Partite truccate, la Torres sotto accusa
Data: Mercoledì, 20 maggio @ 08:45:28 CEST
Argomento: Rassegna stampa


«Sì è vero sono indagato». Domenico Capitani conferma di aver ricevuto un avviso di garanzia per l’ennesima inchiesta sul calcioscommesse. «Si sono presentati a casa due agenti di polizia e mi hanno notificato il provvedimento del pubblico ministero di Catanzaro. Ho firmato ma sono sereno.



Sul piano personale non ho assolutamente nulla da temere perché so di non aver fatto nulla. Sono tranquillo anche per quanto riguarda la Torres perché conosco i miei collaboratori e i ragazzi e sono convinto che riusciremo a dimostrare la nostra estranietà a tutte le accuse». Sereno. Il presidente risponde al telefono dall’Argentario dove aveva un appuntamento di lavoro che non ha ritenuto opportuno disdire. Sintomo, anche questo, di tranquillità. «Voi avete seguito tutte le partite della Torres. Avete visto quanta fatica abbiamo fatto per conquistare la salvezza e superare le difficoltà di un’annata durissima. Pensate davvero che qualcuno si sia venduto due partite? E poi chi? Nell’inchiesta non sono coinvolti calciatori rossoblù e questo non fa che rafforzare la certezza che ne usciremo puliti». La difesa. Capitani si difende e difende l’ex ds Enzo Nucifora e l’ex allenatore Massimo Costantino. «Sono convinto dell'integrità del nostro ex tecnico sul quale metto la mano sul fuoco. Per quanto riguarda Nucifora, confido che le sua situazione venga chiarita al più presto e non ho motivi di pensare che possa in alcun modo aver determinato i risultati delle partite sotto inchiesta». Anche su questo punto Capitani si mostra sereno e pronto a dare battaglia. «Ho visto che i sospetti sono concentrati su tre gare: Monza-Torres, Torres-Pro Patria e la sfida di coppa Italia col Pisa. Per quanto riguarda la sconfitta di Monza posso solo dire che è una storia vecchia, sulla quale c’erano già state indagini concluse con un nulla di fatto. Ci avevano interrogato e posso solo confermare che, nonostante la sconfitta, a Monza i ragazzi hanno dato tutto quello che potevano». Pisa-Torres. Ancora più incredibile, per il patron rossoblù, è il caso di Pisa-Torres. «Era una partita valida per la Coppa Italia e capitava a cavallo di due impegni di campionato. La Torres era rimasta in ritiro in Lombardia e ha scelto di inviare a Pisa la formazione Berretti rinforzata da qualche ragazzo della prima squadra rimasto in panchina. Lo avevate scritto anche voi e lo sapevano tutti. Era già successo l'anno prima, contro il Frosinone, quando perdemmo 5-1 con la squadra di ragazzi. E la scorsa estate, sempre in Coppa Italia, abbiamo affrontato e vinto con l'Aversa Normanna in versione Juniores. Una scelta, quella di far giocare i giovani, legata spesso alle distanze, alle spese e alle esigenze del campionato. Certi risultati non sono per niente sorprendenti. Parlare di partite truccate, almeno in questo caso, mi sembra davvero esagerato». Torres-Pro Patria. Stesso discorso per la gara con la Pro Patria. «Abbiamo vinto 4-0 ma abbiamo faticato per tutto il primo tempo. Nella ripresa loro hanno preso il primo gol e si sono dovuti aprire. Per noi è diventato tutto più facile. Ma anche questo fa parte del gioco». «Io – ha concluso il presidente – ci tengo a ribadire che non c'è alcuna preoccupazione da parte mia legata a comportamenti illeciti dei tesserati della Sef Torres e auspico che tutto venga chiarito nelle sedi opportune. Ho già affidato l’incarico di tutelare buon nome mio e della società sassarese a un avvocato di fiducia e sono certo che la Torres uscita pulita anche da questa inchiesta».

Le gare incriminate
Sono tre le partite che vedrebbero la Torres coinvolta nel nuovo scandalo del calcio scommesse. Due gare dell’ultimo campionato (Monza-Torres e Torres-Pro Patria) e una di Coppa Italia (Pisa-Torres). Cominciamo da quella relativa alla fase preliminare della Coppa Italia con la Torres impegnata sul campo di Pisa. La gara, in programma mercoledì 29 ottobre, cadeva tra le due trasferte consecutive di Bassano e Pavia. Annunciando la cosa con largo anticipo e su richiesta esplicita dell’allora allenatore Massimo Costantino che non voleva sottoporre i giocatori allo stress di una trasferta lunghissima visto che la squadra si trovava in ritiro ad Arona, a parte un paio di giocatori della prima squadra sono partiti da Sassari per Pisa i ragazzi della Berretti che hanno perso con un sonante 4 a 0. La seconda partita incriminata è quella di Monza del 17 dicembre dello scorso anno. Una gara complicata, sospesa per il maltempo il 16 novembre e recuperata dopo un mese. La Torres di allora aveva Vincenzo Cosco in panchina e ha perso 3 a 0, al termine di un gara che si era messa subito male per i rossoblù con l’infortunio di Balistreri e l’espulsione di Lisai. Il Monza, con la vittoria sulla Torres si è infatti posizionato al quinto posto e dopo aver sbagliato un rigore, ha dilagato nella ripresa. C’è da dire che la società lombarda aveva subito denunciato un tentativo di combine. Un giocatore del Monza sarebbe stato contattato da qualcuno che gli avrebbe offerto soldi se si fosse attivato per favorire la sconfitta della squadra biancorossa. La procura federale aveva aperto un’inchiesta che non ha prodotto risultati. Nell’occasione la Torres ha lamentato il fatto che la denuncia era arrivata, stranamente, a tre mesi da quella partita e alla vigilia della gara di ritorno. Infine, la terza partita incriminata, Torres-Pro Patria finita 4 a 0. Era la prima gara con Cristian Bucchi in panchina, con Enzo Nucifora ormai fuori dalla società, ed è stato un successo facile con quattro reti realizzate tutte nel secondo tempo. Anche in questa occasione la Procura Federale si è attivata senza risultati.

La società rischia la retrocessione
La procura federale è già al lavoro. Stefano Palazzi ha convocato i suoi “fedelissimi” per domani a Roma. Il primo passaggio sarà quello di prendere visione delle carte giudiziarie, studiarle a fondo e cominciare un lavoro che dovrà concludersi in tempi stretti. Possibilmente entro la fine di luglio, per evitare che i prossimi campionati di Lega pro e serie D possano subire ritardi o variazioni dell’ultimo momento. Non sarà facile, perchè c’è tanta carne al fuoco e arrivare a delle conclusioni in poco più di sessanta giorni, richiederà un super lavoro. I rischi. Domenico Capitani, presidente della Torres, non ha molti motivi per stare tranquillo. La radiazione è la pena più severa prevista dai regolamenti per i dirigenti accusati di illecito sportivo. Può essere sostituita da una squalifica a tempo, oppure da un’inibizione per un breve periodo. Difficilmente a chi ha un ruolo nelle società vengono comminate sanzioni pecuniarie. Lo stesso discorso vale per l’ex direttore sportivo rossoblù, Domenico Nucifora e l’allenatore del Barletta, il Nuorese Ninni Corda. Le intercettazioni pubblicate sembrerebbero inchiodarlo, anche se l’ex tecnico di Tempio e Alghero, è pronto a giurare sulla sua innocenza. La pena/1. La Torres, tornata due stagioni fa tra i professionisti, si trova ad affrontare una nuova bufera che preoccupa non poco una tifoseria che negli ultimi anni ne ha viste e sentite di tutti i colori. Le sanzioni per chi si rende responsabile dei reati contestati al club sassarese, vanno dalla retrocessione di una o due categorie se i fatti contestati sono di particolare gravità, alla penalizzazione in classifica, a multe che possono essere più o meno ingenti. La pena più pesante viene applicata quando è dimostrato che le partite “combinate” hanno alterato il risultato conclusivo del campionato. Ed è questa la strada che l’accusa potrebbe percorrere. Da indiscrezioni si è saputo che nei cassetti della procura di Catanzaro (tra oggi e domani trasmetterà al procuratore federale Stefano Palazzi tutti gli incartamenti) ci sarebbero molte intercettazioni compromettenti, sulle quali si stanno facendo una serie di verifiche per capire fino a che punto la società sia coinvolta nello scandalo. Le pena/2. Se verrà invece dimostrato che il coinvolgimento della società è stato solo occasionale e le gare in questione non hanno influito sui verdetti finali del torneo, il club sconterà dei punti di penalizzazione (da quantificare) nel corso del prossimo campionato. Solitamente, quando la situazione è compromessa, la linea difensiva punta sul coinvolgimento temporaneo, anche se nel caso specifico, la Torres è sicura di essere estranea ai fatti ed è pronta a difendersi in tutte le sedi. Si annuncia un’altra estate caldissima che i tifosi sassaresi vivranno col fiato sospeso.

Sui social esplode l'angoscia dei tifosi
Sorpresa, delusione, amarezza. La notizia del coinvolgimento della Torres nell’inchiesta della procura di Catanzaro sul calcioscommesse ha fatto il giro della città. I commenti sono tra lo sbigottito e l’arrabbiato. «Sono sorpreso – ha detto il sindaco Nicola Sanna –, ma spero che tutti ne escano bene. Però se dovesse emergere qualche elemento sospetto, che sia immediatamente chiarito e il responsabile sia condannato». «Mi auguro – ha continuato il primo cittadino di Sassari – che sia solo una fase di verifica e che come capita molte volte alcuni sospetti non siano veri. Tutti noi andiamo allo stadio pensando di assistere a una disputa tra sportivi. Spero che sia ancora così. Il mondo del calcio non è nuovo a queste vicende, non solo quello italiano ma anche internazionale. Girano molti soldi e immagino che qualche caso come accaduto in passato purtroppo sia vero. Ma il pallone deve tornare a essere un esempio pulito per la nostra società» Reazioni durissime anche sui social dei tifosi dove si moltiplicano i commenti e le riflessioni sugli episodi denunciati ma anche sul marciume che sta minando la credibilità del calcio. E chi era convinto che finalmente l’estate in chiave Torres sarebbe stata normale, adesso deve fare i conti con l’allarme rosso della giustizia sportiva. A prevalere, per il momento, è la consapevolezza che bisogna aspettare di vedere le carte e di capire quali responsabilità potranno essere attribuite alla società sassarese. I vari interventi, oltre allo stupore e allo sconcerto, registrano una incondizionata fiducia nel presidente Domenico Capitani del quale è stato apprezzato l’intervento chiarificatore arrivato a poche ore dall’arrivo delle prime notizie. Si tende anche a escludere che Massimo Costantino possa essere coinvolto in cose del genere, mentre su Enzo Nucifora, forse perché amico del ds dell’Aquila De Nicola, considerato il personaggio sportivo più importante dell’inchiesta, restano alcune riserve e ci si interroga del perché lo stesso sia stato sollevato o abbia ritenuto di lasciare spontaneamente l’incarico di direttore sportivo rossoblù. Da tanti viene sottolineato anche il fatto che sulle partite con Monza e Pro Patria c’erano state già le attenzioni della giustizia sportiva che non avevano dato esiti, mentre per la gara col Pisa (giocata dalla Berretti) il risultato era scritto in partenza. Infine, è molto gettonata la constatazione che nessuno dei giocatori tesserati dalla Torres è entrato nell’inchiesta. Un elemento importante per accreditare la buona fede, e magari l’estraneità, della società rossoblù. Una speranza che accomuna l’intero popolo torresino.

Integrity Tour: Nucifora ospite d’onore
Un anno e qualche mese fa Sassari ha ospitato una tappa dell'”Integrity Tour”, iniziativa voluta dalla Figc per informare le società calcistiche, i dirigenti, gli staff tecnici e i giocatori dei pericoli che possono correre se entrano nel mirino delle bande che operano nell'ambito delle scommesse sportive. All'incontro con gli organi di informazione, che precedette i due workshop con la prima squadra e col settore giovanile della Torres, presero parte il segretario generale della Lega Pro, Paolo D'Alessio e Marcello Prestilla, manager di Sport Radar la società che monitora le scommesse anomale. La Torres mandò a rappresentarla al tavolo della presidenza proprio Enzo Nucifora. «Guardiamo a questa iniziativa con grande attenzione - disse l’ex ds. – perchè i giovani devono essere educati all'onestà e al rispetto della deontologia dello sport». Sentite oggi, alla luce di quello che sta emergendo, certe parole fanno venire i brividi.

Poca voglia di parlare in casa rossoblù
C’è poca voglia di parlare in casa rossoblù. I giocatori sono tutti tornati a casa dopo la partita con il Renate, ultima della stagione, e chi è rimasto in città preferisce giocare in difesa. «Capiteci - raccontano -. Non conosciamo le carte dell’inchiesta ed è difficile esprimere giudizi». L’impressione è che il fango alzato dalla Procura di Catanzaro dia molto fastidio ha chi ha disputato un campionato tutto in salita conquistandosi la salvezza sul campo senza chiedere favori nè aspettarsi regali. E il fatto che nessun giocatore rossoblù sia finito nell’elenco degli indagati rafforza l’idea di un gruppo solido, molto unito e sinceramente attaccato alla maglia della Torres. Su questo punto è importante il parere di Gigi Scotto, unico sassarese della squadra, arrivato nel mercato di gennaio (e quindi estraneo a qualsiasi sospetto). «Sono stato felice di tornare a Sassari - ha detto - ma la sorpresa più bella è stata quella di trovare una squadra vera. Un gruppo di amici molto solido e con grandi valori morali. Inserirmi è stato facile e contribuire a raggiungere la salvezza è stata una delle sperienze più belle della mia carriera. Sulle vicende di queste ora aspetto con fiducia come tutti i tifosi torresini. Spero che la società riesca a uscire pulita dall’inchiesta della procura di Catanzaro e che la squadra possa affrontare il prossimo campionato di Lega Pro con più serenità di quanto ha fatto quest’anno.

Il patron intercettato e quell’alta tensione per Torres-Pro Patria
Milletrecento pagine di intercettazioni. Un fiume d’inchiostro che arriva fino alla Sardegna. Ecco i passaggi che toccano la Torres. In particolare quelli relativi alla partita di coppa Italia con il Pisa e alla vittoria casalinga con la Pro Patria. Di Nicola (ds dell’Aquila e uno dei boss dell’organizzazione): «Ho mandato un messaggio a quello in Cina...» Fabio Di Lauro (ex calciatorie): «Per domani?...» Di Nicola: «Eh, ha detto che ora mi richiama, fra 15 minuti... Pisa-Torres». Di Lauro: «Si, lo so, lo so... più o meno so già la situazione». La cella telefonica è quella relativa a un’intercettazione che colloca Di Nicola in provincia di Roma, dove era a pranzo con il presidente della Torres Capitani. Poco dopo c’è una seconda telefonata a Di Nicola per sapere quale risultato poteva procurargli. Di Nicola risponde confermando il risultato già anticipato e cioè la vittoria del Pisa. Di Nicola, forte dell'organizzazione criminale di cui faceva parte, si mostra capace di decidere qualsiasi risultato della partita. In cambio l’uomo chiede e ottiene 20.000 euro. Di Nicola: «Allora... 15 diviso 3...» Capitani: «Va bene...» Più tardi, conversando con il suo omologo Enzo Nucifora, Di Nicola ha modo di acquisire ulteriori informazioni in ordine alla partita Pisa-Torres avendo maggiori conferme sull'azione posta in essere dal presidente Capitani e dall'allenatore Costantino. Nucifora: «Ciao Ercolino» Di Nicola: «buongiorno. Dove stai a Pisa?» Nucifora: «Ad Arone sono… con la squadra. Siamo in ritiro, giochiamo a Pavia domenica... sabato, sabato giochiamo a Pavia Di Nicola: «Oggi non vai a Pisa?» Nucifora: «Che vado a fare? abbiamo mandato i ragazzi e la... e quattro della Berretti, Di Nicola: «E chi ci va come accompagnatore scusa»? Nucifora: «Li è andato… l'allenatore in seconda un... un collaboratore de... de.. de… dell'allenatore in prima.. come si chiama .. Bonocore, è andato Manolo Patalano». Di Nicola: «Manolo Patalano che fa?» Nucifora: «eh... è l'addetto alle finanze l'addetto alle finanze fa l'assegno, porta l'assegno, porta i soldi... tutte ste cose...» La conversazione seguente attesta come Di Nicola poteva contare, oltre che sul presidente della Torres, anche sul suo allenatore Costantino. Di Nicola: «Ieri sono stato a pranzo con il presidente come al solito» Costantino: «Ah ho capito ho capito ho capito» Di Nicola: «Per coordinare un po’ tutte le altre situazioni» Costantino: «siamo in attesa un po’ pranzo, poi facciamo allenamento con questi ragazzi che sono rimasti, li è andato il secondo con questi ragazzini perché abbiamo duecentomila problemi insomma và». Di Nicola torna poi a parlare con Nucifora. Nucifora: «Ascolta ! oggi,oggi che fai? Fai qualche puntatina a destra e sinistra?....» Di Nicola: «Eh ti ho detto di sì!». Pesanti anche le intercettazioni su Torres-Pro Patria. Mauro Ulizio (un altro degli indagati) chiama il complice Marcello Sollazzo preoccupato perché le due squadre sono ancora 0-0 alla fine del primo tempo. Solazzo: «Ma tu la stai vedendo? ... tu la stai vedendo?». Ulizio: «Ah... si..». Solazzo: «Col sangue agli occhi stanno giocando!». Ulizio: «Ma no... eh... gli stanno regalando 200 palloni, vedi che quelli non tirano in porta... Devono tirare in porta... adesso tirano in porta... eh... aspetta il secondo tempo se non segnano adesso». Al 9’ minuto del secondo tempo la Torres segna il primo gol e Ulizio informa il complice. Quando poi la Torres segna il 3-0 (risultato già fedele alla combine), c’è una seconda telefonata. Ulizio: «Aspetta un attimo, guarda che…bisogna pagare gli operai stasera». Solazzo: «Domani, no, domani, tanto finché a che tornano di la, domani è... Ulizio: «No, rientra... eh, arrivano stasera, bisogna… dai, cerchiamo di fare stasera che è meglio». Secondo gli inquirenti la vittoria della Torres ha fatto guadagnare al gruppo criminale una cifra che si aggira intorno ai 27/28 mila euro, quale vincita di una scommessa di 16.000 euro. Somma divisa con chissà chi. Cifre più o meno identiche a quelle giocate su altri match sotto inchiesta e che hanno arricchito decine di sospetti.

Antonio Ledà, Daniele Doro e Roberto Muretto - La Nuova Sardegna





Questo Articolo proviene da Torres1903.com
http://www.torres1903.com

L'URL per questa storia è:
http://www.torres1903.com/modules.php?name=News&file=article&sid=6432