In campo i tifosi: «Punite i colpevoli ma salvate la Torres»
Data: Lunedì, 25 maggio @ 08:35:35 CEST
Argomento: Rassegna stampa


Giornata di tregua nelle indagini della procura di Catanzaro che ha scoperchiato l’ennesimo filone del calcioscommesse. Nell’elenco delle partite sotto osservazione anche quattro match della Torres. La squadra rossoblù rischia grosso perchè nelle mani del pubblico ministero titolare dell’inchiesta ci sono le registrazioni di alcune telefonate tra il presidente Capitani, l’ex ds Nucifora e l’ex allenatore Costantino con chi tirava le fine dell’organizzazione criminale.



La Torres dovrà difendersi ma i margini di manovra sono stretti e anche tra i tifosi comincia a serpeggiare il pessimismo. Sui siti si alternano i commenti di chi si ostina a sperare che l’inchiesta si sgonfi e chi avverte: «per quanto possa finir male questa storia, nessuno potrà mai uccidere la Torres. Se ci sono dei colpevoli che paghino ma lasciateci la squadra». Anche tra i tifosi organizzati prevalgono dolore e rabbia per una vicenda che sta infangando una società che dopo 112 anni di vita è diventata un pezzo importante della storia sportiva sassarese. Non c’è dubbio che i supporter stiano vivendo in una sorta di incubo, travolti da avvenimenti assolutamente inattesi e si interrogano su un futuro che può riservare devastanti sentenze della giustizia sportiva. Ma non è solo questo a turbare la tifoseria sassarese. Emerge soprattutto un affetto morboso per quella che viene considerata una bandiera identitaria della città e della sassareseria. «La Torres è un sentimento. Chi non prova questo sentimento resti pure a casa. Meno siamo e più siamo puri, perchè resteranno con orgoglio solo i migliori» ha scritto un tifoso. E un altro aggiunge: «La nostra fede nella Torres non la scalfisce niente, ognuno dentro di noi sta soffrendo tremendamente ma quello che ci da forza è sapere che siamo pronti a rialzarci, a reagire, a riportare in alto la bandiera. La Torres è un emblema pieno di valori, i migliori, gli stessi che ognuno di noi è sicuro di avere dentro di se». La enormità della situazione che si è creata con questa vicenda fa emergere sentimenti e stati d’animo sinceri. Che vanno al di la dello sconcerto. Emerge anche la paura che tutto possa finire, che possa essere cancellata una storia ultra centenaria. Ma non tutti la pensano così. «Siamo abituati a soffrire e a lottare – scrive un altro tifoso -, se c’è da ripartire ripartiremo, ma consapevoli che l’amore c’è e sarà sempre indelebile. La moglie si può tradire, la Torres no!!!». «Per quanto possa finire male questa storia nessuno potrà mai uccidere la Torres». Nel post di quest’ultimo tifoso c’è amarezza ma anche la forza dell’ottimismo.

Gli atti dell’inchiesta sulla scrivania di Palazzi
Una corsa contro il tempo: così nel mondo del calcio, dai giuristi ai diretti interessati, si definisce l'estate che attende la giustizia sportiva, alle prese con la nuova inchiesta scommesse di Catanzaro e con i nuovi sviluppi di quella di Cremona. E mentre si riaccende la polemica sulla giustizia sportiva sono in arrivo gli atti dell'inchiesta “Dirty soccer”: l'ufficio di Stefano Palazzi, capo della procura Figc, ha infatti chiesto l'acquisizione degli atti dell'inchiesta di Catanzaro che arriveranno in tempi molto brevi. «La giustizia sportiva dorme», è il duro giudizio del presidente dell'autorità anticorruzione, Raffaele Cantone. «La lezione sembrava chiara, mai più si sarebbero dovute ripetere certe situazione – ha detto Cantone –. E invece si sono tutti addormentati, a cominciare dalla giustizia sportiva, che prima ha fatto la voce grossa ma poi ha scelto la via del buonismo con pene troppo blande, in cui le squalifiche per illeciti sono state ridimensionate a omessa denuncia. Questo nuovo scandalo dimostra che gli strumenti penali vanno rinforzati e che la stessa giustizia sportiva deve essere molto dura nell'applicare le pene».

Daniele Doro - La Nuova Sardegna





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