La verità di Capitani sul calcioscommesse
Data: Venerdì, 26 giugno @ 08:30:56 CEST
Argomento: Rassegna stampa


Altra giornata ad alta tensione per la Torres. E questa volta non per colpa dei contributi regionali che non arrivano ma per l’uso troppo disinvolto del telefono fatto dal presidente Domenico Capitani, dall’ex ds Enzo Nucifora e dall’ex allenatore Massimo Costantino.



Una serie di telefonate finite nel faldone dell’inchiesta aperta dalla Procura di Catanzaro su un presunto giro di scommesse illegali e girata, per competenza, al procuratore sportivo Cesare Palazzi. Telefonate che lasciano intuire che anche i vertici della società rossoblù abbiamo partecipato, o almeno, sapessero dei tentativi di aggiustare un certo numero di partite del campionato di serie C appena concluso. Capitani ha sempre negato la circostanza e oggi avrà modo di chiarire la sua posizione con la giustizia sportiva. Il presiente sarà infatti sentito, insieme a Massimo Costantino, neli uffici nella procura federale. Dovrà raccontare quello che sa e, soprattutto, dovrà essere molto convincente se vorrà evitare sanzioni per se stesso e per la squadra. Il rischio è concreto perchè da indiscrezioni romane Procura e Federazione sarebbero intenzionate a usare il massimo rigore anche a costo di rivoluzionare gli organici della prossima stagione. La Torres è coinvolta nell’inchiesta per una serie di telefonate relative a quattro partite: la sfida di coppa Italia con il Pisa (giocata dalla squadra Berretti) e i match di campionato con il Monza, la Pro Patria e il Renate. Capitani nega di aver tentato di aggiustare i risultati per scommetterci sopra e ha una carta importante, se non addiritura decisiva, per le sorti della Torres: come si fa a truccare una gara senza coinvolgere i giocatori? E (al momento) se c’è una certezza è che la squadra ha sempre giocato per vincere e che nessun giocatore è stato sfiorato dall’inchiesta. E’ allora possibile che il presidente l’ex direttore sportivo e l’ex allenatore siano chiamati a pagare personalmente per un eventuale illecito (quaosa qusto fosse provato) e che la squadra passa cavarsela con qualche punto di penalizzazione per il principio della responsabilità oggettiva, ma mantenendo la categoria. Vedremo come si difenderà Capitani e vedremo se nelle ultime fasi dell’inchiesta sono emersi altri elementi oltre a quelli già conosciuti. Dagli uffici della procura federale filtra pochissimo ma la sensazione è che le prove in mano ai magistrati siano parecchie e che i prossimi mesi saranno roventi sotto tutti i punti di vista. Intanto prosegue il count down per perfezionare l’iscrizione al prossimo campionato. Mancano cinque giorni per presentare documenti e fideiussione ma per ora in casa rossoblù sembra tutto fermo.

Antonio Ledà - La Nuova Sardegna





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