Torres: restano solo quattro giocatori
Data: Lunedì, 13 giugno @ 08:35:13 CEST
Argomento: Rassegna stampa


Uno spettacolo già visto. Purtroppo. Anche questa volta l'estate rossoblù si annuncia instabile. Deprimente soprattutto per la tifoseria che teme di rivivere situazioni già viste che hanno mortificato una società come la Torres che meriterebbe, e merita, ben altra sorte.



Dopo un anno trascorso ai limiti della schizofrenia con episodi calcistici e, soprattutto, extra calcistici che hanno messo in discussione l'esistenza stessa della società condizionando naturalmente il rendimento della squadra che ha saputo reggere una situazione difficilissima, dopo l'arrivo di Marco Sanna, solo grazie alla compattezza di un gruppo che ha mostrato non solo valori tecnici ma soprattutto grandi valori morali. Adesso, a un paio di settimane dalla conclusione della stagione nubi oscure, anzi temporalesche coprono il cielo rossoblù. Domenico Capitani ha ceduto la società a Daniele Piraino. Una mossa che ha prodotto, almeno sino a questo momento, soltanto perplessità e dubbi. E ci ha pensato soprattutto la nuova proprietà ad alimentare l'incertezza e la paura di un tracollo che a molti sembra inevitabile. Non essersi ancora presentati alla città e ai tifosi con intenzioni e programmi non è certo confortante. Adesso la promessa è stata reiterta e a giorni una conferenza stampa dovrebbe essere imminente. Ma intanto, Daniele Piraino non è rimasto a guardare e ha preso decisioni importanti difficilmente condivisibili e considerate inopportune dalla tifoseria. In rapida successione il nuovo patron della Torres ha liquidato prima Marco Sanna, l'allenatore artefice del miracoloso campionato della Torres, poi ha dato il benservito a due giocatori leader come Scotto e Demartis. Decisioni sicuramente impopolari. Che alimentano il sospetto che la nuova proprietà non sarà in grado di garantire una gestione all'altezza delle aspettative e della storia della Torres. Decisioni che hanno anche convinto il neo direttore sportivo Vittorio Tossi, il cui arrivo aveva alimentato un minimo di speranza, a gettare la spugna e togliere il disturbo di fatto prima ancora di cominciare il suo lavoro. A lasciare è stata anche Giulia Bardanzellu, addetta stampa molto apprezzata per la professionalità dimostrata anche nella gestione del sito ufficiale della società. L'allarme continua anche per il fatto che sembra essere in atto una fuga generalizzata di tutti i giocatori terrorizzati dalle prospettive di una gestione non altezza di una serie D. Oggi la Torres ha la proprietà di soli quattro giocatori, Musto peraltro in partenza per il Bologna che lo dovrebbe girare al Cosenza, Masala, Gueli e Marcangeli. Tutti gli altri componenti della rosa hanno in mano il documento che li svincola. La situazione è pesante ed è quindi urgente che la società venga allo scoperto e annunci i programmi per questo nuovo corso della Torres. Finora l’unico annuncio ufficiale è relativo alla conferma i Gueli e all’ingaggio di Matteo Bisogno, un ragazzo che ha già giocato a Sassari e nell’era Lorenzoni e che è rimasto molto legato alla città e alla maglia rossoblù. Il resto della squadra è tutto da costruire ma l’impresa non si annuncia per niente facile.

La Fondazione chiama a raccolta i tifosi
Si complica il previsto passaggio di mano tra Domenico Capitani e il gruppo che fa capo a Daniele Piraino. I conti della Torres stanno riservando qualche sorpresa che non era stata prevista e i nuovi proprietari stanno verificando con attenzione crediti e debiti del club. Il passivo sarebbe superiore a quello stimato al momento dell’accordo e resta aperto il capitolo dei stipendi che la società deve ai giocatori e allo staff tecnico. Si tratta di quattro mensilità e, almeno in due casi, di stipendi non pagati relativi alla stagione 2014-2105. Un “botto” niente male” ai quali vanno sommati i debiti con l’erario e quelli con alcuni fornitori che non sembrano intenzionati e concedere altre dilazioni. C’è poi il capitolo Torres femminile e una fideiussione da versare pena la mancata iscrizione in serie D. Insomma i conti non sono rassicuranti e la nuova proprietà non sembra in grado, da sola, di riavviare la macchina. Che cosa succederà alla Torres? L’allarme è reale ed è stato fatto proprio anche dalla Fondazione Sef Torres (una delle associazione deti tifosi torresini) che ha raccolto l’appello del popolo rossoblù e sta organizzando un incontro pubblico sul futuro della squadra. «Abbiamo deciso di recepire questa esigenza - si legga sul sito della Fondazione – e di organizzare un incontro aperto a tutti. La situazione sta infatti volgendo al peggio. Prima che la nave affondi crediamo che un dibattito aperto e trasparente possa essere il modo appropriato di affrontare le problematiche ed individuare possibili soluzioni. Questo è il momento di dire chiaramente cosa i torresini vogliono».

Daniele Doro - La Nuova Sardegna





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