Torres: salgono a 4 le gare sospette
Data: Venerdì, 22 maggio @ 08:30:47 CEST
Argomento: Rassegna stampa


Dal pozzo nero del calcio italiano continuano a tracimare guai. La Torres Sassari, già indagata attraverso il suo presidente Domenico Capitani, il suo ex allenatore Massimo Costantino (che ieri ha professato la sua estraneità ai fatti, chiedendo attraverso i suoi legali di essere interrogato)



e il suo ex direttore sportivo Enzo Nucifora, per tre partite dell’ultimo campionato di Lega Pro che la procura sostiene siano state truccate, vede aumentare il peso delle accuse. Da ieri nel mirino degli inquirenti è entrata una quarta partita che vede protagonista l’ultracentenaria società sassarese. Diventano dunque quattro le partite incriminate che riguardano la Torres. Dopo Pisa-Torres di Coppa Italia, Monza-Torres e Torres-Pro Patria di campionato, ecco che anche Renate-Torres è entrata nel mirino dei magistrati di Catanzaro. A Renate la Torres ha disputato, il 6 gennaio 2015, l’ultima partita del girone di andata. I rossoblù sono stati battuti per 1 a 0 (gol di Scaccabarozzi al 65’) al termine di una gara che non li ha visti brillare. E’ stata la prima partita senza Vincenzo Cosco in panchina. L’allenatore della ripresa aveva dovuto abbandonare la squadra per combattere contro il cancro, una partita che purtroppo ha perso il mese scorso. Intanto, l’ex ds Vincenzo Nucifora ha lasciato ieri il carcere di Ascoli Piceno: gli sono stati concessi gli arresti domiciliari. Interrogato dal gip sulle intercettazioni di cui era protagonista, ha risposto fornendo la sua versione dei fatti.

«Nucifora? Non mi spiego la sua ostilità»
“Sto male, le notizie di questi giorni sono sconvolgenti. Non posso accettare che la Torres si trovi in questa situazione, ferita da nefandezze che certo non merita”. A Davide Boncore la Torres è rimasta nel cuore. Siciliano di nascita, ormai si sente sassarese e torresino. L’ex capitano e trascinatore di una squadra che aveva ricominciato il percorso di rinascita dopo altre mortificanti disavventure, aveva smesso di giocare con la maglia rossoblù nel 2011 dopo il vittorioso campionato di Eccellenza. E dal campo era passato alla panchina con la responsabilità tecnica della squadra Berretti, con buoni risultati. A quel punto era stato inserito nello staff tecnico della prima squadra come vice prima con Vincenzo Cosco e quindi di Massimo Costantino. Ed è in questa veste che Boncore era a Pisa il 29 ottobre 2014 per la gara di Coppa Italia che rischia di avere conseguenze devastanti per il futuro della Torres. “E’ stata una partita normale – dice Davide Boncore –, compatibilmente con le differenze dei valori delle squadre in campo. Noi avevamo deciso da tempo, visto il calendario, di giocare con una squadra con i ragazzi della Berretti e la cosa era nota a tutti. Il Pisa ha avuto gioco facile e il risultato non poteva che essere quello che è stato”. Davide Boncore non ha mai avuto un rapporto particolare con Enzo Nucifora. “Col direttore – dice l’ex capitano rossoblù – non c’è mai stato feeling. E francamente ancora oggi mi chiedo il perché della sua ostilità nei miei confronti. Io volevo solo fare un percorso di crescita professionale, volevo arricchire il mio bagaglio tecnico e ho avuto modo di farlo con due allenatore, Cosco e Costantino, che mi hanno insegnato tanto. Ma ho avuto sempre l’impressione che a Nucifora questo non piacesse, anche se col presidente Capitani c’erano eccellenti rapporti”. “A proposito di mister Costantino – dice ancora Boncore -, non credo assolutamente che possa essere implicato in questa triste vicenda. Lui è un vero uomo di sport e un grande professionista che ama il suo lavoro e il calcio. Sono sicuro che riuscirà a dimostrare la sua integrità morale e la sua estraneità a queste vicende che infangano il calcio”. Adesso Davide Boncore, come tutti i tifosi rossoblù, ha grandi preoccupazioni per il futuro. “Si, sono preoccupato e amareggiato – spiega – e voglio sperare che non ci sia nulla di vero. Chiunque ami il calcio non può credere che si possano fare certe cose. Temere il peggio? Non voglio nemmeno pensare a una eventualità del genere”. “La Torres – conclude – non può essere mortificata da queste vicende, e può contare sempre su gente che ha sempre lavorato per il bene della società e che adesso si sente tradita. Proprio come i tifosi".

Daniele Doro - La Nuova Sardegna





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