La Lega Pro riduce i costi: spazio ai baby e rose corte
Data: Giovedì, 14 maggio @ 14:11:05 CEST
Argomento: Rassegna stampa


La stagione regolare è finita anche se adesso ci sarà l’appendice dei playoff e dei playout per decidere le ulteriori promozioni e retrocessioni. Ma la Lega Pro sta già programmando la prossima stagione e arrivano le prime importanti decisioni che cambiano il quadro normativo per quanto riguarda le modalità di iscrizione al campionato,



la composizione delle rose dei giocatori, i contributi per i giovani e i diritti televisivi. Iscrizione al campionato. La novità riguarda la fidejussione che passa da 600 a 400 mila euro. Sarà la Lega stessa a garantire la differenza. È stato così ridimensionato, a beneficio della società, un impegno finanziario iniziale che ha creato spesso difficoltà. Inoltre, se il monte ingaggi non supererà il milione di euro, ci sarà il beneficio di un bonus di 100 mila euro che scende a 50 mila euro se il monte stipendi non sarà superiore ai due milioni di euro. Composizione delle rose. Dopo un accordo con l’Associazione Italiana Calciatori, è stato deciso che le “rose” dovranno essere formate con non più di 24 giocatori professionisti, dei quali otto dovranno essere Under 21. Con un terzo di giovani tesserati, le società avranno diritto al massimo dei contributi federali previsti. I giovani tesserati potranno essere in numero non inferiore ai cinque, pena la perdita dei contributi. Diritti televisivi. Sport Tube è stato un successo e ha totalizzato 24 milioni di contatti. Ora si cercherà di razionalizzare la distribuzione dei proventi. A margine della riunione del Consiglio Federale di categoria chiamato a ratificare queste importanti novità, è continuato il lavoro delle società dissidenti dalla linea Macalli (peraltro assente in quanto squalificato) che chiedono, ancora senza successo, un consiglio straordinario nel tentativo di un radicale cambio ai vertici della Lega. Tra le società che chiedono un cambio di rotta in Lega c’è anche la Torres.

Sos dalle ragazze rossoblù: «Non lasciate morire la Torres»
«Il presidente Domenico Capitani si chiede se a Sassari sia possibile fare calcio. Bene, questo vorremmo saperlo anche noi giocatrici della Torres femminile». Così Giulia Domenichetti al termine di una conferenza stampa convocata ieri al Vanni Sanna. Assieme a lei altre due colonne rossoblù: il capitano Betta Tona e Giorgia Motta. A pochi giorni dallo sfogo del patron, che in mancanza di risposte dalle istituzioni – Regione e Comune – ha paventato la possibilità di non iscrivere le squadre ai campionati, sono le gladiatrici torresine a ribadire il concetto. «Sono a Sassari da 12 anni, ma mai come adesso siamo preoccupate per il futuro della società, della Torres maschile che vanta una storia centenaria e di quella femminile che rappresenta la storia del calcio in rosa – spiega Betta Tona -. Abbiamo vinto tantissimo, abbiamo giocato la Champions League, competizione che tutti sognano. Portiamo con orgoglio la Sardegna e Sassari in giro per Italia e Europa e facciamo sacrifici per fare calcio – prosegue -. Sappiamo che la Regione aveva stanziato 175mila euro per la Torres femminile, c'è una delibera a riguardo e ci chiediamo perché questi soldi non sono arrivati. Anche il Comune, per quanto possibile, deve fare la sua parte. Siamo qui anche noi a chiedere risposte, perché vorremmo evitare che il nostro sogno si trasformi in incubo». Sette scudetti, otto Coppe Italia, sette Supercoppe e due Italy Women's Cup: una bacheca che parla da sola e racconta del team più vincente d'Italia: «Penso che chi di dovere debba curare l'interesse della realtà sportiva sassarese – dice Domenichetti -. La Torres è una gallina dalle uova d'oro, benvoluta, dal respiro internazionale, foriera di visibilità e efficace veicolo di promozione. Serve interesse, da parte di tutti, per programmare e far crescere il progetto». Interesse che possa generare cultura sportiva e alimentare l'intero movimento: «Tra un mese inizia il Mondiale femminile, evento importantissimo su cui puntano Fifa e Uefa. Il presidente Tavecchio dice che l'obiettivo è convincere i presidenti delle squadre maschili ad avere anche un settore femminile – chiude Giorgia Motta -. Nonostante tutti i problemi avuti a Sassari siamo all'avanguardia. Il presidente non può essere lasciato solo». Intanto proprio ieri la Commissione Nazionale Dilettanti ha condanno la Torres a risarcire cinque giocatrici che vantavano rimorsi promessi e mai pagati relativi alla stagione 2013-2014. La società ha un mese di tempo per versare, nel complesso, circa 30 mila euro.

Daniele Doro e Giovanni Dessole - La Nuova Sardegna





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