Tossi proietta la Torres nel 2021
Data: Lunedì, 11 maggio @ 15:11:46 CEST
Argomento: Rassegna stampa


Il tempo delle decisioni continua a dilatarsi, un'altra settimana è trascorsa e il calcio Dilettanti rimane sempre in attesa di notizie sulla stagione. Anche se ormai davvero in pochi credono che si possa tornare a giocare per concludere il campionato di serie D, stoppato a 8 turni dalla fine.



Non sembra crederci la Torres e infatti il suo direttore sportivo, Vittorio Tossi, mette nel passato quanto è stato fatto da settembre al primo giorno di marzo e guarda al futuro, cioè alla nuova annata. «Dispiace non aver potuto portare a termine quella che per noi si stava rivelando una bella avventura. Eravamo pronti ad affrontare il rush finale, in un clima positivo e con la squadra in crescita, e all'improvviso c'è caduto il cielo addosso. Lo stop ci ha destabilizzato e penso che ormai nessun campionato riuscirà a ripartire: troppe incertezze e troppi accorgimenti da prendere, che il mondo dei dilettanti non può permettersi. Mi aspetto nei prossimi giorni il comunicato di chiusura definitiva. La serie C ha già preso atto dell'impossibilità di andare avanti e si è arresa, altre categorie la seguiranno». La serrata può però costituire, secondo il diesse rossoblù, «una grande occasione da sfruttare, per rivedere finalmente tante cose e procedere a una profonda riforma del sistema calcio, che elimini le troppe scorciatoie esistenti. Il nostro pallone ha bisogno di cucirsi addosso un nuovo abito, più adeguato ai tempi e alle nuove esigenze, con società più strutturate e organizzate e con ruoli più precisi al loro interno». Dunque si lavora già per il prossimo campionato? «Le società di calcio - spiega Tossi - sono diventate vere e proprie aziende, programmare è vitale, si deve sempre essere operativi. Nel mio ruolo non ci sono tempi morti e io sono sempre al lavoro per migliorare la Torres, che ho ritrovato un anno fa». Ma quale Torres? La contrapposizione emersa (a sorpresa) nelle scorse settimane per questioni economiche tra squadra e società, materia su cui ufficialmente nessuno degli interessati vuole esprimersi, porta a pensare che difficilmente il gruppo, mister compreso, che tanto bene ha fatto in questa stagione potrà vestire il rossoblù anche nella prossima. Il presidente Sechi era stato possibilista («non è detto che si debba cambiare tutto», aveva dichiarato nei giorni scorsi) e anche Tossi, pur non volendo entrare nelle pieghe dell'argomento, non è drastico nelle sue parole. «Tutti si chiedono se la squadra è da rifare, ma al momento non si chiude la porta a nessuno. Se ne dovrà parlare in società, è una situazione che va analizzata e in un modo o nell'altro andrà sistemata. Puntando sempre al meglio per la Torres, che non meritava il clamore di quanto è successo. Sono rimasto molto deluso anch'io. Ricordo comunque che fino al 30 giugno sono tutti tesserati. Dopo si vedrà». Il capitolo roseo è quello in chiave sociale, con i fondi ricavati dall'asta delle maglie torresine (oltre ottomila euro) consegnati alla mensa e al centro diurno della parrocchia di San Vincenzo. Un'altra bella testimonianza di solidarietà del popolo rossoblù verso la città.

Sandra Usai - La Nuova Sardegna





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