FOGLIA Anche per lui gara a fasi alterne. Ha fatto meglio in altre occasioni.
6 SCOTTO Si vede poco e conclude ancora meno.
6 MAIORINO Uno dei più combattivi. Ma anche lui è in riserva di energie.
6 BARAYE Si batte e prova a chiudere la stagione con una prova di orgoglio. Ma è troppo solo e troppo innamorato del dribbling.
6 MARINARO Aggiunge un pizzico di fantasia ala manovra rossoblù, ma anche lui non morde.
6 RUBINO Una delle poche note liete della domenica: bentornato. 6 Funari Gioca pochi minuti ma sembra carico. Poteva entrare prima?
6 BUCCHI Difficile tenere concentrata la squadra dopo una notizia come quella dell’altro ieri. Ci ha provato.

Antonio Ledà, Daniele Doro, Sandra Usai e Raimondo Angioni - La Nuova Sardegna





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